Navigare 2019

Nautica in festa a Napoli con la 33ma edizione di Navigare. Al debutto anche l’Alchimia 28, barca con l’”elica inversa”

di Sergio Troise
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NAPOLI - Una splendida giornata di sole, con temperatura estiva e mare calmo, ha dato il benvenuto ai visitatori della giornata inaugurale di Navigare, l’esposizione di barche e gommoni allestita dalla ANRC (Associazione Nautica Regionale Campana) nel porticciolo del Circolo Posillipo. Alla cerimonia del taglio del nastro sono intervenuti la Delegata al Mare del Comune di Napoli, Daniela Villani, il presidente della Commissione Attività Produttive della Regione Campania, Nicola Marrazzo, il capogruppo PD di Città Metropolitana di Napoli, Giuseppe Jossa, accolti dal presidente del CN Posillipo, Vincenzo Semeraro, e da Gennaro Amato, presidente della ANRC.

Nell’occasione il numero uno degli operatori nautici locali ha ricordato una volta di più il momento positivo che vive la nautica da diporto. “Il mercato è in crescita e quindi non ci meraviglia vedere tanta gente interessata alle barche - ha affermato Amato -. Ma allo stesso tempo – ha aggiunto - ci dispiace non poter far crescere un evento come questo, per oggettivi limiti di spazio. Il circolo Posillipo è una bellissima realtà ma è come un vestito troppo stretto per una nautica in piena crescita, per questo avremmo voluto spostare l’evento sul lungomare cittadino, in spazi aperti, più adatti a un evento che può diventare un vero e proprio salone con barche in acqua e a terra”.

Chiaro il riferimento al No della Soprintendenza alle belle arti e al paesaggio. Ma su questo fronte sono arrivate incoraggianti parole dalla delegata al mare dell’amministrazione comunale. La quale, come già anticipato in occasione della presentazione degli Stati Generali del Mare, ha confermato che “l’amministrazione a guida De Magistris lavora per valorizzare la costa cittadina anche con la nautica da diporto” e che “dalla Soprintendenza abbiamo ottenuto un esito positivo per l’utilizzo dei pontili galleggianti alla rotonda Diaz”. Manifestando massicce dosi d’ottimismo, la delegata del sindaco (da sempre molto vicina alla ANRC) ha parlato di “grande successo che ci permetterà di perfezionare il salone nautico sul lungomare nel 2020”. In sintonia si è espresso Giuseppe Iossa, affermando che “Citta Metropolitana è molto attenta alla risorsa mare e alla nautica da diporto” e ricordando tra l’altro che “si stanno finanziando interventi contro l’erosione delle coste”.

Parole incoraggianti sono venute anche dal presidente della Commissione Attività Produttive della Regione Campania, Nicola Marrazzo, il quale ha parlato degli aiuti determinanti per l’artigianato e il commercio del settore: “Abbiamo presentato da poco alcuni strumenti a supporto del comparto, diversi bandi regionali per decine di milioni di euro che possono servire a sostenere le aziende artigianali nel percorso di sviluppo con interventi di supporto, per il finanziamento bancario e per quello produttivo e di commercializzazione del prodotto”.

Il tempo dirà se davvero la nautica da diporto riuscirà a rafforzarsi ulteriormente, esprimendo al meglio lo straordinario potenziale che ha nel Sud, dove non mancano aziende di primo livello e dove il clima e il mare ne favoriscono la diffusione. Intanto vale la pena sottolineare il successo di un piccolo evento come Navigare, che si svolge a Napoli con cadenza biennale (una volta in primavera, un’altra in autunno) offrendo ai visitatori l’accesso gratuito e la possibilità di provare le imbarcazioni esposte.

All’edizione numero 33 sono un’ottantina le barche ormeggiate lungo le banchine di Posillipo, con netta prevalenza dei battelli pneumatici, come sempre protagonisti della manifestazione. Ma non mancano yacht di dimensioni importanti, come il Prestige 590 (ammiraglia della manifestazione con i suoi 18,70 metri) e il nuovo Rio Sport Coupé 56 (17,55 metri), e novità all’esordio assoluto come il neonato 33X Open di Giupex.

Curiosando tra le barche in esposizione è emersa una novità di cui finora si è parlato poco in rapporto al forte contenuto d’innovazione che propone. Si chiama Alchimia 28, è una barca adatta prevalentemente agli appassionati di pesca, ma utilizzabile anche come classico day cruiser o per brevi soggiorni a bordo (sotto coperta ci sono due posti letto, un bagno ad altezza d’uomo e la predisposizione per un cucinotto). E’ costruita da Bimax, cantiere con sede nei pressi di Gaeta, a Minturno, e commercializzata dalla Nautica Oven dei fratelli De Salvi.

Lunga poco meno di 9 metri, ricalca soluzioni sperimentate tra il 2014 e il 2015 con il Bimax Alchimia 32, barca nata quando la crisi della nautica era ancora in atto e il cantiere fu sul punto di mollare tutto. Come la progenitrice, questa barca si distingue per il sistema di propulsione, che si chiama EDS (Eco Drive System) ed è stato brevettato dall’ingegnere Massimo Buonomo, titolare del cantiere fondato dal padre Giovanni. Il sistema consiste in un inedito sfruttamento della motorizzazione (Hyundai diesel da 270 hp) in linea d’asse, che prevede una rivoluzionaria spinta dell’elica (in gergo tecnico “elica trattiva”) con vantaggi considerevoli – viene assicurato dal costruttore - per la riduzione dei consumi di carburante.

“Nelle applicazioni tradizionali – spiega Buonomo – l’asse dell’elica, determinante per la spinta, fuoriesce dallo scafo con un angolo di circa 14 gradi, a cui vanno aggiunti mediamente altri 6 gradi come conseguenza dell’assetto di planata assunto dalla barca durante la navigazione. Il nostro brevetto inverte l’uscita dell’asse in carena da poppa verso prua con un angolo di sette gradi ribaltando così il convenzionale posizionamento da prua verso poppa dell’asse. Nella nostra soluzione – aggiunge l’ingegnere - quando la barca alza la prua in assetto di planata, non si verifica un incremento dell’inclinazione dell’asse, ma i 6 gradi di assetto vanno a decrescere. Per differenza con i 7 gradi iniziali si avrà una spinta in direzione dell’avanzamento della barca”.

Il posizionamento dell’elica ricorda la soluzione IPS di Volvo Penta, ma la differenza sostanziale sta nel fatto che in questo caso si tratta di una linea d’asse. Quali sono i vantaggi assicurati da questa ingegnosa trovata, anzi da questa “Alchimia”, come indica il nome stesso della barca? Buonomo non ha dubbi: “La conseguente e significativa ottimizzazione della spinta dovuta all’angolazione dell’asse si traduce immediatamente in una drastica riduzione dei consumi durante la navigazione, con vantaggi certi per chi utilizza la barca”.

In concreto, il cantiere dichiara un consumo medio di 20 litri l’ora di gasolio alla velocità di crociera di 25 nodi (la velocità massima dichiarata è 30 nodi). Per il resto, vale la pena ricordare che l’Alchimia 28 di Bimax misura 8,48 metri di lunghezza, 2,93 di larghezza, pesa 3.200 kg, ha un serbatoio carburante con capacità di 200 litri e un serbatoio acqua da 80 litri; la portata è di 8 persone e il prezzo (IVA esclusa) è di 95.000 euro. E’ disponibile anche una versione più economica (ma meno hi-tech) con motorizzazione fuoribordo, in listino a 65.000 euro, cui va sommato il costo dei motori, o del singolo motore.

A proposito di fuoribordo, vale la pena ricordare che a Navigare sono presenti alcuni dei marchi più noti e diffusi, con netta prevalenza di Mercury e Suzuki. Dopo l’anteprima italiana a Genova si sperava che fosse esposto (e provabile) anche a Napoli il super V8 da 450 hp del colosso americano, ma l’appuntamento è rinviato al Nauticsud del prossimo febbraio 2020. Suzuki ha invece affidato al distributore Lanzetta di Napoli (Nautica Mediterranea) le due new entry del momento: il DF40A Ari e il DF300B.

Il primo è un 3 cilindri 12 valvole di 943 cc 40 cavalli (dunque utilizzabile senza patente) derivato dal più potente DF60AV. E’ stato battezzato Ari per sottolineare le sue capacità: tradotto dal giapponese, Ari vuol dire infatti formica. E la formica, com’è noto, è un animaletto leggero ma straordinariamente forte, che per fare le provviste di cibo è in grado di trasportare un peso anche trenta volte superiore alla propria massa corporea. “I nostri ingegneri – è stato spiegato – proprio a questo hanno mirato: creare un motore forte, in grado di spingere barche e gommoni anche di dimensioni superiori alla media dei senza patente e carichi di tutto ciò che può servire per una giornata di svago al mare. In tal modo abbiamo creato le condizioni per montare il nostro motore anche su battelli di 21 piedi, mentre in genere con 40 cavalli di potenza non si va oltre i 19”.

Il DF300B è invece una sorta di versione depotenziata del DF350A, il fuoribordo più potente e performante della gamma Suzuki, con 6 cilindri a V e cilindrata di 4,4 litri. Anche in questo caso si tratta di un prodotto all’avanguardia per tecnologia, contenimento dei pesi, prestazioni, efficienza. In virtù della sua cilindrata di 4.400 cc (la massima presente sul mercato per motori di questa potenza) offre valori di coppia da primo della classe e – assicura il costruttore – “grazie al rapporto di compressione di 10,5:1 è in grado di assicurare anche un notevole risparmio di carburante e grande affidabilità, pur assicurando accelerazioni e velocità di punta notevoli” (ovviamente in rapporto anche alle dimensioni, al peso e alle qualità idrodinamiche dell’imbarcazione su cui viene montato, ndr).

Girando lungo le banchine di Navigare (aperte al pubblico fino a domenica 27 ottobre) è dunque possibile vedere molte cose interessanti. Molte altre sono invece in allestimento e saranno svelate al Nauticsud in programma alla Mostra d’Oltremare dal 9 al 17 febbraio. Tra queste, i nuovi gozzi di Stanislao Esposito, che sta preparando un 32 Open e una versione T-Top del noto 38.

Novità sono in vista anche nel comparto gommoni, con Italiamarine che si prepara a varare la nuova ammiraglia, l’Italia 38 Cabin che andrà a collocarsi al vertice della gamma. Nel cantiere di Agnano si lavora anche a una nuova versione del Positano 31, e non è escluso che arrivi anche il piccolo Vulcano, gommoncino destinato al ruolo di entry level della gamma. Grande fermento anche in casa Coastal Boat, dove si lavora al progetto del gommone ibrido, e non solo.

Salpa ha in allestimento il secondo esemplare del Soleil 42, il maxi-rib che si è aggiudicato il premio Barca dell’anno. “Ma abbiamo in cantiere altre novità” assicura il titolare Antonio Pane, aggiungendo che sta per essere rispolverato anche il vecchio progetto di una navetta di 20 metri dislocante in grado di superare i 20 nodi di velocità (in prova sono stati sfiorati i 22). L’imbarcazione potrebbe essere completata con la collaborazione di un partner di Fano, in grado di assicurare un allestimento speciale per diportisti diversamente abili.

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Lunedì 21 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento: 22-10-2019 13:49 | © RIPRODUZIONE RISERVATA