R4 E-Tech Electric, compatta ma spaziosa come la progenitrice, reinterpreta in chiave retro-futuristica lo spirito dell’antenata

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Francia, a gennaio vendite auto -5,87% a 131.820 unità. Vola Renault con 28.647 unità (+16%), crolla Tesla (-42%)

Renault, l'auto elettrica punto di non ritorno. Il ceo Provost: «Ampére un successo, siamo in grado di competere con i cinesi»
Quando Luca De Meo s’insediò al comando della Renault (era il 2020) pronunciò una frase che in Francia non hanno dimenticato: “Qui ho trovato una pepita” disse l’ex super manager del Gruppo Volkswagen cresciuto alla scuola di Sergio Marchionne. Si riferiva allo straordinario vantaggio accumulato dalla Casa francese nel campo dell’elettrificazione, ovvero dell’ibrido e del full electric, settori in cui Renault ha cominciato a investire sin dal 2011. Pur non condividendo le scelte radicali dell’Unione Europea, ancor oggi decisa a imporre a tutti la motorizzazione elettrica entro il 2035, De Meo lanciò nel 2021 il progetto Renaulution: un programma mirato a sostenere l’innovazione senza trascurare però i valori di modelli che hanno scritto la storia del marchio, come la R4, la R5, la Twingo (le prime due già sul mercato, la terza in arrivo a inizio 2026). Una scelta felice, che – per la gioia del suo successore, François Provost - pare destinata a dare buoni risultati (le vendite sono in crescita nel 2025, con incrementi sia a livello europeo che globale). “Ho modernizzato la gamma e risanato l’azienda, il mio compito è esaurito, perciò lascio” disse De Meo il 15 luglio del 2025, annunciando il passaggio al Gruppo Kering, holding del lusso lontana dal mondo dell’auto.

Molti credono che la scelta radicale del manager milanese si spieghi piuttosto con la consapevolezza che l’intero comparto europeo dell’automotive non abbia più chance di crescita e che non ci siano le condizioni per tornare ai fasti di un tempo. Può darsi. Ma una cosa è certa: a lui si deve il rilancio, o meglio la reinterpretazione in chiave moderna di auto che hanno contribuito a scrivere la storia della mobilità del 900. E in particolare, in questa fase, il riferimento è alla Renault 4, la mitica, popolarissima R4 che ha accompagnato generazioni di giovani, di lavoratori, di famiglie, distinguendosi per la semplicità, l’economicità, lo spazio, la versatilità, la resistenza alle mode e alla concorrenza di rivali più sofisticate e più prestazionali. Nata da un’intuizione di Pierre Dreyfus nel 1956 e prodotta dal 1961 al 1992, è stata capace di attraversare generazioni e cambiamenti storici senza perdere attualità. Oltre 8 milioni gli esemplari venduti in più di 100 Paesi. Non per niente era conosciuta come la “macchina blue jeans”.

La Renault 4 di nuova generazione si chiama R4 E-Tech Electric. Compatta ma spaziosa come la progenitrice, reinterpreta in chiave retro-futuristica lo spirito dell’antenata, incarnandone tutti i valori, a partire dalla versatilità. Robusta e cool al tempo stesso, sembra progettata per ogni scenario: spostamenti quotidiani, gite fuori porta, viaggi in famiglia e avventure su qualsiasi strada. Il design strizza l’occhio all’icona degli anni 60 per numerosi dettagli rivisitati e modernizzati, a cominciare dai fari tondi, come quelli dell’antenata. Richiamano il passato, ma senza nostalgie, anche il cofano e il finestrino posteriore. “Per noi – dicono in Renault – è una vera voiture à vivre, capace di tradurre in elettrico la stessa promessa di libertà di sempre e di affrontare un’ulteriore sfida: contribuire su scala europea alla democratizzazione dei veicoli alimentati da una batteria.”

Sviluppata sulla piattaforma AmpR Small (la stessa della Renault 5 E-Tech Electric) e lunga 4,14 metri, ma con il passo aumentato di ben 8 cm, la R4 elettrica promette un comportamento su strada agile e reattivo rendendo la guida facile e piacevole su entrambe le versioni disponibili: Urban Range e Comfort Range. La prima adotta una batteria da 40 kWh e sviluppa una potenza di 120 cv, con autonomia di 308 km; la seconda, grazie a una batteria da 52 kWh, sviluppa una potenza di 150 cv e assicura autonomia di quasi 400 km (398). La velocità massima è per entrambe di 150 km/h, mentre l’accelerazione sullo 0-100 km/h varia dai 9,8 a 8 secondi. Per la ricarica è previsto per entrambe un caricabatterie da 11 kW, mentre dalle colonnine rapide è possibile passare dal 20 all’80% in circa 30 minuti. Volendo, è disponibile tra gli optional anche la carica bidirezionale, per alimentare dispositivi elettrici con l’energia contenuta nella batteria.
Come la progenitrice a benzina, la trazione è anteriore e, grazie a un’altezza da terra abbastanza generosa, la R4 di nuova generazione può avventurarsi anche su strade sterrate e cimentarsi nel fuoristrada leggero. Tra l’altro è previsto, tra gli optional, l’Extended grip, che aiuta a gestire lo slittamento delle ruote con l’elettronica, aggiungendo le modalità All-Terrain e Snow. Per la guida nel traffico risulta invece utile il dispositivo One Pedal che si attiva con i paddle al volante e consente di fare a meno del pedale del freno: basta sollevare il piede dall’acceleratore e l’auto provvede a rallentare in autonomia. Non tutto però è di serie e le dotazioni cambiano tra gli allestimenti Evolution, Techno e Iconic, con prezzi che partono da 29.900 euro (18.900 con gli incentivi) e arrivano fino a 36.900.




