La presentazione a Pechino del piano Volkswagen di espansione basato sui Suv

L'impero dei Suv. In Cina Volkswagen punta sugli sport utility per rafforzare la leadership

di Giampiero Bottino
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PECHINO - Per il calendario cinese quello da poco iniziato è l’anno del Cane. Per Volkswagen, invece, è l’anno del “Suv brand day” celebrato a Pechino un mese prima dell’apertura del locale Salone dell’Auto (25 aprile-4 maggio).
La scelta della capitale per presentare in anteprima mondiale la nuova Touareg è coerente con il fatto che, se a dominare la scena mondiale dell’auto sono oggi le vetture a ruote alte, a condurre la danza sono proprio i consumatori cinesi. E Wolfsburg non può restare indifferente ai segnali che giungono dal più grande mercato del pianeta (23,9 milioni le auto vendute l’anno scorso), nonché il più importante per Wolfsburg, la cui leadership ultra-trentennale è confermata dalle 3.177.000 unità, suddivise tra 26 modelli, consegnate del 2017: il 51% delle vendite mondiale del marchio.

È un mercato che cambia (e cresce) alla velocità della luce: in pochi anni l’amore quasi esclusivo per le grandi berline di rappresentanza (almeno per i sempre più numerosi cinesi che se le possono permettere) si è trasformato in autentica passione per le Suv, passate dall’8% delle vendite totali del 2007 al 45% dell’anno scorso, con la prospettiva di arrivare presto al 50%. Ipotesi che disegna un mercato Suv – 12-14 milioni di unità – paragonabile all’intera Europa dell’auto. Ma anche un sintomo che, al di là delle incomprensioni e delle guerre commerciali, la Cina segue l’esempio Usa, dove da sempre i veicoli a ruote alte (Suv e pick-up) dominano la classifica delle vendite.

Se è stata strategica la scelta di Pechino, è emblematica quella del padiglione dove, tra filmati spettacolari, scenografie rutilanti e acrobatici ballerini sospesi a mezz’aria, è stato organizzato l’evento: l’Area 898 è inserita nella più vasta zona industriale della periferia della capitale che, creata solo vent’anni fa, si sta trasformando in un futuristico centro di innovazione e creatività. Un esempio della «rapidità con cui procede lo sviluppo cinese», come ha detto Stephan Wöllenstein, responsabile della marca Volkswagen per il mercato locale.

Di fronte a oltre mille invitati provenienti da tutto il mondo la corazzata di Wolfsburg ha esibito un’impressionante potenza di fuoco: la Touareg, presentata dallo stesso Herbert Diess, presidente del Consiglio di Amministrazione del brand, come «la nostra nuova ammiraglia», è stata sì la “reginetta” della festa, ma nell’ambito di un evento rappresentativo dell’offensiva di prodotto che solo quest’anno prevede il lancio in Cina di 9 nuovi modelli, con una particolare attenzione al mondo Suv, nel quale entro il 2020 sono previste almeno 10 novità diverse per dimensioni, personalità e stile. Tra queste, non mancherà una versione a batteria ispirata alla concept car I.D. Crozz realizzata sulla piattaforma “elettrica” Meb del gruppo Volkswagen.

Ad affiancare la new entry c’erano i più recenti prodotti a ruote alte come la Tiguan L a passo lungo, prodotta in Cina per la Cina, la Tiguan importata (come la Touareg, che sarà prodotta solo a Bratislava da dove un esemplare di pre-serie, debitamente camuffato, ha raggiunto Pechino dopo 21 giorni, 16.500 chilometri e 12 Paesi attraversati), la T-Roc alla sua prima uscita nel Paese, e la Teramont (Atlas nella versione americana). A loro durante la serata si sono aggiunte due prossime new entry riservate ai consumatori cinesi e denominate “Advanced Mid-size Suv” e “Powerful Family Suv”, mentre nel gran finale otto Suv, tra attuali e future, hanno fatto corona alla promessa finale del ceo Diess: «Nel 2017 oltre tre milioni di cinesi hanno dimostrato di credere in noi. Onoreremo questa fiducia con un’offerta sempre più vicina ai loro desideri e alle loro aspettative. Più che mai Volkswagen significherà sicurezza, qualità e innovazione. Con i nostri partner Saic e Faw esalteremo il ruolo pionieristico del marchio in Cina».

È infatti al lontano 1985 che risale la presenza di Wolfsburg oltre la Grande Muraglia, con la Santana prodotta a Shanghai e subito piazzata al primo posto delle vendite, con 2.000 unità sulle 7.200 immatricolazioni totali di quell’anno. Una leadership consolidata nel 2000, con 317.000 consegne di marca – e 5 modelli disponibili – in un mercato totale di 664.000 nuove targhe, e ribadita nel 2010, quando le 1.506.000 vetture (20 modelli) con il badge VW rappresentarono il 13,2% delle vendite totali. Una posizione che Volkswagen intende difendere di fronte a una concorrenza sempre più aggressiva, come testimoniano proprio le Suv la cui offerta è passata dai 61 modelli del 2012 ai 469 dello scorso anno, e all’avanzata dei padroni di casa.

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Domenica 15 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 16-04-2018 12:13 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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