GM ha mostrato al CES la piattaforma modulare Ultium che farà da base per 30 modelli elettrici da qui al 2025 con un investimento complessivo di 27 miliardi.

GM torna in alto: il futuro ecologico è una piattaforma EV da trenta miliardi di dollari

di Nicola Desiderio
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ROMA - Duemila miglia e 3 ore e 40 d’aereo. Tanta è la distanza tra Detroit e Las Vegas dove General Motors è atterrata al CES per dire che l’ex numero 1 mondiale e la più grande delle Big Three è tornata a ruggire con il verso di una leonessa, quella Mary Barra che dal 2014 ha preso le redini dell’azienda portandola di nuovo ad un ruolo da protagonista. In borsa vale ormai oltre 50 dollari ad azione rispetto ai 33 del 2010 e nel terzo quarto del 2020 ha messo a segno guadagni per 4 miliardi di dollari e un EBIT del 14,9%. Nessun altro ha fatto meglio, soprattutto in un anno come questo. Una rinnovata vitalità segnata dal nuovo logo, presentato all’inizio del 2021, e visibile attraverso una serie impressionante di novità e tecnologie che GM ha mostrato al CES, a cominciare dalla piattaforma modulare Ultium che farà da base per 30 modelli elettrici da qui al 2025 con un investimento complessivo di 27 miliardi. Ultium può adattarsi a suv come la Cadillac Lyric, a grandi berline come la Celestiq o all’imponente Hummer EV, un mostro da oltre 1.000 cv e uno 0-100 km/h in 3 secondi. Ma anche all’EV600, il furgone del nuovo marchio BrightDrop, in grado di fornire servizi avanzati di mobilità per società di logistica.

La batteria può essere composta da 6 fino a 24 moduli, anche su due piani, con celle fornite da LG Chem che possono essere disposte in senso verticale o orizzontale, trasversale o longitudinale, per una capacità da 50 a 200 kWh. L’architettura a 800 Volt permette la ricarica a 350 kW e, per la prima volta al mondo, la gestione è di tipo wireless riducendo i cablaggi del 90%, gli ingombri del 15% e il peso del 30%. Le nuove batterie adottano una chimica (Nickel-Cobalto-Manganese Alluminio), utilizzano il 70% di cobalto in meno e costano meno di 100 dollari/kWh. E nel futuro i costi si abbasseranno del 60%, la densità di energia raddoppierà e le autonomie passeranno da 720 a quasi 1.000 km. Le nuove batterie saranno prodotte nello ZERO plant di Hamtramck, il primo stabilimento nordamericano a impiegare la tecnologia 5G, e la piattaforma Ultium sarà sfruttata anche da Honda per 3 modelli riservati però al mercato d’Oltreoceano. GM ha avviato con i giapponesi altre due collaborazioni mettendo 750 milioni a testa in Cruise, business unit dedicata alla guida autonoma, e 85 milioni in Fuel Cell System Manufacturing per la tecnologia dell’idrogeno.

Di quest’ultima si avvarrà anche la Nikola (che ha un accordo con Iveco) per uno dei suoi camion ad emissioni zero. E per non farsi mancare niente, il marchio premium Cadillac sta studiando Halo, un concept di mobilità di lusso composto da un pod a guida autonoma, per affrontare nel massimo comfort possibile il traffico, e da un eVTOL (electrical Vertical Take Off and Landing), ovvero un taxi volante elettrico che il traffico permette di evitarlo del tutto. A Detroit insomma si torna a volare in alto.

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Domenica 16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento: 18-05-2021 20:39 | © RIPRODUZIONE RISERVATA