BMW M Neue Klasse

BMW M Neue Klasse, ecco come sarà la tedesca più potente di sempre: quattro motori e oltre 1.000 cavalli

di Michele Montesano
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MONACO DI BAVIERA – La BMW sta per affrontare uno dei passaggi più delicati e radicali della sua storia. Un brand che da decenni rappresenta l’equilibrio quasi perfetto tra sportività estrema e utilizzo quotidiano si prepara a entrare nell’era dell’elettrico, senza però rinnegare del tutto il proprio passato. L’appuntamento è fissato per il 2027, quando debutterà la prima vera BMW M in versione 100% elettrica, sviluppata sulla base della nuova architettura Neue Klasse e destinata a ridefinire il concetto di berlina sportiva ad alte prestazioni.

Tutto nasce dal classico foglio bianco, BMW ha scelto di sfruttare l’elettrico come un’opportunità per spingersi oltre quanto consentito finora dalla meccanica e dai propulsori endotermici. Alla base dell’auto ci saranno ben quattro motori elettrici, uno per ciascuna ruota, una soluzione che promette un livello di controllo della dinamica di guida mai visto prima su una vettura bavarese. Ogni unità avrà un rapporto di trasmissione dedicato e un’elettronica di potenza posizionata direttamente sul motore, consentendo interventi rapidissimi e una gestione estremamente precisa della coppia.

Da questa architettura deriva una trazione integrale di serie profondamente diversa da quella attuale. Non si tratta di un semplice sistema a ripartizione variabile, ma di una vera trazione “dinamica”, capace di combinare i vantaggi dell’integrale con il carattere classico della trazione posteriore BMW. L’asse anteriore potrà infatti essere completamente disaccoppiato, lasciando il compito della spinta alle sole ruote posteriori, una scelta pensata per chi cerca un’esperienza di guida più pura e coinvolgente, sia su strada che tra i cordoli. Allo stesso tempo, la possibilità di sfruttare tutti e quattro i motori garantirà trazione, stabilità e sicurezza anche nelle condizioni più impegnative.

L’energia necessaria a muovere questa BMW M elettrica arriverà da una batteria ad alto voltaggio sviluppata specificamente per i modelli sportivi. La capacità supererà i 100 kWh di energia utilizzabile e sarà basata su celle cilindriche ottimizzate per le alte prestazioni, con un sistema di raffreddamento evoluto in grado di sostenere utilizzi intensi e prolungati, anche in pista. Il pacco batterie, così come accade sulle altre Neue Klasse, diventa un elemento strutturale del veicolo, collegato direttamente agli assi per aumentare la rigidità del telaio e migliorare la risposta dinamica. L’architettura a 800 Volt consentirà inoltre ricariche rapide e un recupero di energia particolarmente efficiente.

Sul fronte delle prestazioni, BMW continua a mantenere un certo riserbo. I dati ufficiali non sono ancora stati comunicati, ma le indiscrezioni parlano con insistenza di una potenza complessiva superiore ai 1.000 cv. Al di là del numero finale, l’obiettivo dichiarato è quello di stabilire un nuovo punto di riferimento nel segmento delle vetture ad alte prestazioni, non solo in termini di accelerazione, ma soprattutto di precisione di guida e coinvolgimento.

In questo senso, un ruolo centrale sarà giocato dal software. La M elettrica sarà un vero software defined vehicle, gestito da pochi ma potentissimi computer di bordo, i cosiddetti super brain, ciascuno dedicato a specifiche funzioni. Uno di questi controllerà la dinamica di guida attraverso il sistema BMW M Dynamic Performance Control, garantendo tempi di reazione più rapidi rispetto a qualsiasi M precedente. La gestione coordinata di motori, freni, sterzo e recupero di energia permetterà di mascherare il peso inevitabilmente superiore rispetto a una M3 termica, trasformando la massa in un alleato anziché in un limite.

Proprio il peso resta uno dei grandi temi aperti. Quattro motori elettrici e una batteria di grandi dimensioni porteranno inevitabilmente la bilancia a salire, ma BMW sta lavorando anche sul fronte dei materiali. Sono previsti elementi alleggeriti realizzati in fibre naturali, una soluzione già sperimentata nel Motorsport, capace di offrire caratteristiche paragonabili alla fibra di carbonio con un impatto ambientale sensibilmente ridotto. Una scelta che si inserisce nella più ampia strategia di sostenibilità del marchio, senza sacrificare le prestazioni.

Uno degli aspetti più discussi di questa nuova M3 è senza dubbio il sound. L’assenza di un motore termico ha sempre rappresentato uno scoglio emotivo per gli appassionati, ma BMW sembra intenzionata a non lasciare nulla al caso. Per la M3 elettrica è previsto un sistema di suoni artificiali evoluti, sviluppati partendo da registrazioni reali di alcuni dei motori più iconici della storia M. Tra questi figurano il sei cilindri in linea da 3.0 litri, il V8 aspirato e persino il celebre V10 che ha segnato un’epoca. Questi campionamenti verranno rielaborati e combinati con il sibilo naturale dei motori elettrici, creando una firma sonora capace di evolvere in base alla velocità e alle richieste del guidatore. Come le cambiate simulate, anche il sound potrà essere disattivato, lasciando spazio al silenzio tipico della mobilità elettrica.

Parallelamente a questa rivoluzione, BMW non intende abbandonare del tutto i puristi del marchio M. È già stata confermata una futura M3 a benzina con sei cilindri in linea, nome in codice G84, attesa entro il 2030. Una scelta che dimostra come la Casa di Monaco di Baviera voglia accompagnare gradualmente la propria clientela verso l’elettrico mantenendo, però, viva la tradizione mentre apre un nuovo capitolo.

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lunedì 26 gennaio 2026 - Ultimo aggiornamento: 13:04 | © RIPRODUZIONE RISERVATA