Quando l’allievo supera il maestro, anche i motori temici hanno futuro. Gwm e Horse svelano V6 e V8 sorprendenti

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Le finte fanno parte di tanti giochi, non solo quelli sportivi, ma anche industriali. In che cosa consistono in questi casi? Nel far credere ai concorrenti che li stai sorpassando da un lato e invece, con una mossa rapida, li attacchi a sorpresa dal lato opposto approfittando del loro disorientamento. Così ha fatto la Cina dei motori, propostasi come la specialista dell’elettrico e delle batterie, ma poi rapidissima nell’aggredire l’industria tradizionale dell’auto sul suo terreno d’elezione: quello dei sistemi di propulsione basati sul motore a scoppio. Sta già succedendo sul mercato con gli ibridi plug, i range extender e ora anche con il full-hybrid e il mild-hybrid, ma il recente Salone di Pechino dimostra che i costruttori del Dragone stanno preparando unità a pistoni pluricilindriche che, in abbinamento o meno a motori elettrici, meditando una nuova offensiva sui segmenti più ricchi ed emozionali del mercato senza dimenticare l’efficienza.

Brillano in entrambi i casi le iniziative di Geely che da sola ha presentato un nuovo sistema full-hybrid i-HEV basato su unità termiche di 1,5 o 2 litri, aspirate o turbocompresse, con un rendimento da record mondiale del 48,41% e una percorrenza che potrà raggiungere i 45 km/litro. Uno dei suoi segreti è l’elettronica di controllo che, grazie all’integrazione con la piattaforma elettronica definita da software del veicolo, utilizza dati in cloud elaborati attraverso l’Intelligenza Artificiale. Insieme invece a Renault, all’interno della joint-venture Horse Powertrain, Geely ha presentato a Pechino il W30, un nuovo V6 3 litri dotato di due turbocompressori all’interno delle bancate a 90 gradi capace di raggiungere 8.000 giri/min ed erogare fino a 544 cv.
Pesa meno di 160 kg, è pronto per l’Euro7 e può ospitare tutte le forme di ibrido: mild, full, e plug-in con la parte elettrica a 800 Volt che può arrivare a erogare fino a 450 kW. Anche Great Wall Motor (GWM) si butta sul pluricilindrico con un V8 biturbo che sarà il cuore di un sistema ibrido a trazione integrale della sua prossima ipersportiva il cui nome dovrebbe essere Zixin Qiche. Il progetto, ispirato alla Ferrari SF90, prevede una potenza massima a 4 cifre e, a detta dei vertici di GWM, abbondanti scariche di adrenalina.
E non è il solo. Allo stand di GWM c’erano infatti un altro V8, un V6 e un 5 cilindri. E non è finita. Il costruttore di Baoding ha pronta anche una nuova famiglia di diesel con cilindrate di 2, 2,4 e 3 litri da inserire all’interno di sistemi ibridi e destinati a fuoristrada e pick-up che assicurano livelli contenuti di vibrazioni e rumore, rendimento del 42,4%, emissioni di CO2 ridotte del 32% e dei NOx fino al 96% con il consumo di AdBlue tagliato del 40%.
Basterebbe così ed invece GWM ha da poco creato un suo marchio motociclistico, che si chiama Souo e comprende due modelli: la S2000 da turismo e la cruiser S2000CT, entrambe spinte da un mastodontico 8 cilindri boxer 2 litri, che su una moto non si era mai visto, da 154 cv e cambio doppia frizione a 8 rapporti. A Monaco di Baviera e Tokyo una finta così non se l’aspettavano.




