la nuova Kia Stonic

Kia Stonic si aggiorna: nuovo look, luci a “L” e 1.0 mild hybrid più brillante per restare la crossover concreta di sempre. Il nostro test drive

di Valentina Menassi
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Nata nel 2017, la Kia Stonic si aggiorna senza stravolgere la ricetta che l’ha resa una presenza stabile nel mondo dei B-crossover: dimensioni compatte, costi sotto controllo e una guida votata alla concretezza. Nel nostro test drive sulle strade di montagna, lungo un percorso fatto di tornanti, salite e tratti più scorrevoli in quota, il restyling si è fatto notare soprattutto nei dettagli: nuovi paraurti e luci diurne più sottili, con una firma a “L” ripresa sia davanti sia dietro. Ritocchi che, oltre a ringiovanire l’aspetto, portano con sé anche un piccolo effetto collaterale: la lunghezza cresce di tre centimetri, da 414 a 417 cm. Nulla che cambi l’uso quotidiano, ma abbastanza per ricordare che ogni facelift, anche il più “soft”, lascia una traccia.

Interni: spazio invariato e novità - Dentro, la sensazione è quella di un aggiornamento mirato: plancia rivista e nuovi rivestimenti, mentre l’impostazione resta razionale. Lo spazio non cambia e continua a essere uno dei punti forti per chi vive l’auto “da famiglia” senza salire di categoria: in quattro adulti si sta comodi, mentre il bagagliaio rimane abbastanza capiente. Quanto alla qualità, la Stonic si gioca le sue carte sull’accuratezza dell’assemblaggio che sui materiali, che restano piuttosto rigidi anche nelle zone più a vista: non è un’auto che punta al “soft touch”, ma alla solidità percepita nel tempo.

Motore e consumi - La parte più interessante, però, è quella che non si vede. La meccanica cambia meno dell’estetica, ma c’è una novità concreta: il tre cilindri 1.0 mild hybrid guadagna potenza, passando da 100 a 114 CV. In pratica significa un’auto più pronta nel traffico e più sciolta nelle riprese, senza perdere la sua vocazione alla parsimonia. Nel nostro test il consumo medio rilevato, con una guida moderata, è di 17 km/l: un numero che, per chi macina chilometri, vale spesso più di qualsiasi promessa da brochure. A fare la sua parte c’è anche il cambio manuale a 6 marce, rapido e preciso; chi preferisce la comodità può scegliere l’automatico a doppia frizione.

Su strada - Quando le temperature scendono e l’asfalto cambia faccia, il carattere della Stonic diventa ancora più chiaro: comfort prima di tutto. Le sospensioni “digeriscono” bene le irregolarità e il rumore del motore risulta ben isolato. Tra le curve, la Stonic non cerca la sportività: meglio la tenuta di strada dell’agilità. E poi c’è un dettaglio che d’inverno conta più di tanti cavalli: la frenata. Il pedale è pronto e modulabile, l’attacco è deciso senza essere brusco e, nelle decelerazioni più intense, l’auto resta composta e stabile, senza allargare la traiettoria. Una risposta che, su fondi freddi o potenzialmente scivolosi, si traduce in maggiore sicurezza percepita e in quella sensazione di controllo che fa la differenza quando la strada

Prezzi e dotazioni - Sul fronte prezzi e dotazioni, la versione Style con mild hybrid e cambio manuale è proposta a 26.250 euro e, almeno sulla carta, non costringe a correre subito agli optional: climatizzatore automatico, sensori di parcheggio, fari full LED e vernice metallizzata sono inclusi. La nota stonata riguarda invece la guida semiautonoma, riservata alla top di gamma GT-Line, che costa 3.000 euro in più della Style.

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lunedì 12 gennaio 2026 - Ultimo aggiornamento: 12:50 | © RIPRODUZIONE RISERVATA