Cupra Born

Cupra rinnova Born, esalta ulteriormente l’aspetto e i contenuti sportivi oltre che le prestazioni

di Sergio Troise
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La produzione non è stata ancora avviata (partirà entro l’estate) e la commercializzazione avrà inizio entro settembre, forse anche un po’ prima, ma l’auto è stata definita in tutti i dettagli e si può dire sin da ora che segnerà una tappa importante nel campo del full electric, settore in lento ma progressivo sviluppo, inesorabilmente destinato a guadagnare posizioni, come tutti gli indicatori segnalano. Parliamo della nuova Cupra Born, modello che prende il posto dell’auto appena uscita di produzione dopo cinque anni di “ambientamento” nel nuovo mondo delle auto a emissioni zero: un mondo tuttora in evoluzione, all’interno del quale cominciano a recitare ruoli sempre meno marginali anche le auto sportive. E Cupra, com’è noto, è un marchio che rappresenta quella che potremmo definire la sportività formato famiglia: nella sua gamma, infatti, brillano berline e crossover più o meno compatti capaci di assicurare, al contempo, spazio e comfort, oltre che prestazioni brillanti, in alcuni casi entusiasmanti.

A queste caratteristiche risponde in pieno la nuova Cupra Born, spagnola di matrice tedesca (il marchio Cupra, com’è noto, è di proprietà Volkswagen), sviluppata sulla piattaforma MEB della VW (in tedesco Modulare Elektrifizierungsbaukasten, piattaforma di elettrificazione modulare) e prodotta a Zwickau, in Germania, città della Sassonia che sorge nei pressi di un lago popolato di cigni che secondo la leggenda ha la capacità di ringiovanire chi vi si immerge. E la nuova Cupra Born è proprio una variante ringiovanita del modello uscente, destinato ad esaltarne ulteriormente l’aspetto e i contenuti sportiveggianti oltre che le prestazioni.

Lunga 4.336 mm (qualche mm in più rispetto al modello uscente), larga 1,81, alta 1,54, e con un passo di 2,77 metri, l’elettrica spagnola di seconda generazione condivide buona parte della meccanica con la “cugina” Volkswagen ID.3, ma con un accento più sportivo che dovrebbe regalare una guida più vivace e precisa. Più in dettaglio, la Cupra Born di nuova generazione si distingue per i ritocchi allo stile e ai contenuti, che ne fanno un’auto con più tecnologia, più qualità percepita, più comfort e – stando alle anticipazioni - maggiori prestazioni. Viene abbracciato il più recente linguaggio stilistico del brand, con i fari triangolari Matrix (a richiesta a matrice di Led) più affilati, con tre luci diurne triangolari ciascuno e paraurti dal taglio più aggressivo, che ora presenta un maggior numero di inserti color rame. Il logo Cupra, inoltre, è integrato e illuminato sul retro; spiccano le prese d’aria aerodinamiche, il portellone e il paraurti posteriore ridisegnati, l’estrattore più prominente che rafforza il dna sportivo; si fanno apprezzare le maniglie delle portiere a filo illuminate e i nuovi cerchi in lega da 19/20 pollici. Aggiornata anche la palette colori con la nuova tonalità Timanfaya Grey, un grigio metallizzato specifico del marchio Cupra già sperimentato su altri modelli.

Un lavoro di aggiornamento ispirato alla sportività è stato dedicato anche agli interni (di cui parliamo in altro articolo), ma il meglio di questa evoluzione dell’auto spagnola sta nelle prestazioni e nel comportamento dinamico. Qualità – vale la pena sottolinearlo – degne del marchio Cupra, ormai ben noto per la capacità di regalare prestazioni ed emozioni. Nell’allestimento sportivo VZ, che andrà a collocarsi al top della gamma, l’auto alimentata da una batteria da 79 kWh sarà in grado di assicurare una potenza di ben 326 cavalli (240 kW) e di passare in accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 5,6 secondi. Quanto all’autonomia, si attesterebbe sui 600 chilometri.

Ma le configurazioni previste per motore e batteria sono tre, tutte con motore elettrico e trazione posteriore. Oltre alla succitata VZ sarà disponibile, come entry level, la Impulse+ con potenza di 190 cv. In questo caso la batteria è da 58 kWh e l’autonomia dichiarata si ferma a 450 chilometri. Al livello intermedio andrà a collocarsi invece la versione da 231 cavalli, con batteria da 79 kWh e una percorrenza stimata simile a quella della top di gamma. Non comunicati, per ora, i tempi di ricarica della batteria, che è posizionata sotto al pavimento, in posizione utile per ottimizzare il baricentro, a beneficio del comportamento dinamico.

Per tutti gli allestimenti è prevista la guida one-pedal, che consente di rallentare automaticamente sollevando il piede dall’acceleratore fino all’arresto, sfruttando la frenata rigenerativa, particolarmente utile in ambito urbano. A proposito di freni, viene confermata la scelta mista, con dischi all’anteriore e tamburi al posteriore, mentre si profila all’avanguardia la regolazione adattiva dell’assetto (DCC Sport), con ben 15 livelli di taratura. Interessante notare anche la disponibilità dell’ESC Sport, destinato a favorire il piacere e l’emozione della guida sportiva riducendo l’intervento del controllo di trazione e mantenendo comunque attiva una protezione di base in funzione della sicurezza. Su questo fronte s’è operato anche aggiornando la dotazione di ADAS, con il nuovo Travel Assist 3.0 dotato di riconoscimento longitudinale migliorato per dossi e attraversamenti pedonali.

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giovedì 14 maggio 2026 - Ultimo aggiornamento: 19:58 | © RIPRODUZIONE RISERVATA