Bosch, l'Intelligenza Artificiale sale in cattedra per guidare al limite senza alcun rischio
Guida sicura, anzi sicurissima, anche in pista. La Bosch Engineering, una delle divisioni della multinazionale tedesca della fornitura per l’industria automobilistica da 90 miliardi di fatturato, ha deciso di colmare una lacuna che essa stessa aveva rilevato, ossia quella che riguardava l’“educazione” degli automobilisti. Nel caso del Track Performnace Assist (Tpa) in particolare, di quelli che vogliono imparare a guidare bene nei circuiti, spingendo al limite i bolidi che hanno acquistato o con i quali vogliono divertirsi. Il Tpa è un programma in corso di perfezionamento che la nostra testata ha potuto sperimentare, guidando sul circuito di Boxberg una Mercedes Amg Gt 63S da 639 Cv e 900 Nm di coppia. Sull’auto tedesca il software lavora su quattro livelli, mentre sull’altro modello impiegato per i test dalla multinazionale di Stoccarda, una Aston Martin Db12 Coupé da 680 Cv e 800 Nm, arriva a sette.
Il dispositivo, che sui modelli di serie si potrà avere non prima di due tre anni, interviene in maniera sempre meno “aggressiva”, fino a lasciare... piede quasi libero al conducente. L’obiettivo è quello di guidarlo gradualmente verso una guida sempre più sovrapponibile a quella dei migliori piloti, anche se in realtà l’algoritmo non è stato sviluppato sulla base dei suggerimenti dei collaudatori, ma dall’intelligenza artificiale. Con il Tpa, chi sta al volante apprende le traiettorie “ideali” (in questa fase i cordoli sono esclusi, ma a quanto pare non sarà un problema includerli) e le accelerazioni e le frenate più efficaci. Almeno all’inizio, questo sì, alla macchina vengono imposte manovre non esattamente lineari, ma la divisione Engineering di Bosch, guarda lontano e punta a far «guidare in sicurezza il conducente verso le massime prestazioni possibili» in pista.
Le indicazioni su quando frenare possono arrivare anche via audio, anche se l’istruttore seduto a fianco suggerisce in realtà di non togliere mai il piede dall’acceleratore proprio per sperimentare la funzione. Quando proprio sembra non esserci più lo spazio sufficiente, il Tpa toglie il “gas” oppure rallenta bruscamente (un eufemismo) la vettura e chi guida deve “solo” concentrarsi sulla direzione. Circa le linee, il sistema deve venire ancora implementato perché, almeno sulla Mercedes, le indicazioni (una serie di frecce) compaiono nella parte basse del grande schermo installato sopra il tunnel centrale e non ancora inserito nella plancia.
Per il momento, insomma, i suggerimenti si possono ottenere solo dopo essere scesi, scaricando tutti i dati raccolti a macchina ferma. L’intera pista è già mappata e ogni millimetrico movimento dell’auto viene rilevato per la successiva analisi. La traiettoria sviluppata dall’intelligenza artificiale serve a far comprendere ai piloti (o aspiranti tali) anche a ottimizzare «l’influenza della trasmissione sulla velocità in curva e sul tempo sul giro complessivo». L’algoritmo raccomanda la velocità, determinando quella massima possibile anche in base alle condizioni, per «consentire una valutazione precisa dei punti di frenata, delle velocità in curva e dell'utilizzo ottimale della trazione per migliorare le prestazioni».




