La 2 Cv splendida nella personalissima livrea «Origins since 1919»

Citroën alla Settimana milanese del Design mette in risalto la sua storia centenaria

di Giampiero Bottino
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MILANO - Di automobili ce n'erano due in via Stendhal, nello spazio Citroën alla Settimana milanese del Design. Una 2 Cv splendida nella personalissima livrea «Origins since 1919» come simbolo di un marchio che per motivi di «galateo intra-gruppo» non può più sfoggiare la favolosa e all'epoca avveniristica DS, e la nuova ammiraglia C5 Aircross a rappresentare la produzione più recente, ispirata a una filosofia di marca che punta soprattutto sulla tecnologia concreta e amichevole abbinata al comfort nel quale Citroën intende diventare un punto di riferimento.

Due vetture di grande significato, ma non protagoniste assolute perché il nome stesso dell'allestimento, «Maison Citroën Centenary Edition», ne indicava la focalizzazione su una ricorrenza importante da celebrare degnamente: il primo secolo di vita della «creatura» nata nel 1919 per la geniale intuizione di André Citroën, la cui vocazione ad anticipare i tempi gli ha consentito di aprire molte strade sulle quali l'industria (soprattutto, ma non solo automobilistica) si è poi incamminata: dalla pubblicità alla comunicazione (nel 1925 fu il primo a pensare di illuminare la Torre Eiffel con una scritta per ogni lato, 250.000 lampadine che per dieci anni «spararono» il nome dell'azienda nel buio delle notti parigine), dalla tecnica (basti pensare alla «Traction avant» o alle sospensioni idropneumatiche) al welfare aziendale.

Un heritage di cui l'allestimento realizzato da Matteo Ragni Studio – che ha anche disegnato la C-Vron, comoda a sinuosa poltrona lounge la cui silhouette riproduce chiaramente uno dei «baffi» del logo aziendale – ha reso ampia testimonianza: manifesti pubblicitari sempre originali e innovativi, le numerose versioni del logo aziendale che si sono succedute nell'arco di un secolo, foto e documenti delle leggendarie spedizioni organizzate per dimostrare nelle condizioni più proibitive l'affidabilità dei prodotti, ma anche dei rally più recenti in cui la casa ha fatto incetta di titoli mondiali.

Un percorso tra passato e presente che culmina in un'originale opera battezzata «Made with icons» il cui autore, il designer Jean-Baptiste Sénéquier, ha costruito un grande «Double chevron» da parete raccogliendo 263 oggetti e componenti di vario genere, tutti riconducibili alle Citroën di ieri e di oggi.

Il ricordo non prescinde da uno sguardo al futuro rappresentato sia dall'Ami One Concept, intrigante ipotesi di city car al 100% elettrica svelata per la prima volta al pubblico italiano, sia nella struttura architettonica e negli elementi di arredo che anticipano il look dei nuovi show room del brand, realizzati secondo criteri – assicurano in Citroën – davvero rivoluzionari rispetto alla concessionarie classiche per garantire ai clienti un'esperienza «mista» tra il mondo fisico e quello digitale.

 

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Mercoledì 17 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 20:56 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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