Dolphin è caratterizzata da un look gradevolmente equilibrato

Byd, è cinese la capofila dell'elettrificazione. E la Dolphin punta su tecnologia, comfort e praticità

di Giampiero Bottino
  • condividi l'articolo

Il clamoroso sorpasso che nell’ultimo trimestre del 2023 ha visto Byd fare meglio (con 526.409 contro 484.507 unità vendute nel mondo) di Tesla, tradizionale dominatore del mercato “full electric”, la dice lunga sull’aggressività e la determinazione con cui il gruppo cinese, fondato nel 1995, affronta la sfida della mobilità pulita con la divisione automotive creata nel 2003.

Elon Musk può consolarsi per aver difeso la leadership nell’arco dei dodici mesi, ma non deve dormire sono tranquilli di fronte a un rivale che nel 2022 ha archiviato un fatturato in crescita del 96% a 29 miliardi di euro e un utile netto quadruplicato a 2,2 miliardi. Un trend che, se confermato, potrebbe rendere definitiva anche tra le auto 100% a elettroni la leadership che Byd già detiene da un biennio nel “campo largo” dei Nev (i veicoli a nuova energia) grazie al contributo delle motorizzazioni ibride plug-in che non sono presenti nel catalogo Tesla e che nel 2023 hanno contribuito a portare oltre il muro dei 3 milioni di unità “green” (+61,9% rispetto ai dodici mesi precedenti) le vendite del gruppo, non a caso battezzato con l’acronimo di “Build your dreams” (Costruisci i tuoi sogni).

Prima casa automobilistica al mondo ad abbandonare – nel 2022 – qualsiasi tipo di propulsione termica e da 9 anni principale protagonista sul mercato interno per quanto riguarda i veicoli elettrificati, settore in cui dove il suo peso oscilla attorno al 30% delle vendite, Byd ha elaborato una strategia di crescita che si spinge ben oltre i confini della Grande Muraglia, guardando con particolare attenzione all’Europa, come conferma l’ormai prossimo avvio della costruzione della sua prima fabbrica europea nella località ungherese di Szeged, destinata alla produzione dei modelli per i mercati del Vecchio Continente, tra i quali ovviamente è compresa l’Italia, dove a neppure un anno dallo sbarco sono attive 12 concessionarie, per ora concentrate nel Centro-Nord, ma destinate a crescere – prossima inaugurazione a Roma – per garantire una sempre più capillare copertura del territorio. 

Lo ha ricordato a Milano, dove ha sede della filiale nazionale e dove è stato da poco inaugurato il raffinato show room alle spalle del Duomo, realizzato in collaborazione con il dealer Autotorino, il responsabile del brand per il nostro Paese Gianmaria Adamo durante la presentazione di due new entry – la Dolphin, berlina a due volumi di segmento C, e la quattro porte sportiva Seal (presto disponibile anche nella versione Suv denominata U) – hanno in un colpo solo raddoppiato l’offerta del marchio, aggiungendosi al Suv Atto 3 e alla berlina di lusso Han.

Caratterizzata da un look gradevolmente equilibrato, realizzata sulla e-Plattform 3.0 condivisa con tutta la gamma, questa hatchback (due volumi) lunga 4.290 mm accoglie i passeggeri con un comfort davvero apprezzabile, considerate le dimensioni contenute, in un ambiente dall’eleganza tecnologica sobria ed elegante, tipica della produzione cinese. 

Il passo di 2.700 mm garantisce uno spazio abbondante sia a chi prende posto sui sedili posteriori e in genere viene più penalizzato nelle vetture compatte, sia ai bagagli il cui vano ha un volume compreso tra 345 litri e i 1.310 che si rendono disponibili quando l’equipaggio ridotto consente di abbattere gli schienali dei sedili posteriori. A dare un’ulteriore spinta alla capacità di carico concorrono poi i 20 vani portaoggetti di varia foggia e dimensione disseminati nell’abitacolo.

Nella prova su strada la Dolphin, pur dando sempre la sensazione tutta cinese di privilegiare il comfort rispetto al comportamento dinamico, ha regalato sensazioni appaganti grazie alla brillantezza del motore da 204 cv che, abbinato alla batteria da 60,4 kWh prevista per le versioni “alte” Comfort e Design (listino di 35.490 e 37.490 euro rispettivamente), garantisce un’accelerazione 0-100 in 8 secondi e una velocità massima di 160 km orari, mentre l’autonomia promessa nel ciclo combinato Wltp è di 427 km. 

Leggermente diversi i dati relativi agli allestimenti Active e Boost, che si presentano con un listino che parte da 30.790 euro per la prima e da 31.490 per la seconda versione. La minor capacità – 44,9 kWh – della batteria condivisa ha riflessi abbastanza evidenti sull’autonomia, che è rispettivamente di 340 e 310 km, mentre la rilevante differenza delle potenze (95 cv la Active, 176 la Boost), mentre non influisce più di tanto sulla velocità massima che si colloca praticamente allo stesso livello: 150 e 160 km/h.

Per quanto riguarda le risorse di infomobilità e connettività, che anche scenograficamente rappresentano un elemento caratterizzante delle vetture “made in China”, sulla consolle centrale della Dolphin si fa notare il display da 12,8 pollici che, ruotando di 90 gradi, può diventare un schermo orizzontale o verticale a seconda delle scelte e dei gusti dell’utilizzatore. 

Le sue dimensioni importanti sembrano quasi oscurare la presenza del vicino quadro strumenti digitale di taglia “motociclistica” collocato di fronte al guidatore, al quale offre con chiarezza le informazioni più importanti ai fini del viaggio, ma non prevede la possibilità di essere configurato in base alle esigenze e preferenze personali di chi impugna il volante.

  • condividi l'articolo
domenica 25 agosto 2024 - Ultimo aggiornamento: 19:02 | © RIPRODUZIONE RISERVATA