il motore elettrico a flusso assiale di Orbis Electric HaloDrive

Orbis Electric HaloDrive, svelato il motore elettrico a flusso assiale per una mobilità più sostenibile

di Michele Montesano
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SANTA ROSA – Il mondo dei motori elettrici a flusso assiale sta vivendo una fase di rapida crescita, e non più soltanto nel settore delle supercar. Infatti, fino a poco tempo fa, queste soluzioni tecnologiche venivano considerate adatte soprattutto ad applicazioni ad alte prestazioni. Oggi, però, l’orizzonte si amplia, e l’attenzione si sposta verso ambiti in cui efficienza, compattezza e costi di gestione fanno la differenza. È il caso di Orbis Electric, azienda californiana che ha presentato il suo HaloDrive, un motore a flusso assiale progettato non solo per le automobili ma anche per i mezzi pesanti e perfino per applicazioni energetiche.

Il principio su cui si basa questa tecnologia è diverso rispetto ai più comuni motori a flusso radiale. Nel caso di un motore assiale, il campo magnetico agisce lungo l’asse, permettendo al rotore di assumere una forma a disco. Questa geometria consente di aumentare il diametro utile e, di conseguenza, la leva con cui si genera la coppia. Il risultato è una densità di coppia e di potenza molto più elevata, a parità di dimensioni complessive. Orbis dichiara infatti per HaloDrive un valore di 100 Nm/kg, con un’efficienza che raggiunge il 97%. Numeri che, se confermati anche nelle applicazioni su larga scala, collocherebbero questo motore ai vertici del settore.

Un aspetto interessante è la flessibilità del progetto, pensato per adattarsi a differenti configurazioni. HaloDrive può essere integrato all’interno del mozzo ruota, soluzione che consente di liberare spazio e ridurre componenti meccanici, oltre a offrire naturalmente la possibilità di torque vectoring nativo. Allo stesso tempo, il motore può essere collocato in altri punti della catena cinematica, rendendosi adatto tanto ai veicoli leggeri quanto ai camion da trasporto. Proprio in quest’ultimo settore, Orbis intravede un enorme potenziale: un propulsore compatto, capace di erogare la stessa coppia di un V8 diesel, ma con costi di gestione inferiori del 90%.

È su questo fronte che HaloDrive potrebbe realmente cambiare le regole del gioco. Per i veicoli industriali, la questione dell’autonomia e della rapidità di ricarica è cruciale. Un motore con un’efficienza così elevata permette di percorrere più strada a parità di capacità della batteria, riducendo quindi la frequenza delle soste. Inoltre, il costo di produzione inferiore del 35% rispetto ai motori radiali apre la porta a una diffusione più rapida, abbattendo uno dei principali ostacoli alla transizione elettrica del trasporto pesante.

L’azienda californiana ha testato i propri motori in collaborazione con produttori di camion, sperimentando sia soluzioni in-wheel sia applicazioni ibride. I primi riscontri hanno evidenziato un risparmio di carburante e di costi operativi molto significativi, tanto che il CEO Chance Claxton ha sottolineato come la missione di Orbis sia quella di eliminare le barriere all’elettrificazione offrendo un prodotto potente, efficiente ed ecosostenibile.

Non meno interessante è la declinazione del progetto nel campo dei trasporti refrigerati. In questo caso, il motore può agire come generatore, recuperando energia in frenata e utilizzandola per alimentare i sistemi di refrigerazione dei vani merci. Una soluzione che permetterebbe di eliminare i piccoli motori diesel dedicati, azzerando il consumo di gasolio in questo ambito e riducendo i costi fino al 90%. Con tempi di installazione dichiarati nell’ordine delle tre ore, l’impatto sul mercato potrebbe essere notevole, soprattutto in un settore dove il ritorno sull’investimento si misura in anni.

Naturalmente, restano alcune incognite. L’integrazione diretta nel mozzo ruota, pur offrendo benefici di assemblaggio e di gestione dinamica, solleva questioni legate alla massa non sospesa, alle vibrazioni e alla dissipazione termica, aspetti che solo i test di durata potranno chiarire. Orbis ha previsto soluzioni come freni ultraleggeri integrati e l’impiego di magneti alternativi al neodimio per ridurre dipendenze critiche dalle terre rare, ma la prova della maturità industriale arriverà con la produzione in serie.

Se da un lato la concorrenza internazionale si muove con decisione, come dimostra l’acquisizione di YASA da parte di Mercedes, dall’altro HaloDrive si presenta con un’identità precisa: un motore modulare, versatile e competitivo nei costi. Che si tratti di un’auto sportiva, di un camion o di un sistema di generazione di energia, la promessa di Orbis è quella di un’unità capace di garantire prestazioni elevate e sostenibilità economica.

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domenica 24 agosto 2025 - Ultimo aggiornamento: 20:27 | © RIPRODUZIONE RISERVATA