La nautica fa rotta a sud, a Napoli si sono spenti i riflettori del 1° boat show dell’anno

di Sergio Troise
NAPOLI - Torneremo, noi italiani, ad essere un popolo di navigatori? O meglio: dopo la lunga crisi, gli anni delle politiche ostili, le guerre interne al settore (purtroppo tuttora in atto) c’è davvero la possibilità che si riscopra la voglia di barca e che l’economia del mare diventi finalmente una forza trainante per il Paese? Il tempo dirà. Intanto un segnale incoraggiante, che induce a pensare positivo, è arrivato da Napoli. Dove ha appena chiuso i battenti la 44ma edizione del Nauticsud, fiera dedicata prevalentemente a barche di piccole e medie dimensioni, che appena due anni fa sembrava perduta per sempre, e invece nel 2016, dopo quattro anni di stop, ha riaperto i battenti, e quest’anno ha rilanciato, allargando gli spazi espositivi (30.000 metri quadri), incrementando il numero di imbarcazioni esposte (oltre 400) ed organizzando incontri e convegni in prevalenza dedicati alla storia e all’evoluzione del settore nel Mezzogiorno.
 
 


L’esposizione è stata allestita, come tradizione, nell’area della Mostra d’Oltremare, storica struttura pubblica che ha stretto un patto di collaborazione con i privati dell’Associazione Nautica Regionale Campana (ANRC), ovvero le aziende del settore che operano sul territorio. La rassegna ha richiamato il pubblico delle grandi occasioni. E girando tra gli stand s’è respirata un’aria nuova, che ha incoraggiato gli organizzatori in vista dell’edizione 2018. “Vorremmo tornare ad esporre anche a mare, in tempi e modi da stabilire” ha detto la presidente dell’Ente Mostra, Donatella Chiodo.

Intanto l’edizione “a secco” svoltasi dal 18 al 26 febbraio s’è rivelata un successo grazie alla massiccia presenza di quel “pret-à-porter” del mare che da sempre caratterizza il Nauticsud, concentrando l’attenzione su barche al di sotto dei 10 metri, in prevalenza gozzi legati alla tradizione sorrentina, fuoribordo, day cruiser, gommoni.
Ciò detto, non sono mancate presenze di alto profilo, ovvero imbarcazioni di dimensioni più importanti, in testa gli yacht di Azimut (con Benetti costituisce il più grande gruppo privato del settore nautico al mondo) che grazie a Danimar, distributore per il Centro-Sud, ha esposto il 55S (ammiraglia del salone, con i suoi 17,50 metri), il Magellano 53 (16,89 metri), yacht di punta della linea dislocante Long Range, e gli Atantis 43 e 50, le barche più mediterranee della gamma.

In primo piano anche altri marchi storici del made in Italy come Cranchi, Rio, Rizzardi ,il redivivo Tornado, brand romano da poco rilanciato, che fa grande affidamento sul profondo restyling cui è stato sottoposto l’immortale “38”. Tra i padroni di casa non ha fatto mancare la propria presenza Fiart Mare, il cui fondatore Ruggiero Di Luggo, 90 anni, varò nel 1959 la Conchita, prima barca in vetroresina d’Europa, mentre i suoi eredi, oggi, hanno lanciato per primi la formula del noleggio a lungo termine con Fiart Rent.

Gagliotta, altro nome storico del made in Napoli, ha confermato che varerà due nuovi Lobster (dopo il 35, sono in arrivo un 42 e un 48), mentre Giuseppe Cimmino (ex Conam) ha esposto una versione aggiornata del Solaria 40, originale proposta nella fascia intermedia. A proposito di originalità, ha fatto scalpore il Long Bay di Rosewest, cantiere francese con base a Bordeaux rappresentato in Italia dalla Wave Boat: un fuoribordo di categoria premium, con motore “a scomparsa” in un inedito vano di poppa e apertura lungo la murata per un comodo accesso al mare. Prezzo a partire da 65.000 euro.

I generalisti di Salpa (dal gommoncino al cabinato di 15 metri) hanno stupito invece con una barchetta di 5,70 metri con motore 40 hp e dotazioni complete, offerta a 13.950 euro (Iva compresa). “Un modo per avvicinare la gente alla nautica e formare i diportisti di domani” ha spiegato Antonio Pane, titolare del cantiere, dando un contributo tangibile a quell’”aria nuova” che si respira nel settore.
Della ventata di novità ha avuto percezione anche l’Ucina, che ha scelto il Nauticsud per i lavori del proprio consiglio generale.

«La nostra presenza a Napoli testimonia della valenza della nautica da diporto nel Mezzogiorno e l’importanza della regione Campania, che è la quarta per numero di unità di produzione, con sedicimila addetti a livello di filiera» ha dichiarato la presidente Carla Demaria. Da Napoli, il direttivo Ucina ha voluto rassicurare anche sul 57° Salone di Genova: “E’ in calendario dal 21 al 26 settembre e si svolgerà regolarmente” è stato comunicato, “in risposta” alle polemiche in atto con i dissidenti trasmigrati in Nautica Italiana e pronti a organizzare, a maggio, un salone alternativo a Viareggio.
 
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Martedì 28 Febbraio 2017, 12:39
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