Mazda MX-5 RF, arriva in Italia la nuova coupé-roadster bella e possibile

di Sergio Troise
BARCELLONA - Dopo il debutto nel marzo 2016 al Salone di New York, arriva finalmente anche in Italia la Mazda MX-5 RF (Retractable Fastback), versione con tetto rigido ripiegabile della celeberrima spiderina giapponese prodotta in oltre un milione di esemplari dal 1989 e giunta trionfalmente alla quarta generazione aggiudicandosi nel 2016, caso unico nella storia del premio, ben due World Car of the Year, uno nella classifica assoluta e un altro specifico per il design.

Realizzata sulla medesima base meccanica della spider (motore anteriore, trazione posteriore) e motorizzata con i noti 4 cilindri aspirati 1.5 litri da 131 cv e 2.0 litri da 160, la nuova sportiva giapponese si distingue ovviamente per la soluzione del tetto rigido ripiegabile, frutto di una progettazione complessa, che ha richiesto un severo impegno agli ingegneri di Mazda, tesi nello sforzo di non compromettere l’abitabilità, lo spazio per i bagagli e, soprattutto, l’armonia dello stile.

Un difficile compromesso, come ha spiegato Masashi Nakayama, capo del progetto e responsabile del design. Il quale, per illustrare la complessità del lavoro svolto in casa Mazda, ha incentrato la conferenza stampa di presentazione ai giornalisti europei sulle silhouette (tratteggiate con una biro in pochi secondi) di storiche sportive come la Porsche 911, le Lamborghini Miura e Countach, la Lancia Stratos. Tutte con motore posteriore o posteriore/centrale. “Ma il nostro obiettivo - ha detto Nakayama - era continuare sulla strada intrapresa all’inizio, e cioè creare un’auto sportiva con motore anteriore e trazione posteriore, capace di viaggiare chiusa o aperta, senza compromettere il piacere di guida e le prestazioni”.

Il risultato dello sforzo compiuto dai tecnici giapponesi è un’auto dalla linea molto personale, piuttosto distante (frontale a parte) dalla spider da cui deriva, caratterizzata dal lunotto verticale di piccole dimensioni e da vistosi montanti laterali. Il meglio del lavoro sta ovviamente nel sistema di ripiegamento del tetto, che consente di aprire e chiudere l’auto in appena 13 secondi (anche in moto, purché non si superino i 10 km/h), schiacciando un pulsante posto sulla console centrale, a portata di mano del guidatore e del passeggero.

Complessità a parte, il tetto della MX-5 RF conferisce un tocco d’eleganza particolare a questa originale coupé-roadster, soprattutto nella colorazione in nero lucido, che completa la gamma delle verniciature con una originale soluzione bicolore, proposta in alternativa ai metallizzati di nuova generazione.

L’apertura trasforma il corpo dell’auto da coupé in una sorta di “spider targa”, con la sezione posteriore dei montanti che rimane al proprio posto e le sezioni anteriore e centrale del tetto divise in tre parti che spariscono dietro ai sedili assieme al piccolo lunotto (rimane fuori solo un piccolo frangivento). Ciò detto, il bagagliaio conserva capienza accettabile (127 litri), consentendo il trasporto di due valigette 48 ore, o anche due borsoni morbidi un po’ più grandi. Non male per una sportiva a due posti di dimensioni compatte (non raggiunge i 4 metri) che nel passaggio dal tetto in tela a quello rigido ripiegabile paga un aggravio di peso di appena 45 chili.

Per le piccole cose da tenere nell’abitacolo a portata di mano è invece un po’ scomodo e insufficiente il cassetto portaoggetti alle spalle dei due sedili in posizione centrale/verticale: in pratica ci stanno solo i documenti. Non mancano due portabottiglie (formato piccolo), ma non ci sono tasche portacarte nei pannelli delle portiere o nella plancia. E’ un piccolo prezzo da pagare ai due posti secchi e all’esaltazione di altri valori, in testa il piacere di guida.

L’armonia tra uomo e macchina è, del resto, la filosofia ispiratrice del progetto MX-5 sin dalle origini. In casa Mazda parlano di Jinbai Ittai, che in giapponese indica l’armonia tra cavallo e cavaliere. “Sin dall’inizio – dice Jeffrey Guyton, presidente e Ceo di Mazda Europa – abbiamo puntato su questa simbiosi perfetta tra il guidatore e l’auto. E infatti la campagna di lancio della nuova MX-5 RF è basata sul motto Drive Together (Viaggiare Insieme). Noi – aggiunge Guyton – non accettiamo l’idea che una MX-5 possa essere percepita come mero mezzo di trasporto; noi crediamo ancora nella passione per l’auto e sosteniamo con convinzione che il piacere di guida sia uno dei grandi piaceri della vita”.

Dalla teoria alla pratica, abbiamo guidato la nuova MX-5 RF su strade e autostrade nei dintorni di Barcellona, senza escludere passaggi emozionanti lungo percorsi dell’entroterra catalano, caratterizzati da curve, tornanti e saliscendi piuttosto impegnativi. E abbiamo avuto la conferma che anche la nuova RF, come le sue progenitrici e come la spiderina da cui deriva, è un’auto nata per le curve. Agile, leggera, facile, si guida in scioltezza, senza imbarazzi e senza sorprese, purché ci si ricordi sempre che la trazione posteriore va gestita con un po’ d’attenzione, soprattutto su fondo bagnato (com’è capitato a noi, costretti da condizioni meteo proibitive a una prova sotto la pioggia che ci ha impedito anche di sperimentare la marcia in plein air).

Ciò detto, la scocca Skyactiv derivata dalla MX-5 soft-top e l’intelaiatura della struttura centrale fissata in alto (con l’aggiunta di uno speciale tunnel per bilanciare la rigidità anteriore-posteriore) assicurano un comportamento dinamico più che affidabile, al quale “collabora” anche l’aggiornamento eseguito su ammortizzatori, barra stabilizzatrice anteriore, molle posteriori, sospensioni multilink, per non dire dell’Esp, che comunque può essere disinserito. Sulla versione Sport, tra l’altro, sono disponibili anche il differenziale autobloccante meccanico e sospensioni speciali fornite dalla Bilstein. Il meglio per chi ama la guida sportiva.

Come per la spider, sono due i motori disponibili, entrambi aspirati ed Euro 6: un entry level di 1,5 litri da 131 cv e un 2.0 litri da 160 cv. In entrambi i casi le prestazioni sono interessanti, con velocità di punta (ove consentito) di 203 km/h per la 1.5 e di 216 km/h per la 2.0 litri. In accelerazione la 1.5 paga oltre un secondo sullo 0-100, con 8,6 secondi contro 7,4. Ma il divertimento di guida è assicurato su entrambe: il peso contenuto (1090 e 1120 kg) e il baricentro basso assicurano inserimenti in curva precisi e rapidi cambi di direzione, assicurando credibilità al concetto di fun-car perseguito dai progettisti.

Inutile dire che la 2.000, oltre ad una adeguata risposta ai bassi regimi, regala una bella progressione fin oltre i 6000 giri (se si esagera interviene il limitatore, attorno ai 6500). Interessanti anche i valori sui consumi: nel ciclo combinato la 1.5 percorre 100 km con 6,0/6,1 litri di benzina; la 2.0 oscilla tra 6,4 e 6,6. Quanto alle emissioni, vengono dichiarati da 139 a 154 gr/km di CO2.

Nel discorso sul piacere di guida e sulla simbiosi uomo-macchina svolgono un ruolo importante anche strumentazione e pedaliera posizionati in perfetta simmetria con il conducente. Il contagiri al centro, grande e ben visibile, fa molto racing; quanto alla pedaliera, consente il classico punta/tacco grazie all’acceleratore incernierato in basso e agli altri due pedali sistemati in posizione verticale. La posizione, bassa e ben raccolta, è proprio l’ideale per la guida sportiva. Peccato solo che il bel volante a tre razze sia regolabile solo in altezza e non in profondità, mentre merita un discorso a parte il cambio: un tradizionale meccanico a sei rapporti con leva corta e innesti veloci (l’escursione massima da una marcia all’altra è di 4 cm), che addirittura invoglia a cambiare anche quando non è strettamente necessario. La gamma prevede anche un automatico, esclusivamente sulla 2.0, ma non abbiamo avuto modo di provarlo.

Gli interni della nuova RF sono ben curati e ben rifiniti, persino lussuosi, soprattutto nelle versioni più ricche (Exceed e Sport), con una scelta di pacchetti che prevedono sedili made in Italy Recaro (in pelle e Alcantara), o sofisticata pelle nappa impreziosita da cuciture a vista. L’insonorizzazione è buona, ma non ci si è sprecati più di tanto: il rombo del motore è uno dei must richiesti dai clienti di auto come queste. Sulla plancia spicca il display da 7 pollici azionabile tramite una manopola sistemata sulla console centrale o anche con comandi vocali. Il sistema Mazda Connect assicura le funzionalità basate su smartphone, tra cui connettività internet, social network e molto altro. Non manca un impianto BOSE, a 6 o 9 altoparlanti.

Le prime consegne della nuova MX-5 RF avranno inizio in Italia a febbraio. L’auto è già ordinabile negli allestimenti Evolve, Exceel e Sport. Il modello con motore 1.5 da 131 cv viene proposto, a seconda degli allestimenti, da 28.000 a 30.200 euro; quello con motore 2.0 litri da 160 cv a 31.150; 33.150 con cambio automatico e 32.850 nella versione Sport. Rispetto alla spider con capote in tela, la differenza oscilla tra 2.000 e 2.500 euro in più. Si pagano a parte optional come gli interni in pelle nappa (300 euro), la speciale vernice metallizzata premium (Soul Red Machine Grey), il tetto nero lucido (500). Sulle versioni più ricche sono di serie dotazioni importanti come l’avvisatore di cambio corsia involontario, il monitoraggio degli angoli bui, il controllo del traffico in uscita da un parcheggio, i fari “intelligenti” full led, il climatizzatore automatico.

Per “aprire la strada” nel nostro Paese alla nuova MX-5 RF, Mazda Italia ha già annunciato una serie limitata di 50 esemplari, rigorosamente numerati. Nel contempo la filiazione italiana della casa di Hiroshima (dove l’auto viene costruita) si è rivolta a Tommaso Spazzani Villa, in arte Tindar, giovane artista sulla cresta dell’onda, chiedendogli di creare un lavoro specifico mirato a sottolineare il tema dell’appartenenza al mondo MX-5.

Il progetto, partito a fine 2016, ha prodotto la raccolta di migliaia di impronte digitali di possessori di MX-5. Queste impronte sono poi state utilizzate per dar vita ad un’opera unica che componga il ritratto di un “gruppo d’eccellenza”. Ma non solo: ad ognuno dei primi 50 acquirenti della nuova MX-5 RF viene richiesta, all’atto dell’acquisto, la propria impronta digitale, che viene utilizzata da Tindar per creare un’edizione personalizzata dell’opera originale da consegnare con una speciale cerimonia assieme alla vettura. Lanciata on line, l’iniziativa ha fruttato già 40 prenotazioni a tempo di record, a conferma del fatto che le Limited Edition rappresentano per tradizione una delle “voci” più importanti nella domanda di Mazda MX-5

A proposito di mercato, nell’ultimo anno la casa giapponese ha fatto registrare in Italia una crescita a due cifre, avendo chiuso il 2016 con 10.958 unità immatricolate. Certo, numeri “piccoli” rispetto ai colossi d’Oriente, e non sufficienti a raggiungere la quota dell’1% del mercato (0,59), e tuttavia rassicuranti, visto che testimoniano una crescita del 47,6% dell’immatricolato a conclusione di un anno reso difficile dall’improvvisa scomparsa del suo amministratore delegato Andrea Fiaschetti e dalle complicazioni legate alla riorganizzazione del management. In questo scenario si è comportata bene anche la MX-5, che pur essendo un prodotto di nicchia è cresciuta del 636%, con 545 unità targate nel 2016.
 
 
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Venerdì 27 Gennaio 2017, 15:32
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