Una GWM impegnata nei raid

GWM lancia l’assalto alla Dakar: obiettivo 2027 per la conquista della vittoria assoluta nella categoria Ultimate

di Michele Montesano
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PECHINO - Si possono contare sulle dita di una mano le gare che, se vinte, regalano le stesse soddisfazioni della conquista di un campionato iridato. Tra queste c’è sicuramente la Dakar, la corsa più massacrante e difficile del mondo. Da sempre il suo fascino è irresistibile sia per gli appassionati che per i costruttori, non fa eccezione GWM che punta a solcare i deserti arabi dal 2027.

Il colosso cinese dell’automotive si prepara ad affrontare la Dakar con una squadra ufficiale nella classe regina Ultimate. La conferma della partecipazione è arrivata durante il Salone Internazionale dell’auto di Pechino, in cui GWM ha svelato anche il piano per espandersi in diversi mercati europei, tra cui l’Italia. La scelta di cimentarsi nel motorsport segue la strategia di rinnovare l’immagine partendo da un terreno, quello dell’off-road, in cui la Casa cinese è tra i leader a livello globale in termini di vendite.

Sebbene ufficialmente non sia trapelato ancora nulla, a partire dalla classe in cui il brand asiatico deciderà di cimentarsi, secondo indiscrezioni il programma Dakar di GWM dovrebbe basarsi su un prototipo derivato dal Century CR7 T1+, equipaggiato con motore V6 e ispirato stilisticamente e tecnicamente o al nuovo Tank 330 o al Tank 700. L’obiettivo, sempre secondo i rumors, è quello di entrare nella categoria Ultimate con un progetto sviluppato internamente, senza appoggiarsi a strutture esterne come fatto da Dacia e Toyota.

Questa decisione avviene in un momento di transizione per la Dakar stessa, con l’uscita di scena di alcuni costruttori, come Dacia, e il possibile ingresso di nuovi protagonisti. In questo contesto GWM si candida a diventare uno dei principali attori sia della Dakar che del Mondiale Rally Raid. D’altronde come ha spiegato il presidente Jack Wei, il motorsport è oggi «uno strumento chiave per costruire il marchio e ottenere visibilità globale».

Per GWM si tratta di un ritorno nella maratona. Riavvolgendo il nastro, l’ultima apparizione ufficiale di GWM nella Dakar risale al 2014, quando i Suv Haval, guidati tra gli altri da Carlos Sousa e Christian Lavieille, riuscirono addirittura a conquistare una vittoria di tappa. Un exploit che aveva dimostrato sicuramente il potenziale del marchio, ma che poi non ebbe un seguito immediato.

Negli anni successivi, tuttavia, GWM ha continuato a sviluppare il proprio know-how nelle competizioni off-road, in particolare attraverso rally desertici in Cina come il Taklimakan Rally. Proprio qui, nel 2025, il marchio ha ottenuto risultati significativi, vincendo il titolo nella categoria Production dopo dieci anni. Il modello GWM Haval H9 ha dominato tra i veicoli a combustione, dimostrando robustezza e affidabilità in condizioni estreme, mentre la tecnologia ibrida plug-in Hi4 ha segnato una svolta nella categoria delle nuove energie.

In particolare, il GWM Tank 300 Hi4-T ha conquistato il titolo nella classe T2.E, evidenziando il potenziale della tecnologia ibrida anche nei contesti più estremi. Il sistema Hi4, basato su una trazione integrale intelligente a doppio motore, rappresenta una delle innovazioni più interessanti sviluppate dal gruppo negli ultimi anni, capace di coniugare efficienza e prestazioni nell’uso quotidiano.

Questa evoluzione tecnologica sarà probabilmente uno degli elementi chiave anche per il progetto Dakar 2027. Sebbene i dettagli tecnici non siano ancora stati svelati, è plausibile che GWM integri soluzioni ibride anche nei propri prototipi da competizione, in linea con le normative internazionali sulle emissioni e con la propria strategia industriale. Come sottolineato dallo stesso Wei: «Tutti i motori di grande cilindrata, inclusi i V8, saranno probabilmente dotati di sistemi ibridi».

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giovedì 30 aprile 2026 - Ultimo aggiornamento: 09:47 | © RIPRODUZIONE RISERVATA