308, un Leone che graffia. Peugeot rinnova il suo bestseller: si affermano sempre di più le soluzioni multienergia

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MILANO - Quando è arrivata nel 2007 per raccogliere l’eredità della 307, la Peugeot 308 è entrata in uno dei territori più difficili dell’auto europea: quello delle compatte “generaliste”, dove non basta essere equilibrate, bisogna avere una personalità. Da allora la 308 ha fatto una cosa non scontata: ha saputo cambiare insieme al mercato, attraversando stagioni diversissime — dall’epoca del diesel dominante alla transizione elettrificata — senza perdere il suo tratto distintivo. La seconda generazione ha consolidato il nome 308 come uno dei riferimenti del segmento C; l’ultima, arrivata con un linguaggio stilistico più ambizioso e con una gamma sempre più multi-energia, ha segnato il passaggio a una Peugeot più matura e più consapevole del proprio posizionamento.
È su questa base che si inseriscono oggi le nuove 308 e 308 SW. Il restyling non cerca la rivoluzione, e probabilmente è proprio questa la sua forza. Peugeot ha scelto di affinare il progetto nei punti giusti: immagine, qualità percepita, tecnologia di bordo, servizi connessi ed efficienza delle motorizzazioni. Nel nostro test drive milanese, tra traffico fitto, pavé, ripartenze continue e tratti più scorrevoli, la sensazione è stata chiara fin dai primi chilometri: la nuova 308 non prova a stupire a tutti i costi, ma a convincere con coerenza. E ci riesce.

Il cambiamento più evidente è davanti. Le nuove 308 e 308 SW sono le prime della gamma a introdurre l’emblema Peugeot illuminato, inserito al centro di un frontale ridisegnato con nuova calandra e nuova firma luminosa. È una scelta scenica, certo, ma ben calibrata: non un effetto fine a sé stesso, piuttosto un modo per rafforzare la presenza su strada e aggiornare l’identità del modello. Il disegno dei tre artigli LED, elemento ormai iconico del marchio, contribuisce a rendere lo sguardo più deciso, mentre il lavoro su prese d’aria e superfici ha anche una funzione concreta, legata all’aerodinamica e quindi all’efficienza. Su strada, soprattutto in città, la differenza tra le due carrozzerie resta netta e ben leggibile. La 308 berlina mantiene un’impostazione più tesa e dinamica, con proporzioni compatte e un carattere visivo più sportivo. La 308 SW, invece, continua a interpretare la station wagon in chiave elegante: più spazio e più praticità creando un equilibrio riuscito. Dentro, la 308 conferma uno dei suoi punti forti: un abitacolo con identità.

L’impianto del Peugeot i-Cockpit resta centrale — volante compatto, strumentazione digitale alta, plancia orientata verso il guidatore — e nel contesto milanese, dove la guida è “a scatti”, l’ergonomia si apprezza subito. Tutto è vicino, intuitivo, facile da gestire. Bene anche i i-Toggles sotto il touchscreen centrale: sembrano un dettaglio, ma nell’uso quotidiano fanno la differenza perché riducono passaggi e distrazioni. È il genere di soluzione che migliora davvero la vita a bordo. La parte migliore, però, resta la sensazione generale di guida. Le nuove 308 e 308 SW assorbono bene le asperità in città, non si scompongono sul fondo irregolare e mantengono una qualità di marcia solida, composta.
Quando il traffico si apre, riemerge quella “mano” Peugeot che negli anni ha costruito la reputazione del modello: una dinamica precisa ma non nervosa, un comportamento equilibrato, una piacevolezza reale che non ha bisogno di numeri a effetto per farsi notare. Altro punto forte: la gamma motori, ampia e molto aderente al mercato reale. Peugeot continua a proporre quattro strade — elettrica, ibrida, ibrida plug-in e diesel — evitando di forzare il cliente dentro un’unica narrazione. La novità più rilevante è la E-308, che arriva fino a 450 km di autonomia WLTP, un passo importante per rendere la versione elettrica più credibile anche oltre l’uso urbano.

Accanto a lei, la plug-in hybrid da 195 cv punta sulla versatilità, l’ibrido da 145 cv parla a chi cerca un primo approccio all’elettrificazione, mentre il diesel BlueHDi da 130 cv resta una risposta concreta per chi percorre lunghe distanze. A completare il quadro ci sono servizi connessi più evoluti, aggiornamenti over-the-air, app MyPeugeot, funzioni dedicate alla ricarica come Plug & Charge e la predisposizione V2L sulle versioni elettriche. Segnali di un’auto che non vuole limitarsi a essere ben fatta, ma vuole restare attuale nel tempo.
Sul piano commerciale, Peugeot accompagna il restyling con una gamma prezzi ampia e coerente con l’impostazione multi-energia del modello. La nuova 308 parte da poco più di 33 mila euro nelle versioni ibride, mentre la 308 SW si colloca circa 1.000 euro più in alto a parità di motorizzazione e allestimento; al vertice, le varianti elettriche e plug-in superano i 40 mila euro negli allestimenti più ricchi. Una forbice ampia, che conferma la volontà del marchio di coprire esigenze molto diverse senza snaturare il posizionamento della 308 nel cuore del segmento C.




