il Cybertruck di Tesla

Tesla, sistema di guida autonoma FSD evita un frontale a 100 km/h: il Cybertruck schiva un’auto contromano

di Michele Montesano
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SANTA FE – Salvato dalla tecnologa della guida automa di Tesla. Il racconto di Clifford, automobilista statunitense che ha condiviso sul social X la sua esperienza con il Tesla Cybertruck, è diventato in poche ore virale. Un caso emblematico del potenziale della guida autonoma. Una tecnologia che in questo episodio, avvenuto su una strada buia e stretta del New Mexico, ha fatto molto più che assistere il guidatore: gli ha salvato la vita.

Le condizioni erano critiche, con zero illuminazione esterna, niente lampioni o catarifrangenti e la visibilità ridotta al minimo. Mentre percorreva quel tratto di strada dopo aver partecipato all’assemblea degli azionisti Tesla, Clifford si è ritrovato di fronte un veicolo che sopraggiungeva nella sua corsia a velocità elevata, rendendo impossibile qualsiasi reazione umana che potesse evitare l’impatto. In quei due o tre secondi di margine, con un camion che avanzava nella direzione opposta e un guardrail che chiudeva l’unica via di fuga, l’unica possibilità era la risposta immediata e autonoma del sistema FSD (Full Self-Driving).

È stato proprio Clifford a descrivere ciò che è accaduto: «Mentre attraversavo il New Mexico dopo l'assemblea degli azionisti Tesla, una collisione frontale a oltre 100km/h è stata evitata. Solo uno specchietto e un finestrino danneggiati e un po' di shock. Grazie Elon, grazie Tesla, grazie Cybertruck».

Le immagini del video condiviso sui social mostrano la scena con chiarezza. L’auto che arriva contromano a tutta velocità illumina per un istante la carreggiata, mentre il Cybertruck, dotato del sistema Full Self-Driving, rileva la traiettoria di collisione e sterza autonomamente, evitando non solo lo scontro frontale ma anche un secondo impatto con il camion che stava sopraggiungendo e con il guardrail che costeggiava la strada. È una manovra istantanea, chirurgica, resa possibile dalla sensibilità dei sensori e dalla velocità di calcolo.

Il danno riportato da Clifford si è limitato allo specchietto laterale e a un finestrino, mentre lui ne è uscito completamente illeso. «La tecnologia FSD non solo gli ha salvato la vita. Ha anche evitato un incidente grave che avrebbe potuto coinvolgere almeno altre 5 auto» si legge in una nota rilasciata da Tesla. Una considerazione che non riguarda solo il singolo episodio, ma apre una riflessione più ampia su come la guida autonoma possa intervenire in situazioni in cui l’essere umano, per limiti di percezione o di tempi di reazione, non ha possibilità di evitare il disastro.

L’episodio di Clifford torna anche al centro delle parole pronunciate più volte da Elon Musk, che ha insistito sul concetto secondo cui il vero parametro per valutare la sicurezza di un’auto non è come protegge gli occupanti durante un impatto, ma la capacità di prevenirlo. È un cambio di paradigma che si riflette nei numeri pubblicati da Tesla nel proprio Vehicle Safety Report. Nel terzo trimestre del 2025, per i conducenti che utilizzavano la tecnologia Autopilot, è stato registrato un incidente ogni 16.672.803 km percorsi, un dato che evidenzia un livello di sicurezza superiore di circa nove volte rispetto alla media statunitense. I dati ufficiali di NHTSA e FHWA del 2023 mostrano infatti un incidente ogni 1.127.000 km, una differenza che parla da sola.

Questi risultati non dipendono da un singolo elemento, ma da un insieme di tecnologie integrate. Le auto Tesla utilizzano un sistema di telecamere disposte su tutta la vettura per monitorare in tempo reale ciò che accade attorno. Le immagini vengono elaborate da un computer che ha il compito di interpretare l’ambiente, prevedere i comportamenti degli altri veicoli e reagire di conseguenza. Tesla spiega che: «le immagini vengono elaborate da un computer che dà all’auto il comando di procedere nel rispetto del codice e dell’ambiente circostante», un processo che avviene in modo continuo e che mira ad aumentare sensibilmente la probabilità di evitare collisioni.

La questione, però, non riguarda solo gli Stati Uniti. Ogni anno, migliaia di persone perdono la vita sulle strade di tutto il mondo. Solo nell’Unione Europea, nel 2024, circa 19.940 persone sono morte in incidenti stradali, un numero che conferma quanto sia urgente accelerare l’introduzione di tecnologie capaci di rendere la mobilità più sicura. L’episodio avvenuto nel New Mexico mostra in pratica ciò che spesso la tecnologia non riesce a comunicare attraverso i numeri: la differenza tra una tragedia certa e un incidente evitato per pochi centimetri e per pochi istanti.

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mercoledì 26 novembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 09:53 | © RIPRODUZIONE RISERVATA