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I segreti delle auto. Grazie alla connettività si possono sbloccare servizi da acquistare di volta in volta

di Nicola Desiderio
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Le automobili custodiscono molti segreti o – come si dice oggi – molte “easter egg”, ovvero contenuti e funzioni inserite al loro interno e pronte a svelarsi a richiesta. È la loro natura sempre più digitale a consentirlo e il fatto di essere sempre di più Sdv (Software Defined Vehicle), ovvero sistemi definiti da software che, a richiesta dell’utilizzatore, possono aggiornarsi, evolversi e personalizzarsi. Le automobili stanno diventando sempre di più dispositivi a due strati: l’hardware, formato dai componenti fisici, e il software che permette la gestione del veicolo e, sempre più frequentemente, l’attivazione di parti dell’hardware non utilizzate o utilizzate in parte. Un esempio? I fari. Quelli che credevamo infatti semplici fari a Led in pochi minuti possono trasformarsi nei più sofisticati Matrix Led o addirittura ad alta definizione, in grado cioè di proiettare sull’asfalto disegni e animazioni che migliorano la sicurezza e la comunicazione con l’ambiente circostante.

Tutto questo senza cambiare o aggiungere un solo pezzo alla vettura, ma semplicemente agendo attraverso il sistema infotelematico della vettura o un’app sullo smartphone. Ovviamente si paga, ma si può scegliere anche di provare l’opzione per un mese (gratis o a un prezzo simbolico) e poi acquistare l’aggiornamento per sempre oppure per un mese, un anno e così via. Ritroviamo la logica del noleggio, dell’on demand e del “pay per use” al quale siamo già abituati per altri tipi di prodotto e servizio. La differenza è che non si tratta di funzioni puramente immateriali, ma che hanno bisogno di essere pre-installate sul veicolo e questo vuol dire un costo, un ingombro, una massa e anche una loro ridondanza ponderata in modo da poter ospitare aggiornamenti per un lasso di tempo programmato. Per tale motivo, questo nuovo tipo di opzioni al momento è offerto dai marchi premium i cui clienti acquistano auto più grandi, sono meno sensibili al prezzo e sono disposti a pagare di più pur di avere tecnologie avanzate e maggiore possibilità di scelta.

Parliamo dunque della solita triade tedesca (Audi, Bmw e Mercedes), di Tesla, Volvo e, per altre funzioni più semplici, anche Volkswagen, ma molti marchi (cinesi compresi) si preparano a questo business delle FaaS (Functions as a Service) che, secondo la valutazione di molti esperti, potrebbe valere fino al 50% dei ricavi totali da parte dei costruttori. E le azioni di marketing sono già partite. Audi le definisce FoD (Functions on Demand), Bmw ha il catalogo ConnectedDrive e Mercedes quello dei Digital Extras. Oltre ai già citati fari – per i quali Audi e Bmw hanno in listino anche integrazioni che riguardano le animazioni di benvenuto e le firme luminose – tutti e tre prevedono la funzione del parcheggio automatico, che non fa altro che sfruttare sensori e attuatori già presenti a bordo.

Idem anche per l’assistenza per la manovra con il rimorchio offerta da Mercedes, una di quelle cose che ha bisogno solo di qualche riga di codice per svegliarsi. Tra le funzioni che invece riguardano direttamente l’hardware e il comportamento stradale, Mercedes offre le quattro ruote sterzanti con un angolo rafforzato a 10 gradi, in modo da incrementare agilità e facilità di manovra, mentre Bmw offre l’attivazione dell’assetto adattivo M permettendo di poterne selezionare uno più confortevole e uno più rigido per esaltare il piacere di guida. Il tutto senza passare dall’officina per cambiare o aggiungere pezzi (ovvero hardware), ma semplicemente scaricando l’integrazione software sul veicolo. Lo stesso dicasi per l’Energizing Comfort di Mercedes che attiva e coordina diverse funzioni di comfort come climatizzazione, massaggio, illuminazione ambiente e persino la musica diffusa dall’impianto audio. Anche per quest’ultimo sono molteplici le integrazioni attivabili sul veicolo a posteriori come la ricezione Dab e l’effetto surround, senza contare quelle che riguardano il vivavoce, il collegamento con dispositivi esterni, la navigazione e persino l’antifurto: segno che, anche in questi casi, tutti i componenti necessari sono già installati in fabbrica e aspettano solo di essere pagati per farli uscire dal letargo.

Sull’Audi Q4 E-tron, bastano un click e qualche minuto di attesa per trasformare il climatizzatore monozona in bizona, sulle Bmw e le Mini si possono scaricare sound diversi per il motore, su Audi e Mercedes si può attivare la dash cam, preziosa sia per filmare i propri viaggi sia in caso di incidenti per chiarirne la dinamica. E chissà che domani, quando le batterie avranno un costo nettamente inferiore rispetto a ora, non avremo vetture con la stessa batteria e con la possibilità di acquistare maggiore capacità: una ridotta per tutti i giorni e un’altra più estesa solo per quando dobbiamo fare trasferimenti più lunghi. Lo stesso dicasi per la potenza dei motori: Tesla mette da tempo a disposizione il cosiddetto Ludicrous Mode che l’aumenta, Volkswagen ha il Performance Upgrade e non è lontano il momento in cui avremo anche altri modelli di altri marchi che hanno le stesse unità motrici, ma potenze diverse, per clienti diversi, momenti diversi. Per un’automobile diversa che non sarà mai più uguale a se stessa.

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giovedì 23 ottobre 2025 - Ultimo aggiornamento: 18:18 | © RIPRODUZIONE RISERVATA