Lo schema costruttivo della Mercedes EQS

Auto elettriche, sotto la veste un tesoro: aumenta lo spazio sale il piacere di guida

di Alessandro Marchetti Tricamo
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Quando si acquista un’auto, la piattaforma sulla quale è stata costruita non è mai motivo di scelta. Design, forma, colore, motore, dotazione e prezzo sono i parametri che fanno preferire un modello ad un altro. Avete mai sentito qualcuno vantarsi con gli amici della piattaforma della sua nuova auto? Eppure la qualità della nostra vita a bordo, per non parlare del piacere di guida, dipendono proprio da quello che è lo scheletro della vettura. Una stessa piattaforma modulare può essere adottata trasversalmente da city car, berline tre volumi e suv. Dal punto di vista tecnologico significa che una piccola ha le stesse caratteristiche meccaniche di una vettura più grande. Non è poco.

La corretta posizione dei diversi componenti, la loro standardizzazione e le nuove tecnologie di assemblaggio consentono di realizzare un sottoscocca molto rigido che aumenta la sicurezza e, in caso di impatto, aiuta a disperdere meglio l’energia assorbita. L’ottimizzazione del sottoscocca permette di portare a bordo con facilità i sistemi di assistenza alla guida (Adas), ridurre la rumorosità e soprattutto le vibrazioni: auto più sicure e confortevoli senza distinzione di dimensioni. Piccole che fanno le grandi. Grazie poi alla possibilità di inserire sistemi che controllano e modificano i flussi d’aria, le piattaforme migliorano la ventilazione del vano motore, consentendo una migliore dissipazione del calore e andando ad aumentare il carico aerodinamico e la stabilità nel posteriore dell’auto.

Grazie alla condivisione su più modelli dei costi, le architetture comuni permettono un utilizzo più diffuso di materiali e leghe leggere che riducono il peso della vettura e contribuiscono a tagliare consumi. Il risparmio dal distributore in un anno può sfiorare la doppia cifra in percentuale. Senza dimenticare emissioni di CO2 più leggere che mettono in pace con il mondo che ci circonda. Gli effetti positivi influenzano anche il comportamento dinamico: l’inserimento in curva è a prova di neopatentato e lo spazio di frenata minore. 
Piattaforma nella piattaforma. È possibile integrare a bordo un’intelligenza artificiale comune fatta di hardware e software in grado di controllare i sistemi di infotainment, navigazione e soprattutto connettività, sia con un cloud esterno (aggiornamenti scaricabili da remoto in tempo reale come una qualsiasi app) che con il mondo che circonda l’auto. Auto come uno smartphone, un vantaggio per tutti.

Le piattaforme modulari sono progettate anche per ottimizzare gli spazi interni di un’auto, con uno spostamento di qualche centimetro in avanti delle ruote anteriori: una scelta che aumenta il passo, la carreggiata, migliora l’abitabilità (in particolare dei passeggeri posteriori) e la capacità di carico, aspetti utili soprattutto sulle più piccole. Non solo: in fase di progettazione è possibile scegliere di posizionare il sedile del guidatore in basso, opzione che consente di abbassare il baricentro della vettura e – insieme alla regolazione della posizione dello sterzo – rende la guida più fluida e coinvolgente. Stile go-kart per intenderci.Nelle piattaforme modulari è possibile poi integrare, senza compromessi, propulsori alternativi come il bi-fuel, benzina e metano, oppure ibridi ed elettrici. Le economie di scala legate dai grandi volumi prodotti dalla stessa architettura consentono la sopravvivenza di modelli di nicchia: se questa estate qualcuno può ancora acquistare una cabrio è solo grazie ai pianali condivisi che permettono a vetture prodotte in poche unità di essere economicamente sostenibili per l’industria automobilistica.

C’è poi la sfida per il domani: rendere più accessibili le auto elettriche. La piattaforma MEB per veicoli elettrici di Volkswagen nasce con l’obiettivo di essere la base, da oggi ai prossimi anni, per 10 milioni di vetture del gruppo tedesco. «La ID.3, modello sviluppato sulla MEB, è una pietra miliare dell’avanzamento tecnologico. La prima auto elettrica completamente connessa con una versatilità totale e quotidiana che milioni di persone potranno permettersi», le parole del 2018 dei tecnici Volkswagen. Auspici diventati realtà: oggi è possibile acquistare una ID.3 elettrica allo stesso prezzo di una vettura diesel con le stesse caratteristiche. Magie di una piattaforma.

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Martedì 22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento: 04-07-2021 17:40 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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