Royal Enfield Guerrilla 450

Royal Enfield Guerrilla 450, la piccola roadster che va bene per tutti: dai neopatentati ai motociclisti più esperti. La nostra prova

di Francesco Irace
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Con la nuova Guerrilla 450, Royal Enfield amplia la famiglia delle piccole cilindrate puntando su una moto compatta, accessibile e dal carattere forte. È una roadster che strizza l’occhio al mondo scrambler e modern classic, pensata per i neopatentati ma capace di divertire anche i motociclisti esperti. È una moto senza troppi fronzoli e priva elettronica sofisticata: punta tutto sull’equilibrio, la semplicità e il piacere di guida. 

Linee compatte, proporzioni equilibrate e dettagli curati. La Guerrilla 450 ha un faro tondo full LED, un serbatoio largo e ribassato con tappo decentrato e un codino minimal che alleggerisce la silhouette. Il telaio è un tubolare in acciaio abbinato a sospensioni Showa: forcella telescopica da 41 mm con 150 mm di corsa e mono con leveraggio progressivo da 145 mm, soluzione non banale in questo segmento. Le ruote sono da 17” con pneumatici tubeless (120/160), mentre la frenata è affidata a un disco anteriore da 310 mm e uno posteriore da 270 mm (con ABS disinseribile al posteriore). Il peso a secco è di 172 kg, che diventano 184 in ordine di marcia, ma distribuiti con equilibrio.

Il cuore è il monocilindrico da 452 cc già visto sulla Himalayan: 40 CV e 40 Nm, gestiti dal ride by wire con due mappe (Eco e Performance). L’erogazione è fluida e lineare, senza vuoti né strappi. Il propulsore ama girare tra i 3.000 e i 6.500 giri: sotto i 2.000 può essere un po’ ruvido e sopra i 7.000 genera delle comprensibili vibrazioni su pedane e manubrio. Dunque, la Guerrilla non è certo una moto da lunghi spostamenti autostradali (e non vuole esserlo), ma nel misto e in città è straordinariamente brillante e divertente, con consumi contenuti.

La sella unica, ben imbottita e con altezza di soli 780 mm (802 mm con la sella optional), assicura facilità di appoggio e comfort anche ai meno esperti o a chi non è molto alto. La posizione di guida è naturale, con busto dritto, braccia rilassate e manubrio alto; per i più alti meglio optare appunto per la sella più alta così da non avere le gambe troppo piegate. In città la Guerrilla si muove benissimo: è agile e maneggevole, facile da gestire anche nel traffico o nelle manovre da fermo. Ma è nel misto che sorprende davvero tanto, perché la ciclistica comunica benissimo, le sospensioni assorbono le asperità senza rinunciare al sostegno quando si alza il ritmo, e la moto rimane sempre sincera e intuitiva. I 40 cavalli, sfruttati fino in fondo, regalano più divertimento di quanto si possa immaginare.

La strumentazione è un bel mix di tradizione e modernità: quadrante rotondo con display TFT a colori da 4” chiaro e completo. Nella versione top di gamma è prevista la connettività con lo smartphone e la presa USB-C, con possibilità di mirroring della navigazione (con l'unico neo che il telefono deve restare attivo). Da migliorare forse le leve di freno e frizione, che potrebbero ricevere la regolazione così da adattarsi al meglio a tutti i tipi di pubblico. Molto interessante è sicuramente il prezzo: 5.340 euro per la versione base, 5.550 euro per quella con connettività e colorazioni speciali (come questa che abbiamo provato). Insomma, una moto piccola ma con tanta sostanza: semplice, accessibile, ben fatta e divertente. Perfetta per chi muove i primi passi su due ruote, sorprendente per chi cerca un mezzo leggero e spensierato con cui divertirsi. 

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sabato 6 settembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 20:28 | © RIPRODUZIONE RISERVATA