La Fiat 508 del ’37 che ha vinto la Winter Marathon 2017

La Fiat 508 del ’37 vince la Winter Marathon. In gara Biasion e uno squadrone Porsche

di Sergio Troise
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MADONNA DI CAMPIGLIO - La neve e il freddo sono stati i grandi assenti della Winter Marathon 2017, una delle più prestigiose gare di regolarità per auto storiche, che l’anno prossimo taglierà il traguardo della 30ma edizione. La gara, svoltasi su un percorso di 445 km, con 51 prove cronometrate e l’attraversamento di 51 passi dolomitici, è stata comunque bella e spettacolare, grazie alla qualità degli equipaggi e delle vetture, tra le quali ben 34 Porsche. A impreziosire il parterre anche la partecipazione di Miki Biasion, ex campione mondiale rally, al volante di una rara Lancia Fulvia Coupé 1.3 S Safari del 1976 (si è classificato 42°).

La casa di Zuffenhausen è tradizionalmente tra le protagoniste della manifestazione e ha schierato al via una fantastica Carrera RS del 1973, un’auto di eccezionale valore collezionistico (la quotazione può sfiorare il milione di euro) affidata a Felix Braeutigam e Pietro Innocenti, vicepresidente della Regione Europa di Porsche AG e direttore generale di Porsche Italia. Si sono piazzati al 74mo posto (su 91 classificati), gareggiando in puro spirito dilettantistico “ma portando in giro un autentico monumento alla sportività e alla tecnologia”, come ha ricordato con orgoglio Venceslav Monzini, neo responsabile della comunicazione di Porsche Italia.

Nelle gare di regolarità – è bene ricordarlo – potenza e prestigio dell’auto hanno però un valore secondario. Ciò che conta è la precisione cronometrica nei passaggi sui pressostati. E se l’auto è molto anziana ci si avvantaggia grazie anche ai coefficienti favorevoli. E’ per questo che i migliori specialisti gareggiano spesso con auto anteguerra. Come Alberto Aliverti, che ha bissato il successo di due anni fa nella Winter Marathon al volante di una Fiat 508C del 1937, in coppia con Alberto Maffi, infallibile con tabelle di marcia e cronometri.

Conosciuta anche come Nuova Balilla 1100, la 508C è l’ultima evoluzione della famosa utilitaria Fiat presentata nel 1932 alla Fiera di Milano. Rimasta in produzione dal 1937 al 1939, ha una linea più aerodinamica della sua progenitrice, un motore più potente (30 cv) e cambio a 4 marce sincronizzate. Raggiungeva una velocità massima di 95 km/h e costava 19.500 lire. Fu prodotta in 57.000 unità nelle versioni Berlina, Berlina Tetto Apribile e Cabriolet. Secondo gli esperti di Ruoteclassiche, oggi un esemplare come quello che ha vinto la Winter Marathon può raggiungere una quotazione massima di 22.500 euro.

Sul podio della Winter Marathon 2017 sono finiti, al terzo posto, Luca Patron e Massimo Casale, del Loro Piana Classic Car Team, con un’auto di straordinario prestigio come la Bentley 3.0 Litri del 1925 (la più anziana del lotto), gemella delle mitiche inglesi che dominarono la 24 Ore di Le Mans nel 1924 e nel 1927. “E’ un macchinone che pesa diciotto quintali, con guida e freno a destra, con la quale bisogna utilizzare anche l’acceleratore a mano e con un motore un po’ stanco, dunque impegnativa e con un consumo difficile da calcolare” ha confessato Patron, rivelando che dopo l’ultimo controllo orario è riuscito a rientrare a Madonna di Campiglio grazie alla sportività di Giuliano Canè, avversario-gentiluomo che gli ha procurato una tanica di benzina.

Al secondo posto si è classificata invece la piccola e agile Fiat Siata 508 S Balilla Sport del 1932, pure del Loro Piana Classic Car Team, guidata da Andrea Belometti, imprenditore bresciano di 53 anni, assistito da Emanuele Peli, parrucchiere con la passione per la regolarità. Oltre al secondo posto in classifica generale, Belometti e Peli hanno ottenuto anche la vittoria nel Trofeo Eberhard svoltosi come ogni anno sul lago ghiacciato di Madonna di Campiglio e riservato ai primi 32 classificati della Winter Marathon.

“Erano anni che arrivavo in finale e non riuscivo a vincere, finalmente ce l’abbiamo fatta” ha esclamato Belometti, accarezzando la sua Fiat-Siata azzurro carta di maccherone. Un’auto – vale la pena ricordarlo – di piccole dimensioni, con un motore di 995 cc, di scarsa potenza (50 cv), ma di straordinario interesse collezionistico. E’ infatti una rara variante con testa speciale della Balilla Sport, prodotta dalla Siata (Società Italiana Applicazioni Tecniche Auto-Aviatorie) in pochissimi esemplari e oggi quasi introvabile. La quotazione – dicono gli esperti – può superare i 250.000 euro.

Non sono mancate le sorprese, come il ritiro di un equipaggio importante come quello di Lorenzo e Mario Turelli (in gara su Lancia Aprilia del 1937) e Moceri-Bonetti (Lancia Fulvia Coupé del 1967). Sorprendente anche l’errore di percorso commesso da Francesco e Giuseppe Di Pietra (Fiat 508 C del 1938), i quali hanno accumulato un ritardo decisivo al controllo di Andalo, che di fatto li ha subito estromessi dalla lotta per le prime posizioni. Non è andata bene neanche allo specialista Giuliano Canè (solo 10° con la fedele Lancia Aprilia), il quale ha assicurato però che sarà al via anche nel 2018, “con propositi bellicosi”.

Primo equipaggio femminile quello composto da Gabriella Scarioni e Ornella Pietropaolo, che hanno concluso la loro fatica al 36° posto a bordo di una Porsche 356 B Coupé del 1960. Fra gli equipaggi interamente stranieri, successo degli svizzeri Manoel e Aurelie Jolly giunti al 48° posto sulla loro Morris Mini Cooper del 1967.

Al termine della cerimonia di premiazione, svoltasi nel Palacongressi di Madonna di Campiglio, gli organizzatori hanno dato appuntamento a tutti per il 2018, quando si svolgerà una edizione speciale della Winter Marathon, che celebrerà il trentennale. “Qui si divertono anche le auto” ha detto, con una felice battuta, Marco Mattioli, regolarista esperto nonché titolare della Mafra, azienda specializzata in prodotti per la cura dell’auto. E d’accordo si è detto anche Miki Biasion, annunciando che tornerà sicuramente l’anno prossimo. “Mi sono avvicinato alla regolarità con circospezione, ma ne sono stato conquistato. Mi sono classificato 52mo, ma è stato divertente guidare su un percorso rivelatosi suggestivo anche senza neve” ha detto l’ex campione del mondo rally, confessando però di “non capire come facciano gli specialisti a spaccare il secondo con tanta precisione”.
 

 

 

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Mercoledì 25 Gennaio 2017 - Ultimo aggiornamento: 30-01-2017 17:16 | © RIPRODUZIONE RISERVATA