Audi C Concept, lo stile delle Auto Union degli anni ’30 e degli anni Duemila per la nuova TT

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Audi presenterà al Salone di Monaco la C Concept, prototipo che introduce la nuova filosofia stilistica introdotta da Massimo Frascella, nuovo capo del design del marchio di Ingolstadt dal febbraio del 2024, e che prefigura una sportiva due posti che vedremo del 2027.

La C Concept si ispira nel nome e nelle forme alla Type C, la famosa auto da corsa progettata nel 1936 da Ferdinand Porsche e dotata di un monumentale motore V16 6 litri sovralimentato con compressore volumetrico. L’ispirazione è d’obbligo alla vigilia dell’ingresso dell’Audi di Formula 1 e riguarda dichiaratamente anche l’Audi A6 del 2004. Non dichiarati, ma palesi, i riferimenti ai concept che il celebre designer Walter de’ Silva realizzò per l’Audi agli inizi degli anni Duemila come la Rosemeyer, la Nuvolari Quattro e la RSQ, realizzata per “I, Robot”, trasposizione cinematografica del 2004 sulla base del famoso ciclo di Isac Asimov e che ha per protagonista Will Smith.

L’elemento davvero nuovo della C Concept è la vertical frame, la nuova interpretazione della calandra anteriore, dalla forma a rettangolo verticale con i bordi arrotondati, che si ricollega sempre alle Audi da corsa degli anni ’30 e alla Single Frame, la calandra ideata sempre da Walter de’ Silva e che è stata per almeno 15 anni il tratto più caratterizzante dei modelli Audi. La Concept C rappresenta dunque un doppio ritorno al passato e, allo stesso tempo, un cambio di traiettoria stilistico netto dopo i tre concept Sphere: Skysphere, Urbansphere e Grandsphere il quale ha fornito le linee guida per i modelli più recenti come A6, Q6, Q5 e Q3.

La Vertical Frame con i quattro anelli al centro nella zona superiore sarà la nuova firma stilistica delle Audi del futuro accanto al ritorno a linee semplici e scultoree e a superfici lisce per ricreare quell’incrocio tra hi-tech, emozione e precisione esecutiva sulle quali l’Audi ha costruito gran parte della propria immagine di marchio premium. I gruppi ottici sottili, integrati anteriormente alle prese d’aria, esaltano l’importanza delle superfici in alluminio della carrozzeria in tinta Titanium. Interessante è l’alternarsi di tagli morbidi con superfici bombate tagliate nella zona del lunotto da tre fessure. Tipico delle Audi degli anni Duemila anche il disegno dei cerchi a 6 razze da 21 pollici.

Massima semplicità anche per l’abitacolo con rivestimenti in lana e alluminio, strumentazione digitale racchiusa in un cruscotto protetto anche lateralmente, schermo centrale da 10,4” a scomparsa e comandi rotanti con feedback aptico. Andando al sodo, la Concept C è una 2 posti coupé-cabriolet con tetto retrattile lunga 4,52 metri, larga 1,97 e alta 1,28 con un passo di 2,57. La piattaforma di partenza non è stata dichiarata, ma si sa che potrebbe essere dedicata con quelle delle Porsche 718 di prossima generazione. Ha un motore elettrico posteriore e una batteria alloggiata centralmente per avere baricentro basso, bilanciamento ideale delle masse e momento polare ridotto intorno all’asse di imbardata. La massa dichiarata è di 1.690 kg.

La Concept C è stata realizzata direttamente dall’Audi attraverso un atelier interno dedicato alle concept car con grande cura e prefigura un modello che vedremo nel 2027. Fin troppo facile prevedere che si chiamerà TT, sportiva prodotta tra il 1998 e il 2023 in due generazioni di prodotto: una ispirata stilisticamente al movimento tedesco di design Bauhaus e l’altra più convenzionale, ma ugualmente elegante. Certo parliamo di auto decisamente più corte – la prima era lunga poco più di 4 metri e la seconda meno di 4,2 metri – ma questo è stato il destino di molti modelli. Dunque non stupirebbe vedere una nuova TT poco più lunga della R8, altra famosa sportiva di Audi del recente passato.




