Aci-Istat: nel 2025 morti sulle strade in calo (-5,3%): le vittime sono state 2.868. Asaps, ma l'Italia resta lontana dagli obiettivi Ue
Nel 2025 si sono verificati in Italia 177.207 incidenti stradali con lesioni a persone; le vittime sono state 2.868 e i feriti 237.822. Rispetto al 2024, i morti sulle strade sono diminuiti del 5,3%, mentre il numero di incidenti e quello dei feriti registrano un aumento (rispettivamente +2,2% e +1,7%); il tasso di mortalità stradale passa da 51,4 a 48,7 morti ogni milione di abitanti. Rispetto al 2019, anno di benchmark per il decennio 2021-2030 della sicurezza stradale, le vittime della strada, che ammontavano a 53,1 ogni milione di abitanti, diminuiscono del 9,6 per cento. Lo riportano i dati Aci-Istat sull’incidentalità stradale 2025.
Il costo sociale degli incidenti stradali con lesioni a persone - calcolato con parametri aggiornati da Istat e Aci nel 2023 - ammonta a poco più di 18 miliardi di euro nel 2025 (quasi l’1% del Pil nazionale). Se si aggiungono anche i costi legati ai sinistri con soli danni alle cose (circa 4,4 miliardi di euro stimati da Ania), si arriva a circa 22,6 miliardi di euro.
Nel 2025 il numero di vittime per incidenti stradali è diminuito, seppur meno intensamente rispetto all’Italia, anche nella Ue27 (-2,4% rispetto al 2024). Sebbene nel nostro Paese il tasso di mortalità sia diminuito rispetto al 2024, l’Italia scende dal 19/o al 20/o posto nella graduatoria europea della mortalità stradale.
Le vittime di incidenti sono state 2.868 nel 2025: 2.300 uomini (80,2%) e 568 donne (19,8%). Rispetto al 2024 gli aumenti più consistenti si registrano tra i bambini 0-4 anni (da 8 a 14 vittime; +75%) e i giovani di 18-19 anni (da 78 a 87 vittime; +11,5%). Tra il 2024 e il 2025 si osserva un aumento del numero dei feriti, particolarmente marcato tra i giovani di età compresa tra 15 e 29 anni (+4,8%), con incrementi anche oltre i 55 anni (+3,1% nel complesso), con il valore più elevato nella fascia 75-79 anni (+9%).
Le vittime della mobilità attiva e della micromobilità ammontano complessivamente a 253 (+21,6% rispetto al 2024): 198 tra ciclisti (+20%), 30 tra utilizzatori di biciclette elettriche (+50%) e 25 tra conducenti di monopattini elettrici (+8,7%). Gli utenti più vulnerabili rappresentano il 53,3% dei morti sulle strade (51,8% nel 2024).
La guida troppo veloce risulta il secondo comportamento maggiormente sanzionato, con una quota pari al 37% sul totale, mentre il primo riguarda sempre la disciplina della sosta (39%). Nei Comuni capoluogo sono state elevate 24.139 sanzioni a conducenti di monopattini, un valore più di tre volte superiore a quello del 2024, effetto della introduzione delle modifiche al codice della strada.
«Calano le vittime, ma l'Italia resta lontana dagli obiettivi Ue. Serve un Piano Marshall dei controlli: bambini e utenti vulnerabili sono ancora troppo esposti». Così Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale, commenta i dati Istat-Aci sugli incidenti stradali 2025, che mostrano - dice - «un quadro solo parzialmente positivo. Il calo del 5,3% dei decessi rispetto al 2024 (le vittime scendono a 2.868, per la prima volta sotto quota 3.000 dal 2021) è un segnale incoraggiante, ma incidenti e feriti aumentano (+2,2% e +1,7%) e l'Italia si allontana dal traguardo europeo del -50% entro il 2030. Dal 2019 al 2025 la riduzione delle vittime è solo del -9,6%". Nella fascia 0-14 anni i morti sono stati 33, in aumento rispetto ai 29 del 2024, e sono già 26 i bambini deceduti in questa prima parte dell'anno.
Per i pedoni l'Osservatorio ha registrato 434 decessi (già 214 nel 2026) e crescono le vittime tra ciclisti (+20%), utilizzatori di biciclette elettriche (+50%), monopattini (+8,7%) e autocarri (+13,7%): gli utenti vulnerabili rappresentano oltre il 53% dei morti. La distrazione alla guida è la prima causa di incidente (15,1%), poi il mancato rispetto della precedenza (12,6%) e la velocità eccessiva (7,8%). Inoltre, nonostante gli investimenti dei Comuni e l'impegno delle Polizie locali, nelle grandi città i decessi aumentano leggermente (+0,9 per cento), contro il calo nazionale. Per ridurre la mortalità, ribadisce Biserni, «servono controlli reali, costanti, capillari. Mentre Germania e Francia li potenziano con autovelox e presidi di polizia sulle strade più rischiose, in Italia sono stati chiusi decine di Distaccamenti Polstrada su statali e provinciali. L'intervento deve basarsi su formazione, infrastrutture sicure, una presenza moltiplicata delle pattuglie».




