Maserati, Bigland: «La Levante farà il 50% delle vendite. Puntiamo molto sulla Cina»

di Sergio Troise
GINEVRA - Canadese, 50 anni, fisico da culturista, esperienza consolidata con i marchi FCA impegnati in Nordamerica, dal 26 maggio del 2016 Reid Bigland ha preso il comando di Maserati (oltre che di Alfa Romeo) fissando un obiettivo ben chiaro: migliorare le vendite del glorioso marchio del Tridente, sfruttando al meglio l’arrivo del Suv Levante, le potenzialità della Ghibli e della Quattroporte e preparando l’arrivo di nuovi modelli in sostituzione delle attuali GranTurismo e GranCabrio. Un impegno su scala globale, del quale Bigland ha parlato a Ginevra, sia pure senza troppo sbilanciarsi sul futuro, ma forte dell’”incoraggiamento” di Marchionne.
 
 


Il numero uno di FCA, infatti, aveva detto, alla partenza dell’avventura Levante, che «per Maserati è giunto il momento di indirizzare gli sforzi verso l’espansione commerciale a livello globale» e che «Reid Bigland è la persona giusta per portare a termine questa missione, visto che negli ultimi sette anni è riuscito ad ottenere risultati straordinari a livello di crescita delle vendite e della quota di mercato negli Stati Uniti e in Canada, gestendo allo stesso tempo la crescita e il posizionamento dei marchi Ram e Dodge».

L’obiettivo dichiarato è portare dunque le vendite Maserati a quota 70.000 unità/anno nel 2018. Sarà possibile? «Siamo sulla buona strada» ha dichiarato il manager canadese a Ginevra. E ha aggiunto: «Nel 2015 le vendite totalizzate da Maserati furono 32.474 nel mondo; nel 2016 sono state 42.100, con un incremento del 30% e un conseguente aumento anche dei ricavi. In Europa la crescita è stata del 37%, in Nordamerica del 14%, ma il mercato su cui ci siamo concentrati di più è la Cina, dove la crescita è stata del 91%, e dove contiamo di fare ancora meglio nel 2017. Laggiù apprezzano il made in Italy più che altrove, e dunque si è rivelata giusta anche la scelta di continuare a produrre in Italia le nostre auto, preservandone il DNA tipicamente italiano».

Ma il Suv Levante, forza trainante per il rilancio del Tridente, è stato accolto bene anche in Nordamerica, dove la commercializzazione è iniziata ad ottobre. E il trend non ha conosciuto pause nei primi mesi del 2017. Tanto che Bigland osserva: «A pieno regime il Suv Levante potrà rappresentare circa il 50% delle immatricolazioni complessive del nostro marchio. Rappresenta infatti il non plus ultra della sua categoria, per il design, il lusso, la tecnologia e, soprattutto, per la presenza di un motore da 3 litri biturbo da 430 cavalli di derivazione Ferrari, che garantisce prestazioni fuori dal comune ed è molto apprezzato in Nordamerica, mentre in Europa tira di più il Diesel».

L’ottimismo di Bigland è legato anche ai recenti restyling di cui si sono giovate Quattroporte e Ghibli. Ma nella gamma Maserati – vale la pena ricordarlo – le sportive GranTurismo e GranCabrio accusano invece i segni del tempo. E l’aggiornamento esibito a Ginevra riguarda 400 esemplari a tiratura limitata battezzati Special Edition, che celebrano i 60 anni della mitica Maserati 3500 GT e si distinguono esclusivamente per elementi specifici a richiamo dell’anniversario e per la verniciatura rossa come la 250F con cui Manuel Fangio vinse il Mondiale di Formula 1 nel 1957. Tutto molto glamour, ma arriverà qualcosa di nuovo nella parte più tipicamente sportiva della produzione? Su questo versante Bigland non si scopre più di tanto, ma lascia intuire che i progettisti sono al lavoro e che qualcosa prima o poi potrebbe arrivare.

Voci non confermate segnalano una Maserati più piccola della Ghibli, da svelare non prima del 2018. Ma Bigland ridacchia e non conferma. E una Maserati elettrica, arriverà mai? «Il futuro dell’automobile è tracciato e tutti lavoriamo a ricerca e sviluppo. Ma una Maserati elettrica… non credo proprio, al momento», dice Bigland. E vogliamo credergli. Almeno per ora.
 
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Lunedì 13 Marzo 2017, 19:48
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