24 Ore di Le Mans: BMW sale in cattedra nelle prove libere 3 precedendo Alpine e Cadillac, Aston Martin in LMGT3

BMW R 1300 RS, è possibile viaggiare in prima classe con “una sportiva”? La risposta nella nostra prova

BMW R 1300 RS, è possibile viaggiare in prima classe con “una sportiva”? La risposta nella nostra prova

BMW X5 di quinta generazione, per la prima volta elettrica e fuel cell con stile e tecnologie da Neue Klasse
LE MANS - La 24 Ore di Le Mans è entrata nel vivo con la terza sessione di prove libere, ultimo appuntamento prima delle Hyperpole. Sul Circuit de la Sarthe le squadre hanno proseguito il lavoro di preparazione in vista della gara, alternando simulazioni di qualifica e long run per raccogliere dati preziosi sul comportamento delle vetture e degli pneumatici. A emergere al termine delle tre ore di attività è stata la BMW M Hybrid V8 numero 15 del Team WRT, portata in vetta da Dries Vanthoor con un giro in 3'23"302 realizzato negli ultimi minuti della sessione.
Per gran parte delle prove erano state le Cadillac V-Series.R del Team Jota a dettare il passo. Will Stevens aveva infatti stabilito il riferimento già nelle prime fasi della sessione rimanendo saldamente al comando della classifica per oltre due ore. Tuttavia, quando le squadre hanno iniziato a montare pneumatici freschi per le simulazioni da qualifica, la gerarchia è cambiata rapidamente. Vanthoor ha sfruttato al meglio le gomme morbide Michelin conquistando il miglior tempo assoluto e regalando a BMW il primo acuto della settimana.

Alle sue spalle si è inserita l'Alpine A424 LMDh guidata da Victor Martins. Il francese ha confermato gli ottimi progressi della squadra transalpina fermando il cronometro a 423 millesimi dalla BMW leader. Terzo posto per la Cadillac numero 12 di Will Stevens, che nel finale è riuscito a migliorare ulteriormente il proprio riferimento mantenendosi comunque a oltre mezzo secondo dalla vetta.
BMW ha mostrato una notevole competitività anche con la seconda vettura schierata dal Team WRT. Robin Frijns ha infatti concluso in quarta posizione, mentre la sorpresa di giornata è stata rappresentata dalla Genesis. Mathys Jaubert ha portato il prototipo coreano al quinto posto assoluto, confermando i segnali incoraggianti mostrati dal costruttore al debutto nella categoria Hypercar. A completare il gruppo dei migliori si sono piazzate la seconda Cadillac del Team Jota, l'Alpine e la Cadillac del Wayne Taylor Racing.

Le Ferrari 499P hanno mantenuto un profilo relativamente basso. La migliore è stata quella del terzetto Fuoco-Molina-Nielsen, nona assoluta. Più indietro l’altra Ferrari ufficiale, mentre la 499P vincitrice dell'edizione 2025 non è riuscita ad avvicinare le posizioni di vertice. Anche Toyota ha preferito concentrarsi sul lavoro di preparazione alla gara piuttosto che sulla ricerca della prestazione assoluta, chiudendo a circa due secondi dal miglior riferimento.
Discorso simile per le Aston Martin Valkyrie, che hanno continuato a macinare chilometri utilizzando principalmente pneumatici morbidi senza però riuscire a entrare nella lotta per le prime posizioni. Le due vetture britanniche hanno concluso rispettivamente in quattordicesima e quindicesima posizione, mentre le Peugeot 9X8 sono rimaste ancora più attardate.

La sessione è stata caratterizzata da diverse neutralizzazioni. Dopo circa un'ora di attività Horst Felix Felbermayr è finito nella ghiaia alle Curve Porsche con l'Oreca 07 LMP2 del Proton Competition. Successivamente una Full Course Yellow è stata provocata dalla presenza di detriti in prossimità dell'ingresso della pit lane dopo un contatto sfiorato tra l'Oreca del Forestier Racing by Panis e l'Aston Martin Valkyrie del Heart of Racing Team.
L'episodio più significativo si è verificato però a venticinque minuti dalla conclusione, quando Daniel Schneider ha perso il controllo dell'Oreca dello United Autosports alla Chicane Ford, andando a impattare contro le barriere. L'incidente ha provocato l'esposizione della bandiera rossa e l'interruzione della sessione. Fortunatamente i commissari sono riusciti a ripristinare rapidamente le condizioni di sicurezza e le prove sono riprese con sedici minuti ancora disponibili.

In LMP2 il miglior tempo è stato ottenuto dall'Oreca del Forestier Racing by Panis. Oliver Gray ha fermato il cronometro in 3'34"252, precedendo di un solo millesimo la Duqueine affidata a Julien Andlauer. Una differenza minima che testimonia l'equilibrio della categoria. Terza posizione per l'Inter Europol Competition grazie al tempo ottenuto da Nico Müller, staccato di circa quattro decimi dalla vetta. Molto positiva anche la prestazione della TDS Racing, risultata la migliore tra gli equipaggi Pro-Am.
Nella classe LMGT3 è stato invece l'Heart of Racing Team a dettare il ritmo. Eduardo Barrichello ha portato l'Aston Martin Vantage GT3 Evo al comando con un giro in 3'53"728, resistendo agli attacchi della BMW M4 GT3 Evo del Team WRT guidata da Augusto Farfus. Terzo posto per la Lexus RC F GT3 di Akkodis ASP Team, protagonista di una sessione particolarmente brillante grazie anche ai passaggi aggressivi sui cordoli di José María López. Tra le vetture più competitive si sono viste anche la Ferrari 296 GT3 di AF Corse e la McLaren 720S GT3 del Garage 59.
FIA WEC – 24 Ore di Le Mans: Prove Libere 3




