La squadra della nuova associazione

Nautica da diporto: torna in campo l’Unione Industriali di Napoli. Costituita una nuova associazione, Riccardo Verde presidente

di Sergio Troise
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“Dare identità e rappresentanza alla filiera della nautica da diporto. Puntare sulla portualità turistica e sulla formazione di competenze tecniche adeguate, sull’innovazione e sulla collaborazione tra le aziende associate”. Sono alcuni dei punti d’attacco del programma della Sezione Nautica da Diporto dell’Unione Industriali Napoli, costituitasi all’indomani dell’insediamento di Vittorio Genna alla presidenza, dopo la scadenza del mandato di Costanzo Jannotti Pecci. Il quale per la nautica aveva fatto poco e male, prima avviando una collaborazione con Afina (Associazione Filiera Italiana della Nautica), poi – incalzato da Confindustria – disdicendo l’accordo, con tanto di restituzione delle quote associative. Da allora tra Afina e Unione Industriali è calato il gelo, e non sono poche le situazioni anomale tuttora in sospeso, come la permanenza di Carolina Amato (figlia del presidente di Afina Gennaro Amato) nel ruolo di vicepresidente della Sezione Navale dell’Unione Industriali, ma esclusa da incarichi nella neonata associazione.

Tutto ciò non ha giovato al comparto, da anni angustiato, com’è noto, dalla carenza di posti barca, con ripercussioni gravi sulla produzione e sulle vendite dei cantieri del territorio. Ne hanno risentito anche le attività fieristiche, con il progressivo calo d’interesse del pubblico per un salone storico qual è il Nauticsud, peraltro trascurato anche dall’ente Mostra d’Oltremare, che ne ha affidato l’organizzazione all’Afina, disinteressandosi però di rendere i padiglioni agibili e accoglienti come richiesto da una fiera nautica di grande tradizione, e dichiarandosi contrario al cambiamento di date richiesto. Ora si vocifera di imminenti accordi con Confindustria Nautica per rilanciare il salone. Ma chissà.

E’ in questo quadro sconcertante che l’Unione Industriali di Napoli ha deciso ora di tornare in campo, con l’obiettivo, se non altro, di “farsi sentire” dagli interlocutori istituzionali finora mai mostratisi realmente sensibili ai problemi di un comparto che potrebbe portare benefici all’economia del territorio, in particolare con lo sviluppo del turismo nautico, ma non solo. A distanza di due settimane dalla prima conferenza stampa di Vittorio Genna nel ruolo di nuovo presidente dell’Unione Industriali di Napoli, è stata dunque formalmente costituita la Sezione Nautica da Diporto dell’Unione.

L’assemblea della nuova sezione ha eletto presidente Riccardo Verde, titolare di Schenker Italia, azienda che si occupa della produzione di dissalatori a recupero di energia, oltre che appassionato velista, con un passato di importanti collaborazioni, come la partnership con Giovanni Soldini per il trimarano Maserati Multi 70, imbarcazione stracciarecord a bordo della quale venne installato un dissalatore in fibra di carbonio, leggero quanto efficiente, per fornire acqua dolce sia per gli usi sanitari sia per bere, destinato a un equipaggio perennemente a caccia di imprese estreme.

Vicepresidenti sono Luigi Vitale, titolare di Vitale Marine Service e noto rivenditore di gommoni Joaker Boat, e Luisa Del Sorbo, manager del Main Port di Castellammare di Stabia, struttura a poca distanza da Napoli gestita dal colosso del settore Luise Group, in grado di ospitare navi da diporto anche superiori a 100 metri. La portualità turistica è rappresentata, nel neo costituito consiglio di esperti, anche da Fabrizio Maglietta, titolare di SudCantieri, società da molti conosciuta come Nautica Maglietta, un marina privato da 150 posti barca situato al centro del Golfo di Pozzuoli, vicinissimo a Napoli e a poche miglia dalle isole di Capri, Ischia e Procida.

Del Consiglio fa parte anche Cataldo Aprea, presidente della società Apreamare controllata dal fondo di private equity Riello Investimenti SGR (tramite Italian Strategy), che ne ha acquisito la quota di maggioranza (60%) e detentore, assieme alla famiglia Pollio, del 40% del capitale. Produttore di gozzi che hanno scritto la storia della nautica, è probabilmente il più longevo e il più esperto tra gli operatori nautici campani, e da lui ci si aspetta se non altro un contributo di idee mirato alla soluzione dei tanti problemi irrisolti.

Altro veterano del settore entrato nel Consiglio della neonata associazione è Antonio Pane, dal 1984 titolare di Salpa, cantiere a gestione familiare con sede a Vitulazio (Caserta) che produce barche in vetroresina e la linea di gommoni Soleil, nove unità di misura compresa tra 5,50 e 16 metri. Una produzione di qualità, frutto di attività di ricerca e sviluppo portate avanti in collaborazione con l’Università Federico II e approdate a innovative tecnologie di derivazione aereonautica, dal design al collaudo in vasca. E’ noto nell’ambiente per la puntigliosità con cui difende le ragioni della propria azienda e dell’intero settore, spesso ricorrendo alle vie legali, come nel caso dell’approdo acquisito nel porto di Torre del Greco, di cui non è mai riuscito ad entrare in possesso per una serie di beghe irrisolte.

Il comparto della piccola nautica è rappresentato infine da Flavia Marinelli, del Centro Nautico Marinelli di Pozzuoli, noto per la commercializzazione di motori Honda e per una serie di attività legate all’assistenza, al rimessaggio e alla vendita di barche nuove e usate di vari cantieri, oltre che di ricambi e accessori. Completa la neocostituita associazione Giuseppe Schiano, noto nell’ambiente sportivo per i numerosi successi nelle gare offshore, in alcuni casi conseguiti assieme al padre, Antonio Schiano, con il quale condivide l’attività di concessionario Mercury e l’appartenenza all’Afina, ma in questo caso inserito nella nuova compagine dell’Unione Industriali in quanto titolare di una società che gestisce ormeggi a Baia. Discorso simile per Flavia Marinelli, socia di Afina, ma inserita nel gruppo dirigente della neonata associazione in quanto rappresentante di una società che si occupa solo di charter, anche in questo caso non associata ad Afina e dunque libera di unirsi a chi crede.

Insomma, per chi è addentro ai problemi della nautica locale non è ben chiaro se la nascita di questa nuova associazione rappresenti davvero una svolta utile ad affrontare e risolvere i tanti problemi sul tappeto, e se ci si avvii effettivamente a una svolta radicale, magari in nome del “bene comune”, o se sono ancora troppe le situazioni opache, con operatori schierati su posizioni poco chiare. L’augurio è che si concretizzi, come scritto in apertura, ciò che la nuova associazione ha messo nero su bianco nel giorno del suo insediamento: “Dare identità e rappresentanza alla filiera della nautica da diporto. Puntare sulla portualità turistica e sulla formazione di competenze tecniche adeguate, sull’innovazione e sulla collaborazione tra le aziende associate”.

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giovedì 28 maggio 2026 - Ultimo aggiornamento: 19:39 | © RIPRODUZIONE RISERVATA