Akyo Toyoda, presidente e ceo di Toyota, in tuta e casco dentro un bolide della csa giapponese mentre si appresta a scendere in pista
da pista

Akio Toyoda al volante: «La nostra azienda nelle gare da oltre 60 anni»

di Nicola Desiderio
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ROMA - Morizo Kinoshita, con questo nome si presentò Akio Toyoda alla 24 Ore del Nürburgring del 2007 a bordo di una Lexus IS che per la prima volta portava le insegne del Gazoo Racing, e poi di nuovo con una LFA nel maggio del 2009, un mese prima di diventare il numero uno dell’azienda che il nonno Kichiiro aveva trasformato da costruttore di macchine tessili in uno dei giganti mondiali dell’automobile. Doveri di famiglia, ma soprattutto passione di un uomo che, più della sua corona di presidente e ceo, ama ostentare casco, tuta e ben altri ruoli come quello di fondatore del Gazoo Racing, di pilota dello stesso oltre che di chief branding officer e master driver di Lexus. Ritratto di un uomo che preferisce allacciare le cinture piuttosto che la cravatta, prendere il volante piuttosto che la parola di fronte al consiglio di amministrazione. Ma chi pensa che Akio Toyoda sia un un fortunato un po’ irresponsabile è completamente fuori strada: per lui l’ad e il pilota, l’appassionato e il laureato in legge con un master in business administration sono una cosa sola perché la Toyota che corre e quella che fa automobili devono essere una cosa sola.

«Che Toyota abbia cominciato a correre oltre 60 anni fa non è un dettaglio» disse nel 2015 presentando il programma del Gazoo Racing. «Invece io credo che questi inizi rappresentino la mentalità che sta ancora alla base della nostra odierna attività nel motorsport. Noi pensiamo – aggiunse Toyoda – che le corse servano ad instillare divertimento e gioia nei clienti, negli appassionati e presso il pubblico. Nello sforzo di migliorare le abilità di chi partecipa e di perfezionare le nostre vetture c’è il desiderio di costruire e fornire automobili sempre migliori. La partecipazione di Toyota nel motorismo sportivo ha le radici in quel desiderio ed è il punto nodale del coinvolgimento futuro di Toyota».

Nessuno dunque si meravigli se il centro di ricerca e sviluppo principale sia a due passi dal reparto corse e dal circuito del Fuji – anch’esso di proprietà della Toyota dal 2000 – che le Tre Ellissi siano sempre più coinvolte nelle gare e che dal 2015 tutte le attività del Gruppo siano state raccolte sotto l’ombrello del Gazoo Racing, o che siano sempre più numerosi i modelli sportivi in listino. È questa la Toyota immaginata da un Toyoda, quella che farà rinascere la Supra, presentata in forma di concept all’ultimo Salone di Ginevra con assetto e livrea pronto corsa, ma soprattutto un’auto che, prima di raggiungere le strade, darà prova di sè stessa sui circuiti seguendo quel percorso ideale che il grande capo vuole per tutte le “sue” creature.

In molti sono pronti a scommettere che l’appuntamento è per il secondo fine settimana di maggio, di nuovo alla 24 Ore del Nürburgring che è stata e sarà sempre di più il fonte battesimale delle sportive di casa, con il marchio GRMN (Gazoo Racing Master of Nurburgring) che ha già debuttato sulla Yaris. E chissà che, per l’occasione, non rifaccia la sua comparsa il famigerato Morizo Kinoshita…
 

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Mercoledì 18 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 18:21 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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