Un momento del convegno

Traffici nel Mediterraneo, Sicilia nuovo polo di sviluppo. L'Italia, e il Mezzogiorno, occupano una posizione di assoluto prestigio

di Antonino Pane
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PALERMO -  Il nuovo Nord della globalizzazione è il Mediterraneo, e la Sicilia ne è l’epicentro. Da “Noi, il Mediterraneo”, giunto alla settima edizione, il confronto con il cluster marittimo è stato chiaro: il Mare Nostrum è il nuovo crocevia dei traffici, ora che Suez non fa più paura, e l’Italia, il suo Mezzogiorno, occupano una posizione di assoluto prestigio per confermare che è proprio il Sud che continuerà a trainare il Paese. 

Organizzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, è toccato al commissario Annalisa Tardino, raccogliere il testimone da Pasqualino Monti - l’ex presidente, oggi amministratore delegato di Enav, ma anche commissario alle due grandi opere infrastrutturali portuali di Palermo. Opere che stanno ridando vita al porto del capoluogo. Una sfida  raccolta con entusiasmo  da Annalisa Tardino, per nulla intimorita da un predecessore ingombrante. “Ho trovato una ottima squadra - ha detto - e tutti insieme continueremo a completare la rinascita di tutti i porti della Adsp della Sicilia  Occidentale”.

Tardino, che ha raccolto attestati di stima da parte del presidente della Regione, Renato Schifani, del sindaco di Palermo Roberto  Lagalla e da parte del suo mentore, Matteo Salvini, è sembrata tutt’altro che preoccupata. L’ottima intesa con il segretario generale, Luca Lupi e con i massimi dirigenti dell’Adsp, sono un primo importante passo, già  gestito nel migliore dei modi. 

Una sfida che – ha ricordato la commissario dell’Adsp di Palermo – ha come obiettivo prioritario un processo di internazionalizzazione, il completamento infrastrutturale, ma anche la definizione di un regime di zona franca in grado di garantire alla Sicilia quello scenario favorevole agli investimenti che, a titolo di esempio, in Polonia ha garantito – come sottolineato dalla super-esperta in zone franche, Sara Armella - un ritorno di oltre 230.000 posti di lavoro.

Ma veniamo alla nuova forza delle rotte nel Mediterraneo, Lo scenario indica che bisognerà affrontare ancora qualche  elemento di incertezza, connesso con la riapertura di Suez, il rischio di un’overcapacity del 30% nell’offerta di trasporto, messa in campo dai grandi operatori container, un potenziale tracollo nei noli, ma anche una rivisitazione globale nella mappa dei trasporti container.

Ma avrà di fronte anche enormi opportunità determinate dall’applicazione del Piano Mattei, dal rafforzamento delle reti marittime in Mediterraneo e, quindi, dei collegamenti con Nord Africa e Medio Oriente, dalla sfida energetica che – come ricordato da Antonio Gozzi, Presidente di Federacciai – vedrà proprio la Sicilia baricentrica, anche nella chiave di quella alimentazione di un’intelligenza artificiale sempre più energivora.

Il convegno di Palermo ha fornito anche l’occasione per un j’accuse possente alle politiche e alle non politiche europee sull’energia, con focus sull’Ets, quella tassa sui traffici marittimi e sulle emissioni, che sta gravando sui costi dell’energia e sta mettendo l’economia europea e tanti settori strategici fuori mercato.

Dopo l’intervento del direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno incentrato sulla centralità storica del porto di Palerno, sono stati tanti gli interventi di assoluto rilievo. Alla tavola rotonda moderata da Nicola Porro e Luca Telese, sono intervenuti Elisabetta Balzi, senior advisor della Commissione europea; Matteo Catani, ceo di Gnv; Donato Liguori, direttore generale dei porti, logistica e Intermodalità del Mit; Ignazio Messina, ceo della Ignazio Messina & C.; Paolo Pessina, presidente di Federagenti. 

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venerdì 19 dicembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 15:28 | © RIPRODUZIONE RISERVATA