Porsche, una collana di record. La Cavallina è una specialista di primati: gli ultimi due della Taycan al “Ring” e di una 911 in Cile

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Il tempo è “il più grande e il più antico di tutti i tessitori” scrive Charles Dickens nel suo celebre “Tempi difficili”. E Porsche non ha smesso mai di tessere nel “suo luogo segreto” per piegare il tempo al suo volere. Qualche giorno fa ha infatti segnato sul vecchio circuito del Nürburgring l’ennesimo record: 7’07”55, il crono più basso fatto registrare da un’auto elettrica a 4 porte. Vi è riuscito un esemplare pre-serie di una versione della Taycan che dovrebbe chiamarsi GT e sarà ben più potente e sportiva della Turbo S, autrice sul celebre circuito delle Ardenne di un 7’33”35 che la distanzia a quasi 26 secondi. Un tempo che, misurato in spazio, vuol dire 1,3 km sui 20,832 km che si snodano in un continuo saliscendi fatto di 73 curve e avvolto da foreste di querce, faggi e betulle. Al volante in entrambe le occasioni è stato il pilota tedesco Lars Kern, “tessitore” di altri tempi eccelsi per Porsche nell’Inferno Verde, come il 6’38”83 al volante della 911 GT2 RS preparata con il Manthey Performance Kit che fino al 28 ottobre 2022 rappresentava il limite assoluto per le automobili di serie. Per batterlo è servita un’auto equipaggiata con un motore letteralmente da Formula 1 (e tre elettrici) come la Mercedes-AMG One da 1.063 cv.

Ma anche per lei Porsche con “il suo lavoro silenzioso” e “le sue mani mute” – per dirla ancora con le parole di Dickens – sta preparando la vendetta. Si chiama per ora Mission X, è un concept presentato dalla Porsche per i suoi 75 anni e darà vita ad una ipersportiva elettrica con un rapporto peso/potenza di un cavallo per ogni kg di peso. Sarà lei l’arma finale non solo per sopravanzare la concittadina di Stoccarda, ma anche per essere la prima elettrica in grado di battere su pista un’auto con motore a pistoni. Per questa speciale classifica, Porsche può dire di aver battuto un’altra 4 porte come la Tesla Model S Plaid (7’25”23) e di aver messo a soli 2 secondi una sportiva due posti con 4 motori e 1.408 kW (1.914 cv) come la Nevera (7’05”30) della Rimac, azienda croata con la quale Porsche è in ottimi rapporti d’affari, visto che ne detiene il 24% e insieme a lei controlla la Bugatti. Ma non è questo il solo record che Porsche detiene proprio al Nürburgring.
Suo è infatti l’incredibile 5’19”55 della 919 Hybrid EVO, versione “limitless” del prototipo che ha rinforzato con tre vittorie consecutive (dal 2015 al 2017) un altro record: 19 trionfi alla 24 Ore di Le Mans. Una macchina da ben 1.176 cv per 849 kg in grado, tra le mani di Timo Bernhard (due volte vincitore a Le Mans), di raggiungere sulla Nordschleife i 369 km/h disintegrando il 6’11”13 fatto segnare nel 1983 da un’altra Porsche, la 956 di Stefan Bellof, e di arrivare a mezzo secondo dall’1’41”25 cronometrato dalla Mercedes W11 di Lewis Hamilton sul circuito di Spa-Francorchamps durante le qualifiche del Gran Premio del Belgio di Formula 1 del 2020.
La Porsche insomma sa come battere i record. Quello della Taycan GT è solo l’ultimo di una lunga serie e, se con i migliori tempi fatti registrare al Nürburgring dovessimo far partire un corsa con 20 macchine stradali, vedremmo che la metà sono Porsche e tutte hanno girato sotto i 7 minuti, limite valicabile fino a qualche anno fa solo da auto da corsa.
Per questo la Mission X potrebbe anche avvicinare anche il limite assoluto per le auto elettriche, tuttora detenuto dalla Volkswagen ID.R (6’05”34), prima auto dalle storia a scendere sotto gli 8 minuti alla Pikes Peak del 2018 con l’ancora imbattuto 7’57”15. Al volante in quel caso c’era il francese Romain Dumas che ha un personale record di eclettismo visto che ha vinto per tre volte la 24 Ore di Le Mans, è stato iridato WEC nel 2016 e ha raccolto successi anche con le monoposto, le GT e per tre volte alla già citata Pikes Peak dove lo scorso anno ha fissato anche il record per il furgone più veloce che la celebre cronoscalata del Colorado abbia mai visto: il Ford SuperVan da 1.500 kW (8’47”68).
E, per non farsi mancare nulla, il pilota di Alés, sta correndo la sua ottava Dakar con un Toyota Hilux del team Rebellion, ma prima ha dato alla Porsche l’ennesimo record. Si è messo infatti al volante di un 911 GTS, opportunamente modificata, e l’ha portata fino ai 6.734 metri della cima andina dell’Ojos del Salado battendo di 40 metri il precedente limite. Per farlo, il 6 cilindri boxer 3 litri da 450 cv ha bruciato solo e-fuel, il carburante sintetico che la casa tedesca ha iniziato a produrre in Cile, a Punta Arenas. E, per non farsi mancare nulla, il pilota di Alés, sta correndo la sua ottava Dakar con un Toyota Hilux del team Rebellion. Ma ci sono altri record che sono cari alla Porsche: quelli di produzione e finanziari. In attesa di sapere i dati definitivi per il 2023, la boa dei primi 9 mesi è stata superata con 242.722 unità vendute (+9,6%) con la ragionevole previsione che il record dell’intero 2022 (309.884 unità) sia battuto, così come quello del fatturato, destinato a superare per la prima volta i 40 miliardi di euro con un margine operativo previsto compreso tra il 17% e il 19%. Nessun dubbio che per Porsche saranno altri record.




