Aprilia Tuono V4 1100 Factory, l'hyper naked di Noale trasmette adrenalina pura

di Lorenzo Baroni
TRENTO - Quelle delle hyper-naked è una realtà ben affermata che non smette di “esagerare” anno dopo anno. Ma i precursori di questa affascinante categoria risiedono a Noale, ingegneri che hanno fatto il possibile per applicare sul manubrio alto tutte le esperienze e tecnologie derivate dal loro fortunato mondo delle corse.
 
 


È così che l’Aprilia Tuono di V4 si rinnova, per il 2017, con la versione 1100 Factory, un tutt’uno di potenza e raffinata elettronica nata per un solo motivo: divertimento allo stato puro. Il cuore pulsante è l’ormai storico V4 Aprilia da 175 cv e 121 Nm di coppia, adesso omologato Euro 4 e gestito da un’elettronica allo stato dell’arte.

Tra le novità, arrivano quest’anno: grafica “Superpole”, codino derivato dalla RSV4, sospensioni Ohilins regolabili con forcella NIX, APRC di quarta generazione, Aprilia Wheelie Control, Aprilia Quick Shift (con funzione downshift), Aprilia Pit Limiter, Aprilia Cruise Control e Cornering ABS Multimappa (su tre livelli). Il prezzo è di 18.190 euro, 2400 euro in più rispetto alla versione Standard.

Com’è. Il telaio doppia trave in alluminio deriva direttamente dalla Aprilia RSV4, ma le maggiori novità nella ciclistica per questo MY 2017 si trovano nei reparti freni e sospensioni. Anche l’impianto frenante anteriore Brembo proviene da quello della nuova RSV4 e conta su una coppia di nuovi dischi maggiorati in acciaio dal diametro di 330 mm e nuove pinze M50 monoblocco gestite da una nuova pompa radiale al manubrio.

Su questa Factory, a differenza del modello standard che monta sospensioni Sachs, troviamo una raffinata forcella Öhlins NIX completamente regolabile e più leggera della precedente, mentre al posteriore è stato installato un mono anch’esso completamente regolabile. Marchiato Ohilins anche l’ammortizzatore di sterzo regolabile.

Passando poi al motore, il potentissimo V4 di Noale riceve adesso l’omologazione Euro 4, i suoi numeri continuano comunque a far paura: la cilindrata è di 1077 cc e i cavalli erogati sono 175 a 11.000 giri/min, con una coppia massima di 121 Nm a 9.000 giri/min.

Nuovo anche l’impianto di scarico, dotato di doppia sonda lambda e valvola integrata. Rinnovata anche la sofisticata centralina, con maggiore capacità di calcolo (per gestire un regime massimo di rotazione più alto di 500 giri/min) e cambio provvisto di un nuovo sensore lineare abbinato al gear-shift.

Per quanto concerne la parte elettronica, Aprilia Tuono V4 è da sempre stata la maxi-naked più dotata e innovativa. Qui troviamo il pregiato pacchetto di sistemi di controllo APRC rinnovato e ancora più affinato. Aprilia Traction Control regolabile su 8 livelli, Aprilia Wheelie Control regolabile su 3 livelli (anche in corsa senza chiudere il gas), Aprilia Quick Shift con funzione downshift (scalata senza frizione e anche a gas aperto), Aprilia Pit Limiter per limitare la velocità in pit-lane e Aprilia Cruise Control per regolare la velocità nei lunghi trasferimenti.

Se poi tutto ciò non bastasse, Aprilia ha collaborato con Bosch per lo sviluppo del Cornering ABS multimappa con sistema 9.1 MP che ottimizza frenata e intervento dell’ABS in curva sfruttando un algoritmo specifico che tiene costantemente sotto controllo differenti parametri come l’accelerazione laterale, la pressione esercitata sulla leva del freno anteriore, l’angolo di piega, di beccheggio e di imbardata, modulando l’azione dei freni per un miglior rapporto tra decelerazione e stabilità.

Questo nuovo ABS lavora poi in simbiosi con il sistema Rear Liftup Mitigation (regolabile su 3 livelli), che limita il sollevamento della ruota posteriore nelle staccate più aggressive. E se ancora non ne avete avuto abbastanza di cotanta tecnologia, Aprilia ha voluto implementare un sistema di infotainment di ultimissima generazione che permette di collegare il proprio smartphone alla moto per regolare alcuni parametri di intervento, grazie alla piattaforma V4-MP.

Come va. Abbiamo testato la nuova Tuono V4 1100 Factory MY 2017 sulle strade del Trentino, tra asfalto di altissima qualità e panorami mozzafiato. Prima di girare la chiave è d’obbligo un ripasso per riuscire a raggiungere un setting approssimativo di tutti i sistemi elettronici di cui è dotata la moto.

Tutto è reso più facile e intuitivo dal nuovo blocchetto comandi, ma (i più minuziosi) potrebbero “perdersi” vista la quantità di sistemi sui quali si può agire. Fortunatamente, gran parte di essi, può essere tarata (senza eccessive distrazioni) anche in movimento.

Molto comoda la seduta, le pedane devono essere alte su una moto del genere, e il busto è protratto in avanti per il massimo controllo. Ben ampio e solido il manubrio, anche su percorsi più lunghi non si avverte l’affaticamento delle braccia e dei polsi, mentre con le gambe si stringe bene il serbatoio sagomato a dovere.

Il sound è tra i più belli e appaganti presenti oggi sul mercato. Il tiro del V4, presente fin dai bassissimi regimi, lascia intuire fin da subito che sarà un test tutt’altro che tranquillo! Impressionante la velocità e la precisione del cambio, con un sorprendente downshift che permette di essere letteralmente proiettati da un tornante all’altro in un attimo. Il motore invece, vorrebbe che ogni marcia venisse “tirata” fino ai 12.000 giri, regime entro il quale entra in funzione il limitatore.

Su strada però bisogna saper dosare il gas, tanta verve di potenza richiede carreggiate ampie e sicurezza, caratteristiche che è possibile trovare solo in pista. Tuttavia, nel misto, il comportamento della moto è incredibile: l’avantreno è granitico, in tutto il giro per un totale di 140 km la ciclistica non ha mai avuto esitazioni, incredibilmente solida in ingresso di curva e precisa in percorrenza.

Impareggiabile la gestione elettronica del motore, senza la quale sicuramente sarebbe stato improponibile riuscire a condurre la moto con tanta velocità e sicurezza. Disattivando l’antiwheeling praticamente in ogni uscita di curva il muso punta verso il cielo, sempre senza mettere in nessun modo in crisi il bilanciamento della moto.

Già dal prezzo si capisce che la Tuono V4 1100 Factory non è una moto per tutti: per quanto l’elettronica possa riuscire a gestire l’enorme potenziale del V4 di Noale, per poter sfruttare questo purosangue bisogna avere la giusta esperienza e, il più delle volte, lasciarla sfogare in pista.





 
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Mercoledì 19 Aprile 2017, 16:55
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