Renault Twingo E-Tech

Renault Twingo E-Tech: il ritorno della citycar francese che punta a democratizzare l’elettrico

di Michele Montesano
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IBIZA - Nel 1992 Renault rivoluzionò la mobilità urbana presentando la Twingo. Un’auto piccola, compatta ma estremamente versatile al suo interno, oltre che agile per sgattaiolare tra le strade delle città europee. Veri e propri pilastri che tutt’ora sono imprescindibili per sopravvivere alla giunga urbana diventata sempre più feroce. Ed è per questo che la nuova Twingo, pur restando fedele ai capisaldi della sua antenata di oltre trent’anni fa, ora è diventata elettrica. Soluzione, quella della mobilità a elettroni, quasi imprescindibile per accedere ovunque e che Renault punta a democratizzare con un prezzo decisamente interessante.

Fin dal primo sguardo, la nuova Twingo ci riporta alle sue origini. Il design riprende con furbizia gli stilemi del modello degli anni Novanta, reinterpretandoli attraverso linee più pulite e soluzioni tecniche moderne. La sua essenza la si percepisce nelle forme e soprattutto nel frontale che, come nella prima versione, ricorda quasi uno sguardo. I fari tondi, ora LED, richiamano gli occhi ammiccanti cosi come la calandra che sembra quasi sorridere trasmettendo un senso di leggerezza.

Non mancano altri richiami al passato, come le tre feritoie sul cofano e un parabrezza inclinato che ne migliora l’efficienza aerodinamica. A tal proposito, anche se si tratta di una piccola monovolume, ogni dettaglio è stato curato per migliorare la sua efficienza e, di conseguenza, ottimizzare i consumi ma senza sacrificarne il carattere. Un esempio è il portellone posteriore dotato di una cornice in nero per garantire il corretto fluire dell’aria o la piccola pinna sui gruppi ottici.

Fuori piccola ma grande dentro. Lunga 3,79 metri, la Twingo resta fedele al concetto di citycar compatta, ma sfrutta un passo di 2,49 metri per offrire un’abitabilità superiore a quella di un segmento A. Se davanti lo spazio non manca per guidatore e passeggero, dietro è dotata di sedili posteriori sono scorrevoli e indipendenti. Una soluzione già vista sulla prima generazione, e ora ulteriormente evoluta, che permette di modulare lo spazio tra abitacolo e bagagliaio con grande flessibilità.

Innanzitutto si accede agilmente dalle porte posteriori e lo spazio per le gambe degli occupanti arriva fino a 16 centimetri, la capacità del bagaglio invece oscilla da 260 a 360 litri e può superare i 1.000 litri abbattendo gli schienali. A questo si aggiungono soluzioni intelligenti come il doppio fondo per i cavi di ricarica e numerosi vani portaoggetti distribuiti nell’abitacolo.

Sul piano tecnologico, la Twingo presenta un touch screen da 10” dotato del sistema OpenR Link con Google, che porta a bordo un ecosistema digitale completo e semplice da usare come uno smartphone. Non manca il navigatore, con la possibilità di impostare il viaggio anche in base ai punti ti ricarica, app dedicate e assistente vocale evoluto. A questo si affianca l’avatar Reno, che introduce un’interazione più naturale con il veicolo. Inoltre chi guida può fare affidamento su un quadro strumenti digitale da 7”.

Ma è soprattutto sotto il profilo tecnico che la piccola di Casa Renault dimostra la sua ambizione di diventare un punto di riferimento della categoria. Il motore elettrico da 80 cv, abbinato a una batteria LFP da 27,5 kWh, offre un equilibrio mirato tra prestazioni, autonomia e costi. La scelta della chimica litio-ferro-fosfato non è casuale: consente di ridurre i costi e l’impatto ambientale, mantenendo al contempo una durata elevata e una buona stabilità termica. Ciò si traduce in un’autonomia dichiarata fino a 263 km nel ciclo WLTP.

Sulle strade di una primaverile Ibiza emerge chiaramente la filosofia imposta dai tecnici Renault nel realizzare la Twingo. Non occorrono numeri estremi per una citycar, ma tutto deve essere al suo posto. L’obiettivo è quello di offrire un prodotto per le reali esigenze degli utenti. La maggior parte degli spostamenti quotidiani, infatti, si colloca ben al di sotto dei 50 km, rendendo superflua una batteria più grande e costosa.

Al netto di queste considerazioni, il target è stato quello di realizzare una vettura che offrisse la possibilità di non avere l’ansia da elettrico e ricaricarla una volta a settimana. E, osservando i risultati ottenuti nel nostro primo contato, ci sono riusciti. Infatti al termine della prova di circa 100 km abbiamo registrato un consumo di 11,5 kWh.

Al volante la Twingo, vuoi per le sue dimensioni compatte, restituisce sensazioni che ricordano quasi quelle di un kart. La risposta al pedale dell’acceleratore è immediata ma a sorprendere è soprattuto l’agilità, grazie al diametro di sterzata di 9,87 metri. Inoltre le quattro modalità di frenata rigenerativa e la funzione one pedal consentono di gestire gran parte della guida utilizzando solo l’acceleratore migliorando, inoltre, efficienza e consumi. I limiti emergono quando si esce dal contesto cittadino. La velocità massima di 130 km/h e un’autonomia che si riduce in uso autostradale rendono evidente la vocazione urbana del modello.

Ma in riposta la citycar Renault può essere ricaricata, in corrente continua fino a 100 kW, passando dal 15 all’80% in mezz’ora. Mentre occorrono due ore e mezza per un pieno in corrente alternata a 11 kW. Il vero punto di forza, come scrivevamo a inizio articolo, è sicuramente il prezzo. Renault ha mantenuto la promessa di democratizzare l’elettrico offrendo una vettura al di sotto dei 20.000 euro. Infatti la Twingo, in allestimento Evolution, è offerta da 19.500 euro, mentre per la più accessoriata Techno occorrono 21.100 euro.

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sabato 28 marzo 2026 - Ultimo aggiornamento: 08:51 | © RIPRODUZIONE RISERVATA