Le auto elettriche esposte alla Casina Valadier

Motus-E, l’automotive verso il 2035: l’elettrificazione come leva strategica per l’industria e l’indipendenza energetica

di Michele Montesano
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ROMA – La transizione verso la mobilità elettrica non rappresenta soltanto una sfida industriale e ambientale, ma anche una delle principali opportunità per rafforzare la sicurezza energetica del Paese. È questo il messaggio emerso dalla conferenza “L’automotive verso il 2035: previsioni, sfide e opportunità”, organizzata da Motus-E alla Casina Valadier di Roma, occasione nella quale è stato presentato il nuovo “Libro Bianco sulla mobilità elettrica 2026”, documento che prova a delineare gli scenari futuri del settore automotive italiano e il ruolo che l’elettrificazione potrebbe avere nel prossimo decennio.

Il quadro tracciato dall’associazione parte da una fotografia dell’attuale mercato nazionale. Oggi in Italia circolano circa 830.000 veicoli elettrici e ibridi plug-in tra auto, veicoli commerciali e mezzi pesanti, mentre la rete pubblica di ricarica ha ormai superato quota 78.000 punti installati. Numeri ancora lontani da quelli dei principali mercati europei, ma che testimoniano una crescita costante della mobilità a zero emissioni. Secondo i dati presentati nel Libro Bianco, il primo trimestre del 2026 ha visto le immatricolazioni di auto elettriche raggiungere quota 37.836 unità, con un record mensile di oltre 16.000 vetture a marzo, mentre il parco circolante BEV ha ormai sfiorato le 400.000 unità.

L’analisi di Motus-E sviluppa due possibili traiettorie da qui al 2035. Lo Scenario Conservativo ipotizza il mantenimento dell’attuale quadro normativo, senza nuovi incentivi per le auto private e con una crescita graduale della domanda. In questo caso il parco circolante arriverebbe a 7,8 milioni di veicoli elettrici e plug-in, dei quali 4,6 milioni completamente elettrici e 3,2 milioni ibridi ricaricabili. Parallelamente la rete pubblica di ricarica supererebbe i 130.000 punti, affiancata da oltre 3 milioni di infrastrutture private.

Più ambizioso lo Scenario Accelerato, che presuppone l’introduzione di misure strutturali a sostegno della domanda, l’elettrificazione delle flotte aziendali, maggiori investimenti per i veicoli commerciali e pesanti oltre a nuove risorse europee per l’infrastruttura di ricarica. In questa ipotesi il parco circolante raggiungerebbe 9,2 milioni di veicoli elettrici e plug-in, con 6,8 milioni di BEV e 2,4 milioni di PHEV, mentre i punti di ricarica pubblici supererebbero quota 164.000.

Al centro della riflessione non c’è però soltanto il mercato automobilistico. Il Libro Bianco evidenzia infatti il legame sempre più stretto tra mobilità elettrica e indipendenza energetica. Secondo le stime elaborate da Motus-E, la diffusione dei veicoli elettrificati potrebbe consentire all’Italia di ridurre le importazioni di petrolio di una quantità compresa tra 34,6 e 41,5 milioni di barili all’anno entro il 2035. Un risultato che si tradurrebbe in un risparmio economico stimato tra 2,4 e 2,9 miliardi di euro annui, contribuendo al tempo stesso a ridurre l’esposizione del Paese alle tensioni geopolitiche e alle oscillazioni dei prezzi energetici internazionali.

Particolarmente significativo è il fatto che l’incremento della domanda di energia elettrica necessario per alimentare il nuovo parco circolante venga considerato pienamente sostenibile. Le stime indicano infatti una crescita dei consumi per la ricarica compresa tra 15,2 e 17,6 TWh annui, un livello ritenuto compatibile con il sistema elettrico nazionale e in grado di favorire ulteriormente lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Durante l’evento è emerso anche il tema della competitività industriale europea. Nel suo videomessaggio, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha rivendicato gli interventi messi in campo dal Governo per sostenere il comparto automotive, sottolineando gli investimenti destinati all’innovazione, la crescita dell’infrastruttura di ricarica e la necessità di favorire il rilancio produttivo del settore. Il ministro ha inoltre ribadito l’importanza della neutralità tecnologica e della definizione di criteri più stringenti per il concetto di “Made in Europe”, considerato essenziale per proteggere e rafforzare la filiera industriale continentale.

Il confronto ha coinvolto anche rappresentanti delle istituzioni europee, dell’industria e dei media specializzati, con l’obiettivo di analizzare le prospettive del settore in un momento di forte trasformazione. Il contesto internazionale, caratterizzato da una crescente competizione globale e dalle recenti tensioni sui mercati energetici, rende infatti ancora più centrale il tema della transizione.

Proprio alla luce di questo scenario, il presidente di Motus-E Fabio Pressi ha richiamato l’attenzione sull’opportunità che l’Unione Europea ha messo a disposizione dell’Italia per accelerare la transizione energetica. «È essenziale che la flessibilità concessa da Bruxelles all’Italia per accelerare sulla transizione energetica, del valore di 14 miliardi di euro, sia sfruttata in modo realmente utile per i cittadini e per il Paese, ponendo la dovuta attenzione al ruolo della mobilità elettrica per perseguire il triplice obiettivo per il quale le risorse sono state stanziate: rafforzamento della sicurezza energetica, elettrificazione dei consumi e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili».

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mercoledì 17 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 15:09 | © RIPRODUZIONE RISERVATA