Il disegno del progetto Aicon

Rinasce Aicon Yachts sull’asse Italia-Usa. Nei piani un fly di 20 metri e una linea custom

di Sergio Troise
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ROMA - A volte ritornano. E in certi casi la sorpresa è grande. Fino a ieri era difficile immaginare che potesse tornare sulla scena Aicon Yachts, il cantiere siciliano fondato e affondato da Lino Siclari, spregiudicato imprenditore di Milazzo che ebbe la capacità di creare dal niente una eccellente produzione di imbarcazioni di prestigio, riuscendo a varare in pochi anni ben 500 yacht di ottimo livello, salvo poi finire ingloriosamente nei gorghi di un fallimento, con accuse di bancarotta, riciclaggio, manette e carcere.

Nel momento migliore l’azienda venne persino quotata in Borsa. Poi il crac finanziario, le inchieste giudiziarie e la chiusura, nel 2012. Persero il lavoro 600 dipendenti della Aicon Yachts Spa e 8 lavoratori della Aicon Spa che della prima controllava il 100%. Fu uno choc per il mondo della nautica, che fino ad allora aveva guardato all’azienda siciliana come un modello di buona imprenditoria meridionale. Un bluff, certo. Ma – fatto salvo qualche errore di gioventù – sul piano tecnico le barche varate a Milazzo si sono rivelate degne di competere con la concorrenza più qualificata e sono tuttora protagoniste nel Mediterraneo e oltremanica. E perciò c’è oggi qualcuno interessato a far rinascere l’impresa.

In tutta segretezza, in verità, l’”operazione rinascita Aicon” ha preso le mosse sin dal 2018, quando il marchio è stato rilevato. Il 2019 è stato un anno di studio, dedicato alle strategie ed ai progetti, mentre il 2020 appena iniziato sarà l’anno del ritorno in grande stile. Lo hanno fatto sapere i promotori dell’iniziativa, Marc-Udo Broich, nuovo azionista di maggioranza (forte di un’esperienza ventennale nel settore nautico) e John Venners, suo storico financial partner. Convinti della bontà dell’operazione, i due hanno annunciato – in verità senza rivelare molti dettagli – l’arrivo di capitali freschi e la costituzione di un team dedicato alla rinascita del marchio.

“Siamo pronti a ridare ad Aicon il lustro che merita, costruendo in Italia per garantire la massima qualità possibile alle nuove imbarcazioni” ha dichiarato Marc-Udo Broich, che dell’azienda rinata dalle ceneri dello storico cantiere siciliano è l’amministratore delegato. “Punteremo a costruire imbarcazioni realizzate praticamente su misura, un genere che oggi non esiste nel segmento tra i 50 e gli 85 piedi. Design italiano ed ingegneria americana costituiranno una miscela irresistibile.” La nuova linea di imbarcazioni sarà dunque esportata anche negli Stati Uniti, dove navigano tuttora buona parte delle 500 imbarcazioni costruite a suo tempo da Aicon.

Un comunicato stampa della nuova società titolare del cantiere (datato Milano e Palm Beach) informa che “il primo dei nuovi modelli è ormai prossimo alla costruzione”. Sarà un Aicon 66, yacht di venti metri semi custom che – secondo gli auspici del cantiere – “è destinato a diventare il punto di riferimento di un mercato sempre più esigente ed attento alla cura del dettaglio”.

“Lavorando in questo settore da più di vent’anni – ha dichiarato Broich - mi è apparso subito evidente come il segmento da 50 ad 85 piedi sia diventato sempre più simile a quello dell’automotive, con produzione seriale, customizzazioni limitate ed una rete di distribuzione che assomiglia sempre più a quella di una concessionaria d’auto. Invece io credo che ci sia la reale esigenza di soddisfare i desideri degli armatori che desiderano yachts di fascia alta, costruiti con un altissimo livello di personalizzazione, un processo che necessariamente vede il top management ed il designer lavorare a stretto contatto con l’armatore, senza intermediari. Per questo abbiamo già creato l’Aicon Yachts Boutique Approach e abbiamo affidato il progetto a Sergio Cutolo, l’unica persona che poteva consentirci di mettere in pratica le nostre idee”.

Ingegnere navale, già direttore tecnico di Baglietto, dopo anni di collaborazioni con i più prestigiosi cantieri per realizzare imbarcazioni di ogni tipo (compresi gli yachts Aicon di prima generazione), Cutolo ha accettato con entusiasmo la proposta di collaborare alla rinascita del cantiere siciliano. “Per me è stato un grande piacere rientrare in contatto con questo glorioso marchio e contribuire al rilancio dello stesso” ha dichiarato l’ingegnere. E ha aggiunto: “La sfida mi attrae, perché l’intento è stato da subito quello di realizzare uno yacht sviluppato per essere completamente customizzabile, senza però doverne cambiare l’intera ingegnerizzazione ad ogni particolare richiesta.”

Il nuovo Aicon 66 sarà una imbarcazione di 20 metri che trae ispirazione da uno dei grandi successi del cantiere: l’Aicon 64 Fly, barca che all’epoca era davvero all’avanguardia e, se guardiamo bene, ancora attuale. “Con il 66 – osserva Cutolo - proporremo un’imbarcazione di misura più grande, moderna e con un Dna nel design vincente. Sarà capace di assicurare buone prestazioni e la tenuta di mare che erano apprezzate già sul 64, implementate ancor di più per un uso particolarmente americano. Qui le condizioni in cui ci si trova a navigare possono essere davvero dure, abbiamo quindi reso la barca ancor più asciutta, con sezioni di prua particolarmente svasate. E’ una scelta funzionale ma anche stilistica, un criterio che strizza l’occhio al mercato dei fisherman americani, così come quella di dotare il 66 di superfici sul ponte di coperta più ampie. Abbiamo anche introdotto quella che è ormai una caratteristica necessaria, cioè l’hard-top sul fly. Ciò detto sarà possibile accedere a soluzioni diverse, confezionate su misura a richiesta del cliente. Quando un armatore spende cifre importanti, deve poter scegliere.”

Musica per le orecchie del Ceo Marc-Udo Broich, che parla di “un futuro luminoso, caratterizzato da un approccio completamente nuovo”, sottolineando proprio il ruolo della progettazione personalizzata di cui parla Cutolo. “Nel nostro cantiere dev’essere simbiotica la relazione fra l’azionista, il management, i dipendenti e il cliente. Solo così è possibile ottenere il miglior yacht possibile per navigare in mare aperto, in completa armonia con l’ambiente e con la qualità che solo le nostre imbarcazioni sono in grado di offrire”.

Per il momento non sono state fornite anticipazioni sul varo della prima unità del nuovo corso. Ma è possibile che ciò avvenga nel corso del 2020.

 

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Martedì 7 Gennaio 2020 - Ultimo aggiornamento: 09-01-2020 11:07 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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