24 Ore di Le Mans: Cadillac penalizzata cede la Hyperpole a BMW, Mattia Drudi alla seconda pole consecutiva in LMGT3

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LE MANS - La Hyperpole della 24 Ore di Le Mans 2026 ha regalato uno dei finali più imprevedibili degli ultimi anni, ribaltando il risultato quando ormai i festeggiamenti sembravano già iniziati. Sul circuito della Sarthe, infatti, la Cadillac aveva conquistato in pista quella che appariva come una meritata pole position grazie a uno straordinario giro di Jack Aitken. Ma una penalità a festeggiamenti in corso ha cambiato il volto dello schieramento di partenza, consegnando alla BMW la prima pole position della propria storia nell’era Hypercar.
Il pilota britannico della Cadillac V-Series.R del Team Jota aveva fermato il cronometro in 3’22”559, appena cinque millesimi più veloce del riferimento stabilito poco prima da Dries Vanthoor. Un margine minimo ma sufficiente per portare il marchio americano davanti a tutti per il secondo anno consecutivo. La gioia del team britannico è però durata poco. I commissari sportivi hanno infatti riscontrato un’irregolarità nella procedura di uscita dai box durante la fase decisiva della Hyperpole, con la V-Series.R fatta partire prima del tempo consentito.

Vista la retrocessione al decimo posto a beneficiarne è stato Vanthoor, autore di una prestazione straordinaria al volante della BMW M Hybrid V8 del Team WRT. Il pilota belga aveva impressionato fin dall’inizio della sessione conclusiva, prima con un giro in 3’22”745 e successivamente migliorandosi fino a 3’22”564, un tempo che si è rivelato sufficiente per conquistare la pole position una volta applicata la penalità alla Cadillac. L’altra Cadillac del Team Jota, affidata a Will Stevens, ha così ereditato la seconda posizione in griglia.
La nuova formula della Hyperpole, che ha coinvolto tutti e tre i piloti di ogni equipaggio tra qualifiche, Hyperpole 1 e Hyperpole 2, ha contribuito a rendere ancora più spettacolare la lotta per la pole. Nella prima fase della serata, riservata a quindici Hypercar impegnate nella conquista dei dieci posti disponibili per la sessione decisiva, la sorpresa è arrivata da Charles Milesi. Il francese dell’Alpine ha portato la A424 in cima alla classifica con un eccellente 3’23”018, precedendo Earl Bamber con la Cadillac e Mathys Jaubert, autore di una prestazione eccezionale sulla Genesis al debutto assoluto nella classe regina della 24 Ore di Le Mans.

La battaglia per l’accesso alla fase finale si è rivelata particolarmente intensa. Ross Gunn ha sfiorato la qualificazione con l’Aston Martin Valkyrie, restando escluso per appena tredici millesimi. Ancora più sorprendente l’eliminazione della Ferrari numero 50, con Antonio Fuoco incapace di portare una seconda 499P tra i primi dieci. Fuori anche Jules Gounon con l’altra Alpine e le due Toyota GR010 Hybrid di Kamui Kobayashi e Ryo Hirakawa, protagoniste di una sessione decisamente complicata che le costringerà a partire dalle retrovie della categoria Hypercar.
Nella fase conclusiva, disputata al tramonto, Vanthoor ha immediatamente imposto il proprio ritmo, ma la lotta è rimasta apertissima fino agli ultimi secondi. Dietro ai primi due si sono inseriti Antonio Felix da Costa con l’Alpine e Robin Frijns sull’altra BMW del Team WRT, garantendo alla squadra belga due vetture nelle prime quattro posizioni. Quinta piazza per Filipe Albuquerque con la Cadillac del Wayne Taylor Racing. Il portoghese ha adottato una strategia differente rispetto agli avversari, scegliendo pneumatici medium anziché le più performanti gomme soft.

Paul-Loup Chatin ha portato la Genesis al sesto posto, confermando i progressi della nuova vettura coreana, mentre Roman De Angelis ha ottenuto una convincente settima posizione con la migliore delle Aston Martin Valkyrie. Più difficile invece la serata della Ferrari. L’unica vettura del Cavallino Rampante presente nella fase decisiva è stata la numero 51 affidata a James Calado, che ha chiuso ottava davanti alla Genesis di André Lotterer. Un risultato che obbligherà la squadra di Maranello a una gara all’attacco se vorrà conquistare la quarta vittoria consecutiva nella classica francese.
Anche la classe LMP2 ha vissuto momenti intensi. Esteban Masson è stato il più veloce in assoluto grazie a un impressionante 3’32”855 ottenuto con la Oreca 07 Gibson del Forestier Racing by Panis. Il giovane francese ha abbassato sensibilmente il riferimento dello scorso anno, ma una penalità di una posizione inflitta al suo equipaggio per un episodio verificatosi nelle qualifiche ha modificato l’ordine di partenza.

La pole position di categoria è così passata all’IDEC Sport grazie al secondo tempo di Job van Uitert. L’olandese ha concluso a meno di quattro decimi dal leader e ha regalato alla squadra francese la seconda pole di classe negli ultimi tre anni. Alle sue spalle scatteranno Jack Doohan con la Nielsen Racing e Nick Yelloly per Inter Europol Competition. Alex Quinn ha invece conquistato la pole della sottoclasse ProAm con la vettura del CrowdStrike Racing by APR, precedendo Julien Andlauer, Kevin Estre, Dane Cameron, Matthieu Vaxiviere e Reshad de Gerus. Serata da dimenticare, invece, per United Autosports, eliminata con entrambe le vetture già nella prima fase.
L’Italia ha invece potuto festeggiare nella categoria LMGT3 grazie a Mattia Drudi. Il pilota ufficiale Aston Martin ha confermato il suo eccezionale feeling con il tracciato della Sarthe conquistando la seconda pole position consecutiva nella categoria al volante della Aston Martin Vantage GT3 Evo del Heart of Racing Team. Dopo aver visto cancellato il primo tentativo per il superamento dei limiti della pista, Drudi ha reagito con un giro straordinario in 3’52”433 che nessun rivale è riuscito ad avvicinare.

Alle sue spalle si è piazzato Alessio Rovera con la Ferrari 296 GT3 di Vista AF Corse, unico pilota capace di contenere il distacco entro il secondo. La seconda fila sarà occupata dalle due Lexus RC F GT3 dell’Akkodis ASP, con José María López davanti a Jack Hawksworth, rallentato da alcuni problemi tecnici alla portiera durante la sessione. Sean Gelael e Parker Thompson hanno portato le BMW M4 GT3 Evo del Team WRT in quinta e sesta posizione, mentre Dennis Marschall ha ottenuto il settimo posto con la Ferrari del Kessel Racing. A completare la top ten sono stati Jonny Adam, Ayhancan Güven e Ben Tuck, protagonisti di una sessione che ha confermato l’elevatissimo equilibrio della categoria.
FIA WEC: 24 Ore di Le Mans: Risultati Hyperpole




