Noleggio, il trend è ormai consolidato: sono in calo i costi della rate. Il ribasso più rilevante nei contratti a 36 mesi
Nel 2025 noleggiare un’auto a lungo termine costava anche 120 euro in meno (al netto dell’Iva) rispetto al 2024: la contrazione non ha riguardato in maniera lineare tutte le durate dei contratti: per quelli da 36 mesi la flessione è stata del 15,7%, ma oltre l’80% delle formule riguardano ormai i 48 (-7,2%) e i 60 (-6,5%). Lo rivela l’Osservatorio canoni di Dataforce, che precisa che le rilevazioni riguardano «esclusivamente l’offerta in vetrina su internet», vale a dire che non includono eventuali proposte commerciali dirette formulate dalle reti di vendita dei noleggiatori o dalle strutture commerciali di brokeraggio.
In ogni caso, si tratta di un’analisi numericamente significativa perché fino a dicembre 2025 ha preso in esame 470.000 dati disponibili in rete tra quelli delle aziende principali del comparto, che hanno una quota di mercato attorno al 70%. Tra dicembre 2024 e la fine dello scorso, certifica Dataforce, «i canoni medi di noleggio “in vetrina” sul web sono calati del 3,4%», passando da 608,90 a 588,41 euro. La flessione è stata più accentuata nella prima parte dell’anno, fino a raggiungere il punto più basso a settembre, quando per la prima volta la rata è scesa sotto quota 600. Il calo «rappresenta un consolidamento di un trend iniziato ormai da un anno e mezzo», insiste la società.
Tra il picco massimo contabilizzato nel giugno del 2024 e quello minimo osservato lo scorso settembre la differenza è di 130 euro. Tra le ragioni della contrazione c’è la consistente revisione dell’offerta, con l’uscita dai listini di 56 modelli e l’ingresso di 34 nuovi: erano 275 nel 2024 e sono diventati 253 l’anno successivo. Tra le new entry ci sono la Leapmotor B10 e le elettriche Ford Capri e quelle della joint-venture sino tedesca Smart, la #3 e la #5. Tesla, che arriva da un 2025 complicato dal punto di vista commerciale (la Byd l’ha anche superata a livello globale come volumi di auto a zero emissioni), guida la Top 10 dei marchi con i più marcati ribassi del canone.
Il motivo sta sia nel ritiro delle offerte sulle Model S e X, le vetture più care, e sulla Model 3 da 74 kWh Long Range a trazione integrale, sostituita dalla più razionale declinazione Sr Rwd, oltre che a una flessione generalizzata della rata per la Model Y 50 kWh a due ruote motrici, ma anche a un verosimile riposizionamento dovuto al pesante calo dei volumi messo a bilancio lo scorso anno. Dataforce ha registrato la flessione dei canoni per 170 modelli, con punte fino al 40% in meno, mentre per sei, fra i quali la Skoda Kodiaq e la Nissan Leaf, non sono state rilevate oscillazioni.
Al contrario, il noleggio di 31 auto ha avuto un prezzo più alto fino a quasi il 9%, per esempio per le Mg 4, Audi A5, Mercedes Gle Coupé, Ds4 E-Tense. In dodici casi l’analisi ha rivelato incrementi in doppia cifra, anche superiori al 30%. Anche sul fronte del noleggio, è evidente l’avanzata dei costruttori della Repubblica Popolare, come dimostra la presenza ormai stabile delle offerte di marchi come Jaecoo e Omoda, entrambi controllati dalla Chery Automobile, e Leapmotor, della quale Stellantis ha una quota azionaria del 20%.




