Peugeot Polygon

Peugeot Polygon Concept, con la tecnologia Steer-by-Wire cambia il modo di guidare

di Valentina Menassi
  • condividi l'articolo

Le concept car hanno quasi sempre lo stesso destino: stupire nei saloni e poi sparire. La Peugeot Polygon Concept nasce invece con un obiettivo diverso. Il prototipo francese, arrivato anche in Italia durante il Polygon Roadshow, non è stato progettato per anticipare semplicemente il design di un futuro modello, ma per mettere alla prova una serie di soluzioni che potrebbero trovare spazio sulle Peugeot dei prossimi anni. Per questo motivo il tour non espone soltanto la vettura. All'interno della Polygon Box trovano spazio anche sedili, ruote, componenti dell'abitacolo e soprattutto il nuovo sistema di sterzo, così da mostrare il lavoro svolto dagli ingegneri dietro al progetto. 

Serve ancora un volante? La provocazione parte tutta da qui. Da oltre cento anni il volante è rimasto sostanzialmente identico, mentre l'automobile è cambiata in ogni suo aspetto. Peugeot ha deciso di rimettere in discussione proprio quell'elemento. Nasce così Hypersquare, un comando quadrato che sostituisce il volante tradizionale e lavora insieme alla tecnologia Steer-by-Wire, eliminando qualsiasi collegamento meccanico con le ruote. Tutto passa attraverso l'elettronica, che modifica la risposta dello sterzo in funzione della velocità.  La prima reazione è inevitabilmente di sorpresa.

Si cerca istintivamente un volante che non c'è più. Bastano però pochi minuti per capire la logica del sistema: le mani non devono più spostarsi continuamente e il comando richiede una rotazione molto ridotta. Nelle manovre il vantaggio è immediatamente percepibile. Per parcheggiare non serve più lasciare scorrere le mani sul volante o incrociare le braccia. Una volta presa confidenza con Hypersquare, il movimento diventa quasi naturale. È probabilmente questo l'aspetto che incuriosisce di più, perché rappresenta un cambiamento concreto nella guida di tutti i giorni.

Cambia anche tutto il resto - Eliminare il volante significa ripensare completamente l'abitacolo. Per questo sulla Polygon scompare anche il quadro strumenti tradizionale, sostituito da una proiezione sul parabrezza equivalente a un display da 31 pollici. Anche la plancia cambia aspetto: meno elementi, più spazio e una diversa organizzazione dei comandi. L'impressione generale è quella di un ambiente molto più aperto rispetto alle automobili attuali, dove tutto ruota attorno al guidatore senza risultare invasivo. 

Non è solo una questione di design - La Polygon non racconta soltanto come potrebbero essere le Peugeot di domani dal punto di vista estetico. Dietro alle linee geometriche e alla nuova firma luminosa Micro LED c'è un lavoro importante sulla progettazione. L'auto utilizza meno componenti rispetto a una vettura tradizionale, impiega numerosi materiali riciclati e introduce un concetto di modularità piuttosto spinto. Sedili, rivestimenti, copriruota e altri elementi possono essere sostituiti o aggiornati nel tempo senza intervenire sull'intera vettura. Una filosofia che punta sia alla sostenibilità sia a rendere il prodotto più longevo. 

Più importante della concept è l'idea - Molte delle soluzioni viste sulla Polygon non arriveranno identiche sulle auto di serie. È normale che sia così. Le concept servono soprattutto a testare idee, raccogliere reazioni e sperimentare tecnologie. In questo caso, però, il progetto sembra andare oltre il semplice esercizio di stile. Mentre gran parte dei costruttori concentra l'attenzione su batterie, software e intelligenza artificiale, Peugeot ha scelto di ripartire da qualcosa di molto più semplice: il modo in cui il guidatore interagisce fisicamente con l'automobile. E, almeno sulla carta, è una delle intuizioni più interessanti emerse negli ultimi anni.

  • condividi l'articolo
sabato 4 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 10:08 | © RIPRODUZIONE RISERVATA