Veicoli commerciali

Mercati in altalena: l’auto accelera, i commerciali no. A frenare il NLT, vera colonna portante, è l’incertezza del contesto normativo e fiscale

di Michele Montesano
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Non è tutto oro quel che luccica. In controtendenza rispetto alla crescita del settore auto, nel primo trimestre del 2026 il noleggio dei veicoli commerciali leggeri, sia nel breve che nel lungo termine, ha evidenziato una contrazione. I dati, emersi dallo studio di Ansiasa e Dataforce, mostrano come tra gennaio e marzo le immatricolazioni di mezzi da lavoro sotto le 3,5 tonnellate si siano fermate a 14.525 unità, con una flessione dell’11,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un risultato che riflette le difficoltà di un mercato ancora in evoluzione. Entrando nel dettaglio, il noleggio a lungo termine continua a rappresentare il pilastro principale per i veicoli commerciali, ma nel primo trimestre ha accusato un calo del 9,9%. Questo dato, tuttavia, va letto alla luce del confronto con lo stesso periodo del 2025, particolarmente positivo se confrontato con l’andamento degli anni precedenti.

Nel 2026 il comparto mostra quindi una flessione più apparente che reale, mantenendo comunque una base solida e superiore ai livelli pre-2025. A pesare sul lungo termine è soprattutto l’incertezza che caratterizza il contesto normativo e fiscale, fattore che ha spinto molte aziende a rinviare gli investimenti e a prolungare i contratti esistenti. Tale fenomeno ha avuto un impatto diretto sul ricambio del parco circolante, rallentando anche l’adozione di nuove tecnologie e alimentazioni alternative. Il risultato è un mercato meno dinamico, stabile ma senza segnali di crisi. Appare, invece, più critica la situazione del noleggio a breve termine che nel comparto dei veicoli commerciali registra una contrazione ancora più marcata, pari al 23,4%. Si tratta di un dato significativo perché si inserisce in un contesto in cui il noleggio a breve termine, nel segmento delle autovetture, ha invece mostrato una crescita molto sostenuta. Questo divario evidenzia come la domanda di veicoli commerciali, in questo canale, sia strettamente legata a esigenze operative immediate e meno influenzate da fattori come il rinnovo delle flotte.

Nel breve termine, infatti, il mercato dei veicoli commerciali continua a essere dominato dal diesel che resta la scelta quasi obbligata. Nel primo trimestre del 2026 questa alimentazione ha raggiunto una quota dell’87,3%, nettamente superiore rispetto al lungo termine, confermando come le priorità operative - autonomia, capacità di carico e affidabilità - prevalgano ancora su considerazioni ambientali o fiscali. Le alternative, pur in crescita percentuale, restano marginali: l’elettrico si ritaglia uno spazio del 7,2%, mentre le soluzioni ibride e a benzina risultano meno rilevanti. Nel lungo termine il quadro delle alimentazioni appare leggermente più articolato, pur restando fortemente sbilanciato sul diesel, che rappresenta ancora il 79,2% del mercato.

Ma anche in questo caso si registra una contrazione significativa delle immatricolazioni a gasolio, segnale di una lenta ma costante transizione verso soluzioni alternative. Il benzina guadagna terreno arrivando all’11,2%, mentre elettrico e ibrido, pur con numeri contenuti, mostrano tassi di crescita interessanti. A differenza delle autovetture, dove il noleggio ai privati sta progressivamente crescendo, nel comparto dei mezzi da lavoro la domanda resta quasi esclusivamente legata alle aziende e ai professionisti. Questo aspetto contribuisce a rendere il settore più sensibile alle dinamiche economiche generali e agli investimenti.

Dal punto di vista competitivo, il mercato appare estremamente frammentato, soprattutto nel breve termine, dove i piccoli operatori locali arrivano a detenere oltre la metà delle immatricolazioni. Questo dato evidenzia una struttura distributiva capillare e fortemente radicata sul territorio, in cui la prossimità al cliente e la flessibilità operativa rappresentano fattori chiave di successo. Nel lungo termine, invece, il mercato è più concentrato e dominato dai grandi player del leasing e del noleggio, che continuano a gestire la maggior parte delle flotte aziendali.

In prospettiva, il vero nodo per il noleggio dei veicoli commerciali non sarà tanto la capacità di recuperare i volumi nel breve periodo, quanto piuttosto la velocità con cui il settore riuscirà a ridefinire il proprio modello operativo. Le esigenze delle imprese stanno cambiando, spinte da una logistica sempre più frammentata, dall’e-commerce e dalla necessità di maggiore flessibilità nei costi. Il noleggio è quindi chiamato a rispondere con soluzioni più modulari e integrate. In questo contesto, il ruolo degli operatori sarà determinante: non più semplici fornitori di mezzi, ma partner in grado di offrire servizi evoluti, dalla gestione dei dati di utilizzo fino all’ottimizzazione delle flotte in chiave predittiva. 

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venerdì 8 maggio 2026 - Ultimo aggiornamento: 09:58 | © RIPRODUZIONE RISERVATA