Il “Breve Termine” è in grande forma. Non decollano le Bev perché la praticità di utilizzo prevale sulle motivazioni ecologiche
Barra dritta e vento in poppa. Il primo trimestre del 2026 ha segnato un punto di svolta per il noleggio a breve termine nel comparto dell’auto. Stiamo parlando infatti di un canale che, nell’arco di pochi anni, è diventato sempre più d’impatto fino a diventare trainante per l’intero settore dell’automotive. Sempre spinto dagli aeroporti che generano il 60% del business. L’analisi dei dati evidenzia come, oltre a compensare le difficoltà registrate nel noleggio a lungo termine, sia riuscito a sostenere le immatricolazioni complessive del mercato italiano. Dall’analisi svolta da Aniasa e Dataforce è emerso che nei primi tre mesi dell’anno le immatricolazioni totali del noleggio sono cresciute del 10% raggiungendo 179.017 unità. Il contributo decisivo arriva dalle auto scelte con la formula del breve termine, con un incremento del 58,3%, a fronte di una flessione del lungo termine. È proprio questo squilibrio a definire un mercato che viaggia a due velocità, dove il noleggio a breve termine emerge come più dinamico e reattivo.
La crescita non è soltanto numerica, ma riflette un cambiamento strutturale. Il noleggio a breve termine si conferma uno strumento più flessibile, capace di adattarsi rapidamente alle esigenze di mobilità, anche grazie a fattori contingenti: come il rinnovo anticipato delle flotte avvenuto in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. In questo contesto, il comparto ha contribuito a portare la quota del noleggio sul totale mercato al 33,6%, confermando che ormai oltre un’auto su tre viene immatricolata attraverso questo canale. Parallelamente, si può osservare un’evoluzione significativa nella composizione delle flotte. Il breve termine mostra una forte rotazione dei modelli e una crescente frammentazione della domanda, con classifiche completamente rinnovate rispetto al passato e distacchi minimi tra i modelli più noleggiati.
Questo indica un mercato più competitivo, dove la varietà dell’offerta diventa un elemento chiave per intercettare le esigenze dei clienti sempre più diversificate. Un aspetto sicuramente centrale nell’evoluzione del noleggio a breve termine nel primo trimestre del 2026 riguarda le motorizzazioni, che riflette in modo diretto il cambiamento delle logiche di utilizzo delle flotte. La benzina si conferma nettamente dominante, con una quota del 42,6%, diventando la scelta preferenziale per gli operatori grazie alla maggiore versatilità e a costi di gestione più prevedibili nel breve periodo.
Parallelamente, il diesel prosegue il suo rapido ridimensionamento, fermandosi al 22,5%, un dato che certifica il definitivo superamento di quella che per anni è stata la motorizzazione di riferimento. Interessante è anche il posizionamento delle ibride: le full hybrid si attestano intorno al 9%, mentre le plug-in hybrid al 17,6%, segno di un progressivo inserimento di soluzioni elettrificate nelle flotte. Più marginale il contributo delle auto elettriche pure, al 5,5%, evidenziando come nel breve termine pesino ancora limiti legati a infrastrutture e tempi di ricarica. Residuale infine il ruolo delle alimentazioni a gas, ormai quasi scomparse con una quota del 2,5%.
Nel complesso, il mix energetico del breve termine appare oggi orientato più alla praticità operativa che alla transizione pura, privilegiando soluzioni immediatamente fruibili rispetto a quelle tecnologicamente più avanzate ma ancora meno flessibili. Un’altra dinamica rilevante riguarda l’ingresso sempre più deciso dei brand cinesi, che nel primo trimestre hanno raggiunto una quota del 12,4% sul mercato italiano e una penetrazione ancora più marcata nel noleggio.
In particolare, nel breve termine sono state immatricolate oltre 10.800 vetture di origine cinese, con una crescita del 60% su base annua e una quota che arriva al 18%. Questo fenomeno evidenzia come le flotte rent-a-car stiano diventando un terreno privilegiato per l’affermazione di nuovi player globali. Il settore vede anche il ritorno dei grandi operatori internazionali in un mercato che, però, rimane estremamente articolato. In questo scenario, il noleggio a breve termine assume un ruolo sempre più strategico anche per i costruttori, diventando un canale fondamentale per l’immissione sul mercato di nuovi modelli e per la gestione dei volumi produttivi.




