Tornado, è tutto pronto per il rilancio: a Cannes il T40, yacht planante di 12,30 metri erede del mitico Tornado 38
Nell’industria nautica ci sono molti casi di longevità aziendale, in genere riguardano il settore del lusso, lo yachting d’alto bordo, popolato di nomi celeberrimi come Baglietto, Benetti, Ferretti, Riva, Perini, Codecasa… Meno resilienti, ovvero meno capaci di resistere al tempo, alle crisi e ai cambi di proprietà sono i cantieri di dimensioni inferiori, produttori di imbarcazioni di taglia media, al massino 40 piedi, in genere costretti a fare i conti con un mercato incerto, mutevole, spesso incline a premiare le new entry “figlie” di progetti innovativi e accattivanti, raramente attente ai valori della tradizione.
In questa fascia spicca però un’eccezione: si chiama Tornado, e rappresenta davvero un caso unico. La sua nascita risale infatti agli anni 60 del secolo scorso. Per la nautica della middle class un’eternità. Radici americane, progetto italiano, una storia di grande successo, inizialmente ispirata ai Cigarette Made in USA (la carena quella era…) poi sviluppatasi in Italia grazie a Carlo Marchioro, imprenditore/motonauta che dal 1968 in poi ne fece un autentico “caso” nel panorama della nautica italiana, con vendite record sul mercato del nuovo e dell’usato, fino alla crisi e alla successiva rinascita del 2016, legata alla volontà della famiglia Sonnino Sorisio e di Daniele Parisi, Ceo del cantiere nonché fondatore dei Cantieri Parisi e maestro d’ascia da tre generazioni.
Dieci anni è durata la loro gestione. Poi, qualche mese fa, la nuova svolta. Addio a Roma e al continente: Tornado è oggi di proprietà di Novamarine, cantiere sardo con sede a Olbia. E presto, molto presto, si presenterà al grande pubblico internazionale, esponendo allo Yachting Festival di Cannes (8-13 settembre) il nuovissimo Tornado T40, il primo modello interamente progettato a costruito sotto la gestione di Novamarine, cantiere finora ben noto per la produzione di RIB di qualità fino a 15 metri, oggi deciso a farsi largo anche nel campo degli yacht sportivi di dimensioni medie.
Lungo 12,30 metri, con baglio massimo di 3,80, il nuovo Tornado è stato presentato in anteprima nel corso di un evento riservato a operatori del settore e addetti ai lavori, organizzato a Poltu Quatu, in Costa Smeralda, il 24 luglio scorso. Nell’occasione è stato spiegato che il progetto mira a reinterpretare in chiave moderna il DNA sportivo e le linee pure dei motoscafi flush-deck e delle storiche "muscle boats" italiane (eredi del leggendario Tornado 38), abbinandoli a finiture di lusso, layout moderno pensato per ospitare fino a 10 persone e prestazioni stimate intorno ai 40 nodi. Finora non sono stati forniti dettagli sulla motorizzazione, mentre è stato anticipato che la barca poggia su una carena “in grado di tagliare l’acqua con movenze decise, esattamente come fu per il Tornado 38 con cui Adriano Panatta e Antonio Gioffredi vinsero più d’una volta la Venezia-Montecarlo”.
La silhouette mantiene i riferimenti estetici della tradizione Tornado — prua tesa, linee proiettate verso poppa — ma i dettagli costruttivi e i materiali usati sono in linea con le soluzioni già adottate da Novamarine e l’insieme consegna l’impressione di una barca pensata per una navigazione sportiva che non rinuncia a comodità e vivibilità durante crociere brevi o uscite giornaliere. Nell’anteprima in Sardegna il cantiere ha tenuto a sottolineare che “gli spazi sono stati studiati per aumentare l’abitabilità senza appesantire lo scafo, con attenzione alla gestione dei pesi e al controllo delle inerzie in manovra”. A giudicare dalle vetrature lungo le murate, dovrebbe risultare tutta da scoprire anche la luminosità interna.
La coperta e gli interni sono stati progettati con l’obiettivo di ospitare fino a 10 persone senza rinunciare a zone riservate al relax. Sedute modulari, spazi prendisole ancorabili e aree protette dal vento permettono di adattare la barca a diverse condizioni d’uso: giornate di mare aperto, trasferimenti veloci o soste in rada. Le finiture propongono materiali pensati per il contesto marino: pelli trattate, tessuti tecnici e rivestimenti specifici per esterni che richiedono un’attenzione contenuta nella manutenzione e una buona resistenza nel tempo. L’impressione è che si sia dedicata particolare attenzione alla praticità d'uso a bordo, favorendo la navigazione con equipaggi ridotti. Da verificare dotazioni di serie e optional.
Il piano industriale di Novamarine prevede di utilizzare la vetrina di Cannes 2026 come trampolino di lancio globale, per poi espandere la gamma nei prossimi anni con futuri modelli da 50 e 55 piedi. Un piano ad ampio spettro, dunque, che sembra avere le carte in regola per rilanciare definitivamente questo marchio che ha segnato davvero la storia della nautica italiana. Inutile dire che motorizzazioni, prestazioni, consumi, distribuzione, assistenza e prezzo avranno un ruolo decisivo nell’operazione rilancio affidata al nuovo Tornado T40.
Ne sono ben consapevoli nella sede di Su Arrasolu, Olbia, dove Francesco Pirro, presidente e amministratore delegato di Novamarine, guida una squadra motivata e forte del successo finora ottenuto nel campo dei RIB e nei segmenti pleasure e professional. “L’acquisizione di Tornado – dice Pirro – rientra nel piano di sviluppo in atto in Gallura, che ospita ormai un hub strategico nel campo dell’industria e dell’innovazione e l’operazione è stata compiuta tenendo conto di tutti i particolari sotto l’aspetto economico e finanziario, in sintonia con la strategia di sviluppo mostrata dalla nostra azienda nel momento della quotazione alla Borsa di Milano”.




