Positano Open 52, nuova ammiraglia di Esposito. Sarà tra le attrazioni dei saloni di Cannes e Genova
Esposito è, come noto, un cognome molto diffuso nel Napoletano, da qualche tempo ben conosciuto anche nel mondo della nautica, dove il cantiere fondato e guidato da Stanislao Esposito, coraggioso artigiano-imprenditore, produce barche dal 1968: inizialmente a Torre del Greco, dove venivano allestite, nei primi anni, barche da lavoro e da pesca, poi – con l’impegno sempre più assiduo nel diporto e l’avviamento di un nuovo cantiere a Castellammare di Stabia – gozzi sorrentini, ovvero l’”interpretazione moderna” delle antiche barche da pesca.

Un lavoro non facile, e tuttavia intrapreso con umiltà e rispetto verso i maestri d’ascia d’un tempo, ovvero i capiscuola delle famiglie Aprea. “A loro si deve la riscoperta del gozzo e l’introduzione delle carene plananti” ama ripetere Stanislao, oggi in grado di misurarsi con i big del settore, al culmine di una crescita costante, vissuta con umiltà e senso della misura, nonostante il successo.

Un successo che ha toccato vertici forse insperati nel 2019, quando al Salone di Genova venne presentato il Positano 38, uno dei gioielli del cantiere. Quella barca portava sulla poppa un nome che rappresentava, da solo, un richiama per il pubblico: si chiamava Santiago, il nome del figlio di Stefano De Martino e Belen, che dell’esemplare in esposizione erano i proprietari. Tra gossip e curiosità, lo stand del cantiere fu tra i più visitati, e da allora Stanislao Esposito non ha mancato un’edizione del salone ligure, dove sarà presente anche quest’anno (1-6 ottobre) con la novità del momento: il Positano Open 52, nuova ammiraglia del cantiere varata il 16 luglio scorso a Castellammare di Stabia e destinata, prima dell’esposizione a Genova, a un’anteprima internazionale allo Yachting Festival di Cannes (7-13 settembre).
“Con questo nuova barca – tiene a dire Stanislao Esposito - ci siamo cimentati su misure mai esplorate prima e confesso che non sono state poche le difficoltà che abbiamo dovuto superare. Ma grazie ai nostri partner, in testa la Cabes Yacht per la progettazione navale, e l’architetto Imma Alfano per gli interni, e grazie ai nostri infaticabili operai e collaboratori, siamo riusciti a mettere in acqua un gioiello, una barca che ha già un proprietario, con il quale ho voluto condividere la gioia del varo organizzando, il 12 luglio scorso, una cerimonia al Circolo nautico di Torre del Greco”.

Presenti all’anteprima locale, abbiamo avuto modo di vedere in anteprima la nuova imbarcazione destinata a collocarsi al vertice della produzione del cantiere stabiese: con i suoi 15,80 metri di lunghezza e baglio massimo di 4,85, è infatti un vero e proprio yacht, sia pure con le forme e i contenuti di un classico gozzo. Costruita in vetroresina e legno, la barca poggia su una carena planante monoedrica a V profonda e si distingue per uno stile “coerente” con la più recente produzione del cantiere, ovvero unendo lo stile classico sorrentino e le linee eleganti a un design moderno, da walkaround spazioso, comodo e tecnologicamente evoluto, cui si sommano prestazioni elevate e interni comodi, con 3 cabine per 6 posti letto.

All’esterno si fa apprezzare la disponibilità di “percorsi” sufficientemente ampi e liberi, per muoversi a bordo senza problemi e in sicurezza. Sulla prua spicca il grande prendisole, ma l’intera area si fa apprezzare per la possibilità di allestire uno spazio con sedute contrapposte e un tavolo a scomparsa per l’aperitivo. Ciò detto, il massimo della convivialità viene assicurato nel pozzetto, ovvero nella dinette allestibile alle spalle della postazione di comando, in una zona ampia, comoda e configurabile in vario modo, a partire dall’ampio prendisole collegato a un divano a C.

Ma il pezzo forte, all’estrema poppa, è rappresentato dalla super piattaforma idraulica in legno, una sorta di “plancetta magica” adatta a più usi. Attivabile con un telecomando, si configura di volta in volta in base alle necessità: come alloggio per il tender, passerella per salire a bordo o scendere a terra, piattaforma per trattenersi al sole (in alto), oppure da tenere semi-immersa in acqua e, all’occorrenza, fungere da scaletta. Decisamente un valore aggiunto di gran pregio!
Quanto agli interni, la cabina armatoriale si trova a prua, con letto inclinato in open space rispetto alla dinette, dalla quale ci si può isolare utilizzando una paratia proposta come optional. A poppa si trovano due cabine, una con due letti singoli e una con letto matrimoniale di traverso. Non mancano armadietti, cassetti e spazio adeguato allo stivaggio. Due i bagni.
La motorizzazione è affidata a due IPS da 640 hp, che dovrebbero assicurare una velocità massima di 29/30 nodi e andatura di crociera di 25/26, ma il cantiere prevede anche una versione più potente, spinta dagli IPS 800, capaci di spingere l’imbarcazione a una velocità massima di 32 nodi e di assicurare andature di crociera a 28 nodi. I due serbatoi da 800 litri ciascuno assicurano un pieno di gasolio da 1.600 litri; 1.500 litri la capienza del serbatoio dell’acqua. Come consuetudine nel mondo della nautica, non è stato comunicato il prezzo, ma è facile immaginare che si tratti di un prodotto di valore elevato, con un costo sicuramente superiore al milione di euro.




