Una panoramica del porto di Cannes

Nuove tendenze, innovazione e ecocompatibilità in mare: allo Yachting Festival di Cannes protagonista la nautica slow

di Sergio Troise
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C’è stato un tempo in cui la velocità ha rappresentato una voce primaria nella progettazione di barche da diporto. La spettacolarità delle gare offshore e i tanti successi, a livello mondiale, di imbarcazioni e campioni, italiani e stranieri, hanno contribuito ad alimentare una passione che ha inciso sulle tendenze del mercato, su progetti e prodotti orientati verso una direzione prevalente. Con il tempo la situazione è cambiata. Il lavoro di ricerca su carene, materiali e motorizzazioni non è certo finito (sono tuttora sul mercato autentici capolavori del Made in Italy), ma da qualche tempo l’obiettivo prevalente dell’innovazione è un altro: tra transizione ecologica, ricerca di autenticità e nuove aspettative dei diportisti, la corsa alla velocità sta lasciando gradualmente il posto al ritmo, alla sobrietà e alla qualità dell’esperienza vissuta in mare.

Ne sono consapevoli gli organizzatori dello Yachting Festival di Cannes, il salone in programma tra Port Vieux e Port Canto, nel cuore della Costa Azzurra, dall’8 al 13 settembre. Qui, alla vigilia della manifestazione, s’è tenuto a far sapere che quest’anno, al centro dell’attenzione, ci sarà lo “slow nautisme”: una nuova tendenza che secondo Constance Brément, neo direttrice del salone francese, “risponde a un’attesa molto concreta: ridare tempo al viaggio in mare e spazio ai territori attraversati. Le imbarcazioni - dice la manager francese - così come le reti di marina e le destinazioni presenti quest’anno, dimostrano come il viaggio e le soste siano una componente essenziale dell’esperienza nautica, al servizio di una navigazione più responsabile, più locale e più attenta agli ecosistemi marini”.

Ispirato al turismo lento, lo “slow nautisme” si impone dunque come una trasformazione fondamentale per il diporto. Tra transizione ecologica, ricerca di autenticità e nuove aspettative dei diportisti, la corsa alla velocità lascia gradualmente il posto al ritmo, alla sobrietà e alla qualità dell’esperienza vissuta. I dati testimoniano questa evoluzione: secondo uno studio della Fédération des Industries Nautiques, il 72% dei diportisti desidera ormai rallentare il proprio ritmo, il 65% cerca di ridurre il consumo di carburante e il 58% esprime insofferenza verso itinerari troppo rigidi.

Ma attenzione: se è vero che gran parte dei cantieri produttori dimostra di tenere in seria considerazione questa tendenza, mettendo in mostra barche meno veloci e più rispettose dell’ambiente marino, è anche vero che l’inversione di tendenza richiede anche altro, in primis infrastrutture adeguate, ovvero porti turistici (i cosiddetti marina) al servizio di una navigazione responsabile.

Lo slow nautisme non può basarsi solo su un’intenzione, ma richiede infrastrutture adeguate, ovvero una rete capillare di tappe, vere e proprie “reti di marina” che consentano ai diportisti di privilegiare la navigazione sotto costa, di adattare l’itinerario al meteo e di ridurre il ricorso sistematico al motore. “Tutto ciò – sostengono gli esperti – può contribuire a distribuire meglio i flussi turistici, a limitare la pressione sugli ormeggi sensibili e a trasformare il porto in una vera e propria porta d’accesso alla cultura locale. Patrimonio del territorio, gastronomia, cultura, attrazioni e incontri diventano parte integrante del viaggio e non una semplice parentesi in transito tra due destinazioni. E’ in questa chiave che al Cannes Yachting Festival partecipano, con un ruolo non secondario, anche porti e organizzazioni turistiche non solo francesi.

L’Italia è rappresentata dalla Sardegna, che ha nella Costa Smeralda una “porta d’accesso” privilegiata, ideale per la navigazione costiera. Ma non solo. Tutta l’isola vanta infatti uno dei litorali meglio conservati del Mediterraneo, con acque cristalline, calette isolate, villaggi di pescatori raggiungibili via mare. Con 29 strutture e oltre 8.300 posti barca, la rete collega i principali porti turistici dell’isola lungo l’intero litorale, mettendo a disposizione scali regolari a breve distanza l’uno dall’altro. Questa ripartizione consente di navigare da un promontorio all’altro, trasformando ogni ancoraggio nella scoperta di un territorio pieno di vita piuttosto che in una tappa obbligata. La catena di porti può inoltre contribuire a indirizzare i flussi verso zone attrezzate e a limitare gli ormeggi in zone sensibili. Insomma, nel salone francese la Sardegna rappresenterà al meglio le nuove tendenze della nautica e della portualità turistica italiana. Portualità purtroppo non adeguata in altre zone costiere dello Stivale, ma questo è un altro discorso.

Si dimostra invece adeguata la nuova generazione di imbarcazioni annunciate lungo i pontili di Port Vieux e Port Canto. Molte le novità annunciate da cantieri attenti all’innovazione, alla ricerca su materiali e motori ecocompatibili. Sin dalla vigilia gli organizzatori hanno selezionato 47 barche in grado di distinguersi, protagoniste annunciate lungo l’Innovation Route. Tra queste spiccano Jeannou SeaLoft 480, Pogo Structures Loxo 40 e SKAW Sailing SKAW A, ma susciterà attenzione e curiosità anche la casa galleggiante Oasis Meou di Caelum 1029, concepita per abitare l’acqua piuttosto che semplicemente attraversarla.

Anche il Made in Italy sarà ben rappresentato in questo campo, con barche ecocompatibili e orientate alla sostenibilità come il Sanlorenzo SP92, un modello che non rinuncia alle alte prestazioni ma è frutto di un progetto mirato all’efficienza energetica e al risparmio nei consumi. Descritto dal cantiere come “sintesi perfetta tra performance all’avanguardia e innovazione sostenibile”, è uno yacht di 28 metri che utilizza materiali compositi leggeri, pannelli solari integrati e sistemi ottimizzati che contribuiscono a ridurre i consumi del 13% migliorando autonomia, silenzio e facilità d’uso. Soluzione interessanti vengono annunciate anche per le barche Bluegame, marchio controllato da Sanlorenzo.

In sintonia Azimut, con il Seadeck 7, motoryacht di 21,70 metri con propulsione ibrida progettato per ridurre le emissioni fino al 40%. Su questo versante si fanno apprezzare anche le scelte di Arcadia, tra i primi in Italia ad utilizzare i pannelli solari per la produzione di energia pulita a bordo, mentre tra le barche di dimensioni meno impegnative (16 metri) spicca il nuovo 500 Regina di FIM (Fabbrica Italiana Motoscafi) che utilizza fibra di carbonio riciclata per le sovrastrutture. Da scoprire tutto il resto. Ma non solo a Cannes: vale la pena ricordare che dal primo al 6 ottobre è in programma anche il Salone di Genova.

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giovedì 3 settembre 2026 - Ultimo aggiornamento: 11:16 | © RIPRODUZIONE RISERVATA