YangWang U9 Track Edition

YangWang U9, vola l'Orient Express di Byd. L'hypercar stabilisce il record di velocità per auto elettriche di serie: 472 km/h

di Nicola Desiderio
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Guardare avanti e guardare verso l’alto. Se ti chiami così, non puoi non avere ambizione. Questo infatti vuol dire la parola YangWang, il nome del brand di lusso di BYD che, non a caso, ha nel proprio logo un ideogramma che si pronuncia “dían” e vuol dire proprio “elettricità”. E allora quali sono le ambizioni elettriche di YangWang? Le dichiara perentoriamente la U9 Track Edition che l’8 agosto scorso ha raggiunto a Papenburg la velocità di 472,41 km/h diventando l’auto elettrica di serie più veloce al mondo e sbriciolando i 438,7 km/h raggiunti lo scorso anno, sullo stesso tracciato tedesco, dalla Aspark SP600, un’esclusiva supercar giapponese costruita in Italia dalla Manifattura Automobili Torino.

In entrambi i casi, al volante c’era il pilota Marc Basseng, sorpreso più dalla rapidità dei progressi dell’auto elettrica che dalla prestazione in sé: «L’anno scorso – ha dichiarato – pensavo di aver raggiunto il mio limite. Non mi sarei mai aspettato di battere il mio record così presto, ma eccoci qui, sullo stesso circuito, con nuove tecnologie che lo hanno reso possibile». Ma che cosa è la U9 Track Edition e quali sono le tecnologie che le hanno permesso di raggiungere queste prestazioni? Prima di tutto, occorre dire che lo stile è frutto di una vecchia conoscenza italiana: Wolfgang Egger, bavarese che ha disegnato Alfa Romeo, Fiat, Lamborghini e Lancia ed è in BYD dal 2016. Poi che della U9 esiste anche una versione “normale” che ha appena 960 kW (1.305 cv), non va oltre i 391,94 km/h e accelera da 0 a 100 km/h in 2,36 secondi. Roba da far impallidire molte celebrate supersportive, ma bazzecole rispetto alla Track Edition che schiera complessivamente 2.220 kW dunque oltre 3mila (tre-mi-la…) cavalli. Sono 3.018, per la precisione, che la rendono probabilmente l’auto di serie più potente al mondo e sono da ripartire per i 754,5 cv (555 kW) dei quattro motori che la spingono. E già questi sono un bel pezzo di ingegneria perché raggiungono 31.000 giri/min e sono integrati a coppie per ogni assale in un unico blocco, che comprende anche la trasmissione e l’inverter al carburo di Silicio ed è dotato di un raffinato sistema di raffreddamento ad olio per mantenere la temperatura dei magneti intorno ai 200 °C e avere un’efficienza complessiva del 94,5%. Grazie a questa configurazione, il sistema può controllare la coppia erogata su ogni singola ruota 100 volte al secondo migliorando direzionalità, agilità e stabilità della vettura.

Particolare ed orgogliosa la scelta della batteria: è del tipo “blade” (celle a lama) LFP, una chimica ritenuta inferiore alla NMC, ma alla quale BYD tiene molto perché l’ha promossa, la produce e dunque ha tutto l’interesse a dimostrarne il potenziale, anche su architetture elettriche a 1.200 Volt, una tensione tripla rispetto alla maggior parte delle altre auto elettriche. La capacità è di 80 kWh, non troppi (450 km di autonomia nel ciclo cinese CLTC), ma si può ricaricare a 500 kW e passare dal 10% all’80% in 10 minuti. Di alto livello anche la scocca: ha i sottotelai in acciaio e il corpo centrale tutto in fibra di carbonio stampata in autoclave per una rigidità torsionale da record (54.425 Nm/grado). Raffinata anche l’aerodinamica attiva, con lo spoiler posteriore e il diffusore che cambiano inclinazione. La Track Edition ha un alettone fisso e quella del record anche uno speciale splitter anteriore. Molto sofisticate le sospensioni attive DiSus-X dotate di molle pneumatiche e potenti elementi elettroidraulici che possono variare l’altezza di ogni ruota per 75 mm a una velocità di ben 500 mm/s. Si dice che la U9 potrebbe saltellare, ma la funzione di queste sospensioni è, al contrario, quella di tenerla incollata all’asfalto annullando il rollio in curva.

Gli pneumatici, sviluppati dalla Giti Tire, sono forse l’unico particolare specifico per la U9 da record: differiscono infatti per la mescola, il battistrada semi-slick e la speciale zigrinatura nella zona di contatto con il cerchio per ridurre al minimo lo slittamento durante le frenate e le accelerazioni più intense. Tutto questo bendidìo tecnologico fa parte della piattaforma E4, la stessa del mastodontico suv U8 e che costituisce l’invisibile vetrina di tecnologie e ambizioni da parte di BYD e dell’ambiziosa – per definizione – YangWang. E La U9 Track Edition e il suo mirabolante record ne sono sicuramente i pezzi più pregiati. Ora non rimarrebbe che provare il potenziale della U9 su un vero e proprio tracciato. La “normale” ha girato, in modo non ufficiale, al Nurburgring in 7’17”9 e non c’è dubbio che la Track Edition farebbe molto meglio: c’è da battere un’altra cinese, la Xiaomi SU7 Ultra Prototype con il suo 6’46”874. E il prezzo? In Cina parte da 1.680.000 yuan pari a 201mila euro.

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giovedì 11 settembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 10:06 | © RIPRODUZIONE RISERVATA